lunedì, ottobre 30, 2006

Leggo proprio in questo momento che in Messico la polizia spara su una folla di insegnanti in manifestazione e miete due vittime più vari feriti.
La polizia che spara su maestri di scuola che stavano manifestando per un aumento del salario, e ammazza.
Ormai la tendenza è questa, i ricchi che con le loro furberie mandano sul lastrico un Paese intero e i poveracci che cercando di difendere la propria dignità vengono ammazzati come cani da persone di pari livello sociale, solo squallidi mercenari.
Questo è il futuro, un futuro fatto di repressione sanguinaria, di manganelli e colpi d'arma da fuoco davanti alle proteste della gente disperata ed esasperata.
Un futuro poi non tanto lontano da noi, un giorno anche a noi potrebbe capitare di scendere in piazza...

venerdì, ottobre 27, 2006

Anche questa settimana se ne è andata via, così, un soffio di vento leggero che passa e non torna più, quasi neanche lo senti se non sulla schiena tanto è stato pesante e faticoso, ti lascia addosso un senso di spossatezza e stanchezza, quasi come se avessi zappato per tutto il tempo ed invece sei stato seduto su una sedia tutto il tempo.
Domani inizia un altro we, anzi per me inizia stasera con una bella cena con gli ex colleghi, a distanza di anni ci si continua ad incontrare, saltuariamente si ma ci si vede ancora, queste sono le cose belle della vita, un piatto di pasta, del buon vino, una canna e su via cantare e suonare tutta la sera, perchè questa vita scorre troppo in fretta e delle volte è meglio che sia così perchè se la vita è stare seduto tutto il giorno davanti ad una macchina allora è meglio che passi via veloce e che non lasci ricordi.
Voglio ricordarmi solo di quando sto con i miei amici e la mia famiglia, magari lontano da qui, il resto non mi interessa, il resto è la parte triste della mia vita, aimè è anche la parte più lunga.
Sabato si va in pernottamento dalla nonna piemontese e domenica si va a pesca.
Questo è quello che voglio ricordare.

giovedì, ottobre 26, 2006

La parte più bella della giornata per me è la mattina, da molti odiata da me amata ed intendo appena alzato.
Mi piace preparare una bella colazione a me e a mia moglie mentre lei ancora si arrotola nelle coperte al calduccio, mi piace farla abbondante in modo che le energie salgano in fretta per affrontare il viaggio per andare a lavorare, mi piace vederla arrivare con gli occhietti ancora semichiusi, con il musetto stropicciatino che si abbraccia a me teneramente cercando qualche carezza e un bascietto oppure qualcuno a cui sorreggersi!
Mi piace aprire i cani e farli entrare al calduccio in cucina, mi piace che mi mordicchiano le mani e mi saltellano intorno aspettando anche loro la colazione.
Tutto questo in un'ora, probabilmente l'unica ora interessante della giornata.
Poi esco di casa sorridente e saltellante e come stamattina accendo la macchina, mi immetto sulla mia via e dopo qualche secondo vedo sopraggiungere una macchina dietro di me a 200 allora che mi si piazza nel culo e fa a zig zag per cercare uno spiraglio per superarmi per poi fermarsi al semaforo rosso 100 metri avanti.
Da quel momento inizia la realtà della mia giornata.

mercoledì, ottobre 25, 2006

Non c'è giorno della mia vita che non passi qualche istante a pensare se sia davvero giusta la via di scegliere di vivere in questa società orribile oppure mollare tutto ed uscirne fuori il più possibile.
Ogni giorno ci penso ma ancora una risposta non l'ho trovata perchè forse una vera risposta a questo quesito non c'è.
Io non ho paura per quello che potrà succedere, non ho paura per me stesso ma per chi mi sta accanto, non voglio che soffrano e allora che fare?
Sono fermamente convinto che la povertà e la vita "dura" siano volute dai signori che governano il Mondo, sono pienamente volute poichè i mezzi moderni sarebbero tali da rendere la vita vivibile a chiunque, ma questo non si può fare, altrimenti non ci sarebbe più nessuno da sfruttare e i signori non potrebbero più fare i signori, diventerebbero delle persone semplici, come gli altri.
E allora che fare, continuare a far parte di questa società infame, giorno dopo giorno cercando di mantenersi in vita, oppure mollare tutto e combatterla si..ma come?
Oggi come oggi manca una guida, milioni di uomini da soli senza una guida non possono fare nulla, ci vuole qualcuno che accomuni le idee e le formalizzi, ci vuole qualcuno che guidi le masse verso la rivolta definitiva.
Questo qualcuno però lo devono ancora inventare e credo che questo qualcuno non esisterà mai.

lunedì, ottobre 23, 2006

Anche questo weekend siamo andati a scrocco e come questo spero ce ne siano altri mille, siamo stati a casa che il suocero ha preso in affitto sopra il lago di Como, in montagna.
Che dire, un vero paradiso, il lago a 10 minuti, il bosco a 0 minuti (eravano già in un bosco praticamente), aria buona fresca, formaggio fresco, latte appena munto, burro che sa di burro e non di additivi...e tutto questo alla modica cifra delle spese di viaggio (poca roba) e il cibo a carico nostro (ovvio), bello no?
Ho un gran suocero l'ho sempre detto, almeno ci permette di levarci dalle palle nel weekend senza svenarci in giro per l'Italia.
Il prossimo invece si va a scrocco da nonna Rosy e magari l'altro ancora da nonna Mimma, e via a scrocco in barba ad alberghi e agriturismi ormai trasformati in ambienti lussuosi per soli "abbienti".
Ci siamo davvero risposati, abbiamo preso il primo contatto con il posto, un pò timidi come lo si è quando ci si trova in un posto che non si conosce.
La stagione non è delle migliori ma i colori e i profumi dell'autunno sono fantastici, in questo periodo che poi le temperature sono ancora abbordabili.
Tanto per non smentirmi la mia critica al sistema l'ho trovata anche lì, in barba ai nostri direttori marketing che per vendere merda guadagnano centinaia di migliaia di € il tipo con la moglie che vendeva formaggio lì ha messo fuori dalla stalla un cartello scritto a mano e sbiadito dall'umidità che se non ci vai proprio vicino non lo leggi manco.
E stamattina solita sveglia con bestemmia...evviva.

venerdì, ottobre 20, 2006

Ancora due ore qui dentro e poi inizia il tanto sospirato fine settimana, fortuna che io e Romina abbiamo saggiamente deciso di boicottare la riunione di condominio di stasera così possiamo scappare da qui ed andare nella casettima nel bosco in quei di Como a cercare di riprenderci un pò della nostra vita.
Questa settimana è volata via quasi non me ne sono accorto, sinceramente non so se esserne felice oppure mettermi a piangere, qui i mesi passano che uno non se ne accorge neanche che è già ora di andarsene, colpa del lavoro non c'è dubbio la colpa è solo di questo fottuto sistema lavorativo che non ti fa vivere se non una minima parte della tua fottuta vita.
Dicono che ogni giorno va vissuto come se fosse l'ultimo, si certo fossero tutti sabati e domeniche si ma sinceramente in settimana cosa cazzo vuoi vivere che sono fuori da casa 13 ore al giorno a scrivere puttanate in un computer...boh!
Vabbene andiamo avanti tanto tra due giorni sarà lunedì e si ripartirà con lo stesso spirito di quando lo era una settimana prima, un pò di rassegnazione eun pò di speranza.
Ora c'è il fine settimana.

mercoledì, ottobre 18, 2006

Le mogli dei caduti di Nassirya chiedono la verità su come sono morti i loro mariti e chiedono una medaglia d'oro e per questo hanno ingaggiato un bel avvocato.
Non serve, ve lo spiego io come sono morti: sono morti in quanto occupanti irregolari di territori che non gli appartenevano, sono morti in quanto mercenari senza dignità, sono morti perchè se vai a rompere i coglioni in certi posti dove la gente muore di fame allora rischi grosso.
Ma quale medaglia, fate prima a dire quanti soldi volete ancora oltre quelli che vi abbiamo già dato.

lunedì, ottobre 16, 2006

E' stato un bel fine settimana, sabato solito tram tram per commissioni varie, poi alla sera cena a casa messicana con Cioccio e mugghiera.
Domanica partenza presto per la casa nei pressi di Como, grande mossa del suocero che così assicura un bel posticino dove passare i we a tutti.
Sono andato a pescare al Lago di Piano, 4 orette in barca, preso una fava ma era prevedibile, penzo di tornarci forse anche questo we vediamo un pò, devo tirare fuori un luccio da qualche parte prima o poi.
La settimana invece si avvia come al solito nella bonza più profonda, aggravata dalla riunione condominiale di venerdì che mi impedirà di poter scendere da nonna Mimma anche se con Chiettina contiamo di fare solo una comparsa poichè a me di buttare via una serata per sentire le cagate dei vicini non me ne può fregare di meno.
Per il resto ho dato uno sguardo alle notizie, niente da commentare mi sto affossando abbastanza in una calma mia interna.
A proposito, ho letto un bel articolo sulla Stelvia, una pianta sudamericana che sarebbe sostitutiva dello zucchero la cui produzio e e vendita è vietata (guarda caso) nella UE ma è coltivabile a scopo ornamentale (ridicolo), beh questa primavera proverò a coltivarne qualcuno e vediamo come va.

giovedì, ottobre 12, 2006

Ci sono situazioni in cui seguire la propria linea fino in fondo è davvero difficile.
Del tipo che conosci una persona che è semi-imparentata con qualcuno dei tuoi, vai a casa sua, lo aiuti in qualche cosa, è anche simpatico a parlarci, sei in camera sua, ti volti appena e vedi su una mensola una bottiglia di birra con l'etichetta con la faccia di Mussolini.
Ti fermi un secondo, ti rivolgi verso di lui, lo guardi e gli dici che a saperlo prima non ci saresti andato a casa sua, però poi prosegui la setata come se nulla fosse.
Cosa dovresti fare in queste occasioni?
A seguire la linea avrei dovuto tirare fuori un coltello e piantarglielo nello stomaco ma non è così che si può fare.
Non lo so, sono situazioni difficili, beato chi riesce a cavarsela nel migliore dei modi.

lunedì, ottobre 09, 2006

Come si può sentire il lunedì mattina un uomo che ha avuto due matrimoni in 48 ore a 300 km di distanza l'uno dall'altro?
La risposta è semplice, un cadavere!
Comunque sia è stato un bel we, si è bevuto mangiato e gozzovigliato, festa festa festa magari ci fosse sempre, sorrisi e allegria, spensieratezza voglia di stare insieme.
Ora si riparte, stessa musica sempre quella tutti i giorni, fortuna che stasera vado a strimpellare il mio djembè, rumore si rumore, frastuono.

venerdì, ottobre 06, 2006

Domani è il matrimonio di mario Ratzinger e Donatelda.
Un mio speciale grande augurio ai due ragazzi che finalmente si uniscono.
Aguri anche a mio cuggino che domenica anche lui si unisce in matrimonio.
Io e mia moglie presenzieremo ad entrambe le manifestazioni (porcoddè).
Leggendo vari blog e relativi commenti non si fa altro che lamentarsi dei politici italiani e la politica fa schifo e sono corrotti etc...
Allora io dico una cosa, dico che un'arma per mandarli via tutti c'è e neanche tanto nascosta, questa arma potentissima si chiama VOTO.
Le prossime elezioni stiamo tutti a casa a grattarci i coglioni o la passera invece di andare ad imbucare la cartellina, 0 voti finali si 0 voti per i ladroni maledetti vedi se poi non gli arriva il tanto famigerato scossone, succederebbe un putuferio che neanche ce lo immaginiamo, il caos più totale.
Non so se si andrebbe in meglio ma di certo qualcosa succederebbe mentre alla situazione attuale non succede proprio nulla, passiamo da una finanziaria all'altra, da un taglio all'altro con il contentino mensile che finirà in qualche aumento di qualche fottuto bene di prima necessità.
Se la morte non fa il suo dovere facciamolo noi non votanto.
Vabbè non è una predica, io quest'anno ho votato purtroppo, c'era in ballo togliere di mezzo faccia di gomma che di mezzo non si è tolto o almeno è stato rimpiazzato con un'altrettanta faccia di gomma che a sua volta verrà ririmpiazzata dalla faccia di gomma precedente si perchè questa gente non crepa mai a loro la morte gli fa niente.
Facce di gomma che si susseguono a giro, un anno a te un anno a me e via così.
Non votiamo, non diamogli la soddisfazioni di scegliere tra una faccia di gomma e un'altra, non diamogliela, lasciamo che si trovino in imbarazzo o in merda che dir si voglia.
Lasciamoli lì senza che sappiano quale faccia di gomma debba comandare e vediamo che succede vediamo un pò.
Destraioli e sinistraiali d'Italia unitevi, lasciamole lì ste facce di gomma.

lunedì, ottobre 02, 2006

Questo è un periodo che sto assorbendo i fatti che mi circondano in modo del tutto passivo e non so se è un bene o un male, mi sto impassivendo nei confronti del mondo e della gente che mi circonda.
Finanziaria, bombe, sparatorie, lascio scorrere tutto sotto i miei occhi senza battere ciglio, senza esserne nemmeno infastidito un pò, questo probabilmente è causato dalla violenza quotidiana di avvenimenti che mi fanno infastidire che sono talmente tanti ormai che non ci faccio più nemmeno caso, e questo forse è un male ma...il mio cervello lo sento si è lì che li registra uno per uno custodendoli in una piccola ma capiente cassaforte, li vedo sono tutti lì accatastati uno sull'altro pronti ad essere risputati fuori a comando.
La mia giornata lavorativa scorre via passivamente, sono passivo anche sul lavoro mi faccio travolgere dai fatti senza intervenire più di tanto.
Un momento forse di rilassatezza o debolezza si perchè ai nostri giorni uno che si rilassa è fottuto è debole se lo inculano come niente massì non importa mi farò inculare che problema c'è, io intanto torno a casa e mi abbraccio Cippa e Lana e mia moglie e fankulo a tutti quanti andatevene tutti a fare in culo tutti.

mercoledì, settembre 27, 2006

Ha ragione mia moglie a dire che siamo tutti degli ipocriti perchè sorridiamo a chi sputeremmo in faccia, io per primo sono un disadattato, in certi ambienti proprio non riesco ad entrarci con la testa eppure mi tocca sorridere o almeno cercare di tirare la faccia in modo che sembra che stia sorridendo.
Mi sento circondato da discorsi e persone delle quali non me ne frega niente eppure mi tocca ascoltarli tutti quanti quando invece li prenderei tutti a calci.
Passo cinque giorni la settimana nell'inutilità più assoluta cercando ogni giorno di dare un senso a quello che faccio, ogni tanto mi sembra di riuscirci ma subito dopo no, mi accorgo che era un'illusione e allora vado avanti a testa bassa tirando sera, aspettando di tornare da chi sa davvero dare un senso alla mia vita.

lunedì, settembre 25, 2006

Eccomi di ritorno dall'Oktoberfest, tutto bene un bel we in compagnia degli amici, anche di alcuni che non si vedono più tanto spesso quindi un we ancora più bello.
Eccomi di ritorno tutto intero, qualche livido e botta come da tradizione ma tutto intero ed è questo che conta.
Con le loro solite buone maniere ma i ragazzi mi hanno fatto capire che la direzione che ho preso non va bene, lo avevo capito anche io che lamentarsi e piangersi addosso non aiuta di certo la realtà e neanche me stesso, anzi un senso di insodddisfazione e malessere era ormai sempre presente in me e lo stavo trasmettendo anche a chi mi sta vicino.
Questo non significa che il mio pensiero cambierà, solo continuerò a prendere atto della realtà senza che però influisca sulla mia vita e sul mio rapporto con chi mi sta vicino.
Ti chiedo scusa amore mio per averti angosciata, voglio tornare a vivere sereno con te e godermi ogni istante della mia vita insieme a te e ai nostri due ragazzi.

venerdì, settembre 22, 2006

Stasera si parte per l'Oktoberfest in terra crucca, più che un we di festa sarà un we di sfogo, ognuno porterà le proprie frustazioni ed insieme alla birra le cacceremo via tutte, almeno per un we.
Il gruppo quest'anno è folto, oltre ai soliti ci sono degli innesti importanti, la formula invece è cambiata si va su in pullman e albergo, mah....
L'unica cosa che mi dispiace è lasciare la mia bella famiglia a casa ma so che divisi si ma saranno in buona compagnia, la Kika stasera è dai suoi con i ragazzi poi domani si trasferisce dalla Sy mentre Cippa rimane dai nonni Lana va dagli zii.
Poi domenica sera di nuovo tutti insieme.

giovedì, settembre 21, 2006

C'era una volta un onesto e distinto lavoratore che ttte le mattine con la sua macchinetta si faceva 50 km per andare a lavorare lassù in collina quando un bel giorno scoprì che dei vigili cattivoni gli avevano teso un (o più) agguati da gran carogne e allora si trovò a dovere pagare con il suo sudato lavoro la fontana e altri abbellimenti di un fottuto paese di provincia.
Questa triste storia ci insegna che l'olocausto fu una terribile vicenda solo perchè applicato sulla razza sbagliata di persone, che discenda sulle forse dell'ordine una terribile ondata di morte e distruzione.

mercoledì, settembre 20, 2006

Benvenuta piccola Lana, benvenuta in questo mondo infame del quale tu ancora non conosci nulla e che vivrai serena e spensierata protetta dall'amore mio e di Romina.
Benvenuta piccolo gioiellino, che la tua gioia e voglia di vivere ci avvolga ogni giorno e ci faccia andare avanti.
Benvenuta creatura innocente, che chi non ti ama possa crepare all'inferno.
Lidl, il low cost pagato dal lavoro (da "Il Manifesto")
L'hard discount europeo sul modello Wal Mart: prezzi stracciati alle spese dei dipendentiOttanta ore a settimana in filiale, compresi i sabati e le domeniche. Lo scarico dei bancali, le pulizie, i turni iper-flessibili. Capi e cassiere spremuti al massimo, e i prezzi vanno giù. Il sindacato europeo e il blog di Beppe GrilloAntonio Sciotto«Non cuciamo i palloni e siamo tutti maggiorenni, ma sopportiamo soprusi e condizioni di lavoro non certo degne di un paese che ha la pretesa di far parte dell'Unione europea: il monte ore mensile, 16 ore al giorno per 28 giorni, è di 448 ore, per una base oraria di 3,48 euro». Sì, proprio 16 ore di lavoro al giorno: si conclude così la lettera di Emanuele D, un giovane quadro della Lidl, pubblicata nel luglio scorso sul blog di Beppe Grillo (beppegrillo.it) e che ha avuto una straordinaria «fortuna». Ben 2907 risposte alla data di ieri: tantissimi colleghi della Lidl, delle grandi catene di distribuzione e non solo, che condividono la stessa condizione di super-lavoro e precarietà. L'hard discount genere Wal Mart - prezzi stracciati e lavoro ai ritmi della schiavitù - ha ormai un solidissimo esponente europeo: si chiama Lidl, è figlio di una potente famiglia del land tedesco del Baden Wuettenberg, gli Schwarz, e si è diffuso a macchia d'olio in venti paesi europei. Tanto che, allo stato attuale, il colosso dei supermercati low cost conta 100 mila dipendenti e 6 mila punti vendita nel continente, dal Portogallo alla Polonia, dalla Finlandia all'Italia. Alla cassa stanno soprattutto le donne - con contratti part time e una retribuzione media mensile di 600 euro al mese. Per i posti di comando, i quadri e i dirigenti, la Lidl seleziona principalmente uomini, perlopiù laureati, che attraverso un durissimo training di 10 mesi vengono portati ad accettare la «filosofia del terrore»: il sottoposto lavora solo se lo maltratti, devi assicurarti che non rubi, e se protesta o si iscrive al sindacato devi fare di tutto per metterlo fuori. Sarebbe però erroneo descrivere i quadri come «privilegiati»: è vero che guadagnano dai 1300 euro in su e hanno l'auto aziendale, ma sono proprio loro a essere «triturati» per primi dal sistema Lidl. Lavorano il doppio delle ore da contratto (70-80 ore settimanali, senza percepire per questo un doppio salario), sono costretti a scaricare i camion, fare le pulizie e sostituire le cassiere quando manca il personale. Contro gli abusi del «sistema Lidl», ormai collaudato e uniforme in tutta Europa, si è attivato il sindacato tedesco Ver.di, lanciando la «campagna internazionale Lidl». Nel 2004 è stato pubblicato il primo «Libro nero», con le storie dei lavoratori tedeschi. Quest'anno è uscito il «Libro nero europeo», con le vicende dei 20 paesi in cui l'hard discount si è diffuso, Italia compresa. Il manifesto si è recato a Berlino per raccontare la campagna Lidl, e nei prossimi numeri di questa inchiesta-reportage riferiremo dei lavoratori europei e della strategia sindacale dei Ver.di. Per questa prima puntata, abbiamo scelto di dialogare con i quadri e le cassiere italiane.
«Mangio, dormo o mi lavo?»Prima di entrare in una filiale della Lidl, e parlare con i lavoratori, dobbiamo riferire dei recenti controlli avviati dall'ispettorato del lavoro su alcuni punti vendita: in particolare, gli ispettori si sono recati negli hard discount dell'area Piemonte-Liguria, dove hanno riscontrato - per quel che ci è dato sapere da alcune testimonianze dei lavoratori - irregolarità sulle liste presenza. Un punto non affatto secondario o di rilevanza solo formale: la Lidl, infatti, risparmia proprio sulla «presenza» dei lavoratori nei punti vendita. Nel senso che li mantiene quasi sempre sotto organico, obbligando i dipendenti di livello più alto e i quadri intermedi (capifiliale e capisettore) a lavorare molte più ore di quelle retribuite. Anche sulle cassiere si registrano casi di straordinari non retribuiti, ma i loro orari sono in genere più rigidi e gli abusi non sono abnormi come nel caso dei superiori. Piuttosto, le addette alla cassa subiscono un altro tipo di sopruso: i turni, che per il contratto del commercio dovrebbero essere fissi, vengono cambiati ogni due settimane o addirittura una; spesso anche di giorno in giorno. Così non puoi mai organizzarti la vita fuori dal negozio, né trovarti una seconda occupazione, devi essere sempre a disposizione: una sorta di «lavoro a chiamata». La prima testimonianza ci viene da uno dei gradini più alti nella piramide Lidl, un quadro. Usiamo un nome di fantasia, Luca, per tutelarlo: ha lavorato 18 mesi per la Lidl, è stato licenziato e adesso è in causa per il reintegro. E' entrato nel gennaio 2005 come «caposettore» dopo una serie di colloqui, per occuparsi di 4 filiali nell'area torinese (ma a un certo punto ne ha avute anche 7 da seguire). Il suo ruolo avrebbe dovuto consistere nell'organizzare e monitorare il lavoro in tutte le filiali: «Al colloquio mi hanno detto che avrei lavorato 38 ore a settimana, ovvero il full time del contratto commercio. Ma subito misero le mani avanti: per il tuo ruolo di responsabilità - dissero - ti chiediamo comunque una "certa elasticità"». Mai Luca avrebbe potuto immaginare che quella «certa elasticità» si sarebbe trasformata in una totale dedizione (fisica e mentale) alla Lidl: orario di lavoro ininterrotto dalle 6,30 del mattino alle 22,30. Quasi sempre dal lunedì al sabato (invece dei cinque giorni da contratto), spesso anche la domenica, giornata dedicata all'inventario. Certo, lo stipendio è di 29 mila euro lordi l'anno, c'è l'auto aziendale, ma cosa te ne fai di un salario decente se non hai tempo per te stesso? E le mansioni? Fare tutto: dallo scaricare pesanti cassoni all'allestimento del banco frutta, dalle pulizie alla sostituzione cassa quando la cassiera finisce il turno. Moltiplicato per 4-5 locali, spesso distanti centinaia di chilometri l'uno dall'altro. Per i primi 6 mesi, in formazione, Luca viene affiancato a diversi capifiliale. «Lavoravano tutti molte più ore di quelle da contratto - racconta - ma nessuno aveva il coraggio di protestare».Così Luca continua a lavorare circa 16 ore al giorno, spesso senza avere il tempo neppure di mangiare un panino: nei primi tre mesi perde 5 chili, vede 20 capisettore dimettersi «per disperazione». Le domeniche erano quasi sempre regalate all'azienda, tanto che una volta si è trovato a fare 20 giorni consecutivi senza uno di riposo. Spesso veniva svegliato dai capi nel cuore della notte, per improvvise assenze di capifiliale: da Genova doveva così spostarsi a Torino, fare lì l'intera giornata di lavoro, e tornare poi in nottata a Genova, per riprendere l'indomani all'alba. «Arrivato in albergo, ogni sera, mi dicevo: mangio, dormo o mi lavo?». Questi ritmi disumani non figurano affatto sulle liste presenze: i capisettore segnano la «p» di presenza per commesse e capifiliale (loro sottoposti), senza indicare le ore lavorate. Per i capisettore, come Luca, la lista presenze è in mano ai capiarea (superiori con circa una quarantina di negozi), e lui afferma di non averla mai controfirmata. Una notte Luca finisce al pronto soccorso, per il forte stress: gli consigliano di fermarsi perché quei ritmi (e ha solo 28 anni) possono avere serie conseguenze sulla sua salute. Non si ferma, ma sarà la Lidl a liberarsi di lui: per una risposta ritenuta «di insubordinazione» a un capoarea, riceverà di lì a poco la lettera di licenziamento.
Impari tutto al master LidlI ritmi disumani di lavoro, e il licenziamento finale, sono capitoli comuni alla storia di Emanuele D., l'ex caposettore Lidl che ha dato origine al blog di Grillo. C'è però una differenza di rilievo: la sua formazione, più recente, è avvenuta a Verona, dove i quadri e dirigenti Lidl frequentano un apposito master: «Lì - spiega Emanuele - ti fanno un lavaggio del cervello: ti spiegano che devi essere spietato con gli addetti vendita e le cassiere, e per tutto il corso della formazione in campo i superiori ti insultano e ti maltrattano, rimproverandoti continuamente per i risultati che non hai ottenuto. Il messaggio è semplice: ti tratto così, poi tu farai lo stesso con i sottoposti». I ritmi di lavoro vengono misurati con delle vere e proprie tabelle di produttività, dividendo il fatturato per le ore lavorate: chi si trova sotto i livelli minimi, deve prepararsi a un fuoco di fila di rimproveri e minacce. «Accade anche per le cassiere - spiega Felicita Magone, addetta vendita ad Albenga e delegata Cgil - Si divide l'incasso per le ore lavorate. Oltre a essere sempre sotto pressione, non possiamo programmarci la vita, o cercare un altro lavoro per integrare uno stipendio che si aggira sui 600 euro: l'orario ci viene comunicato ogni due settimane, e cambia sempre. In molte filiali gli orari cambiano ogni settimana». Le donne sono penalizzate: pochissime arrivano a diventare capofiliali, restano perlopiù al livello di cassiera. «Un capoaerea giustificò questa differenza di genere spiegando che "per una donna è complicato essere già pronta e truccata alle 6,30, quando deve aprire una filiale"», conclude Felicita. Walter Canta, capofiliale veneto, come Luca ha fatto una bella «cura dimagrante» stile Lidl: in soli dieci mesi di lavoro ha perso ben 8 chili, passando da 66 a 58 chili di peso. Walter racconta più da vicino il lavoro del negozio, perché il capofiliale ha la responsabilità di un solo punto vendita. Anche lui ha fatto 80 ore in media a settimana, sabati e domeniche inclusi, con lo «straordinario» tutto compreso nei cento euro lordi di «superminimo» erogati ogni mese. Ha lasciato perché ha contratto un'infiammazione alle spalle, a causa della «sbancalatura»: lo scarico, a partire dall'alba, di cassoni pesanti dai 10 ai 20 chili. E' un lavoro quotidiano che tocca a tutti i capifiliale e assistenti, così come le infiammazioni alle spalle, molto diffuse. «Per pranzo avevo a stento il tempo di mangiare un cracker, prendendolo dalla tasca, mentre scaricavo - racconta - Contavano le volte che andavo in bagno, ma nessuno protestava: se sbagli ti insultano violentemente». «Non è stato facile lasciare un posto a tempo indeterminato - conclude - oggi 1300 euro al mese assicurati sono una chimera. Ma tra l'infiammazione alla spalla, lo stress e il clima da terrore non ho retto più».


A pensare che io ci andavo ogni tanto, come tutti i posti dove ti tirano dietro le cose mi era venuto questo sospetto ma non pensavo fossimo caduti così in basso.
Caro Lidl benvenuto nella lista dei boicottati.

mercoledì, settembre 13, 2006

Ieri ho mangiato i primi lamponi della mia pianta, morbidi e succosi io e Chiettina ce li siamo gustati a fondo (lei un pò meno non è tanto da frutta).
Come mi sento oggi?Stomaco chiuso, tappato completamente, sonno terribile, collo bloccato e un senso di angoscia che mi attraversa da capo a piedi.
Buona giornata.

PS: chiedo scusa a mia moglie per il malumore di stamattina ma è così.