lunedì, maggio 24, 2010
Squola
Posticipare l'inizio delle scuole dopo il 30 settembre per favorire il turismo nel nostro fottuto Paese.
Impoverire la già misera istruzione a favore del dinero (di chi poi), mettere ancora più in difficoltà le famiglie nel posizionare i figli (qualcuno gliel'ha spiegato alla Moana del Parlamento che oggi le donne non sono più casalinghe come ai miei tempi e quindi non possono accudire ai figli).
Insomma dopo i tagli a mò di Eduard Mani di Forbice con le scuole (pubbliche) che cadono a pezzi (fintanto che rimarranno in piedi poi via libera alle private) ora pure questa.
Però la Purnodiva del secolo dice che gli studenti sono dalla sua parte...e se lo dice lei...
venerdì, aprile 16, 2010
Heidi se la passa bene...e noi?
Aspettando la mia principessa mi metto a guardare Heidi, oh sembrerà strano ma mi ha intrippato mica male mi son visto tutta la puntata, tutto bello lindo e pulito, tutti felici, natura, paesaggi mozzafiato, vita sana.
Poi esco...ed inizia l'inferno.
45 minuti per fare 8 km e ancora a Milano non ci ero arrivato, mi guardo in giro e una donna sulla sessantina dall'auto getta in un prato una bottiglia di plastica da 1 litro e mezzo
vuota (e poi dicono che i giovani sono maleducati), dopo poco due tizi in auto cercano di speronarsi a vicenda per svariati chilometri zizzagando come matti per la strada.
Arrivo a Milano, parcheggio, entro in un bar per prendere il gratta e sosta,ho 50 € ed il tizio mi dice che per un gratta non me li cambia, ok gli dico di darmene due, neanche, gli dico di mettermi anche un pacchetto di smoking,neanche, anche un pacchetto di sigarette, neanche...vabbè, vaffanculo parcheggio senza gratta e sosta!
Vado a fare quello che dovevo fare e torno indietro, sulla strada intanto vedo un camion
fermo e una macchina dietro, intasano la via e passo di fianco quasi fermo, il tizio del
camion scende e urlando sputa in faccia alla tizia dell'auto dietro.
Conclusione: voglio andare anche io a vivere con il nonno.
mercoledì, aprile 14, 2010
Riflessioni
Ad un certo punto sento della musica, pensavo fossero i fumi di Maria che mi stessero tirando un brutto scherzo ed invece era proprio musica, dal vivo per giunta, proveniva dalla cantina di una delle tante villette della zona.
Mi ha colpito perchè ha rotto quel silenzio così triste in cui siamo abituati a vivere,ha rotto quel torpore che avvolge le strade, insomma mi è piaciuta soprattutto mi ha fatto ripensare alle vie trafficate di gente, colori, odori e musica di Dakar.
E questa è la prima.
Poi ieri sera finito di suonare mi son messo a leggere i cartelli della scuola elementare dove
ci troviamo, uno di questi indicava gli alunni in lista per il prossimo anno, beh, un 70% di questi era straniero, cioè dico il 70% roba che ai miei tempi sarebbe stato forse l'1%...e nonostante questo qual'è il partito che in proporzione ha preso maggiori consensi?
La Lega...che li vorrebbe cacciare tutti (sarà poi vero o è solo propaganda per prendere voti).
Non è un pò un controsenso?
Non sarebbe forse il caso di adeguarci un pò e cercare di creare un Paese multirazziale com'è giusto che sia?
giovedì, aprile 08, 2010
Dio perdona
Ho parlato con i miei diretti superiori di questa cosa, loro mi hanno detto di stare tranquillo, che Dio mi perdona, di non dire nulla a nessun'altro,che Dio comunque mi ha perdonato e quindi posso stare tranquillo.
L'importante è che io sia tranquillo perchè sò che Dio mi ha perdonato.
Io sono un prete, non ho fatto nulla di male, non sono un mostro, sono un prete, le persone hanno fiducia in me, si confidano, chiedono aiuto, Dio mi ha perdonato e mi perdonerà ancora, la prossima volta che lo rifarò.
giovedì, marzo 25, 2010
Fame
"Solo panini imbottiti per 8 bambini, al posto del piatto di pasta che mangiavano tutti. Ha deciso così una scuola elementare a Montecchio Maggiore, provincia di Vicenza, dopo che le loro famiglie non hanno pagato le rette della mensa scolastica. Tra i bambini ai quali è stato negato il pasto regolare, ce ne era anche uno piccolissimo, che frequenta ancora la scuola materna.
Il sindaco di Montecchio, Milena Cecchetto, si è difesa dicendo che le famiglie erano già state avvertite diverse volte sulla possibilità. “Qui non si tratta di voler inferire ai piccoli, ci mancherebbe. Le famiglie impossibilitate a pagare le rette dovevano avvisare. Era sufficiente restituire i moduli non compilati.” Il sindaco racconta che prima avevano 261 famiglie che non pagavano.
Aiutandole, sono riusciti a ridurre il numero ad otto. Le otto di cui i bambini non hanno potuto mangiare lo stesso pasto degli altri qualche giorno fa.
Quando hanno saputo della decisione del sindaco, le maestre della scuola hanno protestato. Anzi: hanno deciso di dividere il pasto degli altri bambini pur di far mangiarli tutti insieme, lo stesso cibo, senza discriminazione."
Alchè mi vengono in mente un paio di pensieri, uno cattivo e uno buono, escludendo per un istante l'intenzionalità o meno delle famiglie al non aver pagato le rette.
Quello cattivo è che se penso a quei farabutti dei governanti che quando si riuniscono per parlare della fame nel Mondo fanno pranzi e cene da capogiro e sti ragazzini si mangiano un panino un pò mi girano i coglioni.
E questo è quello cattivo.
Poi penso che in Africa nei villaggi la gente si divide anche un tozzo di pane pur di aiutarsi uno con l'altro penso che alla fine il Terzo Mondo siamo noi e non loro.
E questo è il pensiero buono.
martedì, marzo 23, 2010
Strano...ma vero!
Mi avvicino a lui e gli chiedo se aveva fatto un incidente, lui si gira quasi spaventato e mi chiede di ripetere, io gli ripeto e lui allora ancora con il viso stupito e un pò teso mi risponde che aveva bucato.
Allora gli dico che se vuole ho il furgone che lo avrei caricato su col motorino e lo avrei portato al primo meccanico in zona.
Lui ancora con il volto stupito e un pò teso mi guarda e poi alla fine accetta, forse incredulo che qualcuno possa interessarsi ancora ai cazzi altrui.
Lo accompagno dal meccanico e vado a lavorare.
Morale: siamo talmente sfiduciati verso il prossimo che se qualcuno che non conosci ti offre un aiuto la cosa ti spaventa a morte.
Evviva la società moderna!
lunedì, marzo 08, 2010
Schifo
Schifo, disgusto, vomito, pena e potrei andare avanti per righe e righe cercando vocaboli per similitudine ma che porterebbero sempre lì: schifo.
Da destra a sinistra, dall'alto al basso, in diagonale, a 360° solo un unico e grandioso schifo.
A chi mi dice di andare a votare il "meno peggio" io rispondo: schifo, skifo (alla moderna).
mercoledì, marzo 03, 2010
Sensazioni
Direi che questo è stato il primo contatto con il babbo...mica male!
martedì, febbraio 16, 2010
Il Bonobo
Per il bonobo il sesso è alla base dei rapporti sociali, si accopia sia con etero che con omosessuali davanti a cibo i bonobo prima fanno un orgia e dopo mangiano senza mai litigare il bonobo non è agressivo è sessualmente appagato, non discrimina il diverso non va al family day...la scimmia è l'evoluzione dell'uomo
Bonobo Power evolvin society we improve the community and human eat the banana bonobo power abscence of authority no more cruelty we just play and come with love and human sucks
Durante i bombardamenti della seconda guerra mondiale i bonobo dello zoo di hellaburn morirono di spavento alle altre scimmie non accadde nulla, il bonobo è stato cacciato, sterminato, censurato il bonobo è una pericolosa alternativa sociale dimostra che in natura esiste l'omosessualità e che l'uomo è agressivo perchè sessualmente represso e soprattutto che l'unico vero modo per vivere in pace è giocare mangiare ed accopiarsi alla faccia di religiosi, intelletuali e politici ben pensanti."
Caparezza.
lunedì, febbraio 15, 2010
Via Padova
Voglio pubblicarla perchè la approvo e mi ci ritrovo al 100%, condannando i telegiornali vi esorto a riflettere se invece della linea dura non fosse il caso di accettare la situazione così com'è e cercare di renderla più vivibile per tutti.
E' stato dimostrato storicamente che la repressione non porta da nessuna parte.
Ecco il testo integrale.
"In questi giorni vengono dette tante cose su Via Padova, sull'integrazione e sull'intolleranza.
Vista dal di fuori la nostra esperienza di condivisione sociale e culturale viene vista come qualcosa di eccezionale, di unico. Non è così.
Noi siamo lo spacchio di quello che non si vede nei telegiornali, delle persono normali, che vivono e convivono.
Delle mamme che portano i prorpi figli a scuola e poi si prendono un caffè al bar insieme, senza accorgersi neanche che magari una mamma è italiana, l'altra marocchina e l'altra peruviana, e il barista è cinese.
Nessuno se ne accorge perché è la cosa più normale di questo mondo, e le cose normali non fanno notizia.
Quello che è successo è tremendo: per futili motivi è scoppiata una rissa e un ragazzo ha accoltellato un altro ragazzo.
Nessuno parla di questo perché è molto più d'effetto mettere il dito su uno scontro interetnico che in realtà non esiste fra le persone che quotidianamente lavorano e vivono in pace.
Dopo questo fatto, pochi facinorosi, indisturbati, hanno incominciato a devastare. Per ore hanno agito liberamente e impunemente lasciando credere che Via Padova sia quella cosa lì.
Loro erano qualche decina, Via Padova è 4 chilometri e mezzo di case piene di persone.
Noi, insieme agli Amici del Parco Trotter chiediamo che il Comune non ci mandi solo l'esercito, ma soldi e risorse per risanare le scuole, assistere gli anziani, i giovani, i bambini, creare spazi di incontro e socialità, migliorare la vita del quartiere e renderla più sicura dal punto di vista, prima di tutto, sociale."
giovedì, gennaio 28, 2010
Noi amiamo Silvio
Da non perdere!
martedì, gennaio 26, 2010
Ipse Dixit
Ora abbiamo il sesso ed il nome!
Il cammino prosegue.
venerdì, gennaio 22, 2010
Soddisfazioni
L'acqua è stata trovata abbastanza facilmente come si pensava.
Rispetto al terzo pozzo, i soldi raccolti erano sufficienti per i primi due, quindi adesso l'humaniter sta studiando il modo di organizzare uno o più eventi di raccolta fondi.
Ma questa è un'altra pagina.
La cosa importante e bellissima è che adesso sgorga l'acqua nel villaggio di
'mbe elon e grazie alle gocce di ciascuno!
mercoledì, gennaio 20, 2010
Anno nuovo
Il 2010 deve essere un anno di energia, l'energia sarà il mio 2010.
Messaggio a tutti coloro che cercano quotidianamente di succhiarmi la mia energia: state perdendo tempo, ho talmente tanta energia che rimarrete sopraffatti da essa.
Energia è la parola del 2010.
Energia è musica.
Energia è una nuova vita.
Energia è amore.
Il resto è solo un contorno.
lunedì, gennaio 04, 2010
Bala kulandyan
Kèmè ta iye n'sö dden na!
I ba kèmè kè den kelen sonko di.
Kèmè ta iye n'sö den na!
martedì, dicembre 29, 2009
Fine anno
Prima chicca.
Mi sto informando per disdire la chiavetta internet della 3 (che a casa mia non prende bene, quasi tipo modem da 56k).
Pensavo fosse più semplice...sul sito della 3 non c'è scritto niente (ovvio), chiamo il 133 e dopo 10 min di menù incomprensibili riesco magicamente a trovare quello per parlare con un operatore.
Ok ci siamo...tutti gli operatori sono occupati, rimanga in linea.
Rimango in linea.
Dopo 20 min una vocina mi avvisa che il credito della mia scheda è terminato.
Morale, 5€ bruciati così più altri addebitati sulla scheda della chiavetta, per niente, ancora non sò come disdire la chiavetta.
Complimenti.
Seconda chicca.
La nuova pubblicità della FIAT 500 che quasi quasi (dico quasi ma a dire loro lo è) sembra che andare in giro con la 500 faccia bene all'ambiente.
Complimenti.
giovedì, dicembre 17, 2009
Libertà
La Cina annuncia orgogliosa di fottersene se il Pianeta sta andando a ramengo e di essere intenzionata a continuare la sua scalata verso non sò dove.
Questa è libertà.
giovedì, novembre 26, 2009
Non capisco...
E le medicine?Adesso gli sconti li fanno pure su quelle, vai in farmacia c'è la vetrina delle offerte, evvai...le automobili ormai non inquinano più e costano una cazzata, tutti sotto a comprare automobili dai.
Dall'altra parte del Mondo la popolazione non ha accesso neanche alla razione minima giornaliera di cibo e le medicine sono un miraggio, la realtà è un pugno di burro di karitè e una pacca sulla spalla e per muoversi pedalare (a piedi) che la strada è lunga.
Non capisco, secondo me c'è qualcosa che non va...che ne dite?
sabato, novembre 21, 2009
Ti ricordi?
Ti ricordi che anno dopo anno non ce la facevi più a prendermi ma solo perchè io diventavo sempre più grande e pesante.
E ti ricordi quando con Andrea abbiamo dato fuoco alle galline e poi con un secchio d'acqua abbiamo cercato di spegnerle e tu hai strillato un pò ma mai davvero arrabbiata e quella volta ancora con lui che ti abbiamo rotto il lampadario in camera e quando saltavamo sul fieno che te lo abbiamo rotto tutto.
Gli anni passavano e la domenica da te era ormai un'istituzione, un momento felice anche per ritrovare il sapore di campagna e di antico ormai perso in noi gente di città.
Ora che non ci sei più una parte della mia vita se ne andata via con te, 35 anni passati a sapere che la domenica quando volevo potevo vederti.
Nonna.
martedì, novembre 17, 2009
Serata
“SUONI SOLIDALI”
Tamburi, canti, danze e melodie d’Africa con
DAOUDA DIABATE & DJEMBAPPEL
Ed esposizione fotografica a cura di Progetto Anitié
SABATO 21 NOVEMBRE
Ore 21,30
CASSINA ANNA, Via Sant’Arnaldo, 17
Da circa quindici anni l’Associazione Siraba Italia, in collaborazione con la gemella Association Siraba di Bobo Dioulasso, in Burkina Faso, porta in diversi ambiti sociali la cultura tradizionale dell’Africa Occidentale.
Nei teatri, nelle piazze e nelle scuole, nelle zone di disagio sociale, fisico e psichico.
Ambiti dove, con la sua ricchezza culturale ed artistica, ha potuto lasciare e lascia tuttora dei segni importanti.
Africa fiera e ricca di umanità, Africa che ci riporta valori di collettività, di solidarietà, di relazione che noi, forse troppo occupati nella corsa verso il benessere, abbiamo trascurato.
Ma nel testimoniare tanta bellezza, non vogliamo e non possiamo dimenticare l’altra faccia di questo paese tanto ricco di umanità: la lotta quotidiana di amici cari, vicini di casa, famiglie del quartiere, ragazzi, padri, madri e figli che ci mandano messaggi di richiesta d’aiuto.
Mancano soldi per far fronte alle spese scolastiche, che sono le prime ad essere sacrificate. Mancano per far fronte ad imprevisti di salute, e spesso, purtroppo, anche per qualche sacco di riso e mais i cui prezzi crescono sempre di più. La solidarietà tra vicini non basta più e tantomeno il nostro piccolo sostegno personale.
Così facciamo appello a chiunque voglia credere ad un sistema tanto diretto, attraverso il quale ogni centesimo può andare a sostenere chi attraversa momenti di difficoltà estrema.
Non si cambia il destino dell’Africa, ma semplicemente si permette a dei bambini e ragazzi di continuare i loro studi, unica possibilità di miglioramento economico e sociale, e a dei padri ed a delle madri di tirare un po’ il fiato e riprendere le forze per lottare.
Ingresso ad offerta libera (a partire da 5 €)
Tutto il ricavato sarà devoluto a SUONI SOLIDALI,
scolarizzazione, salute e beni di prima necessità
a Bobo Dioulasso, Burkina Faso
I VOSTRI BAMBINI SARANNO OSPITI GRADITI
Si consiglia prenotazione via telefono o via mail
Associazione Siraba Italia
347/0053845 siraba99@hotmail.com
A chiunque fosse interessato chiediamo di inviarci l'indirizzo e-mail o di registrarlo durante la serata sulle apposite schede, in modo da poter essere aggiornato sull’effetto di questa azione.
Inoltre chiunque volesse diffondere questa raccolta può contattarci personalmente.
Grazie, a presto
Marco Patanè e Lalla Aicha Traore
Associazione Siraba Italia
mercoledì, novembre 04, 2009
Coda e salute
Le sale di attesa dei medici della mutua sono tutte uguale, gente che si lamenta del ritardi di 15/30 minuti rispetto al suo appuntamento, lamentele che si protraggono spesso per tutto il corso dell'attesa e che coinvolgono un pò tutti i partecipanti che a loro volta si lamentano e la lamentela avanza interperrita.
Ma dietro tutto questo nessuno che si ferma a pensare che forse un'attesa non è poi così male se poi si può usufruire di un medico senza dover pagare che magari ci aiuta a risolvere i nostri problemi fisici o quantomeno ci indirizza verso una cura, nessuno pensa che in altre parti del Mondo le persone non hanno accesso alla sanità pubblica e che magari per colpa di questa carenza ci lasciano le penne per una diarrea.
Meditate gente meditate.
giovedì, ottobre 29, 2009
Nuovo entusiasmo
Dun Dun
Dun Dun
Dun Dun
Dun Dun
Dun Dun
Dun Dun
Dun Dun
Dun Dun
Dun Dun
Dun Dun
Dun Dun
domenica, settembre 13, 2009
Stevia
Ora nei prossimi giorni proseguiranno le prove per capire un pò òe dosi ma direi che ci siamo in pieno!
Sono strafelice!
Per chi fosse interessato e volesse approfondire c'è questo sito http://www.xmx.it/stevia.htm molto ben fatto che spiega cos'è la Stevia e come la si può utilizzare ed il perchè in Europa è proibita.
Buona Stevia a tutti!
giovedì, settembre 10, 2009
Di ritorno dall'Africa
Se l’Africa fa bene da una parte è anche vero che dall’altra ti fa scoprire cose che prima d’oggi non avevi mai notato e che ti rendono la vita quotidiana sempre più difficile da sopportare.
Un ringraziamento particolare va a tutti i ragazzi di Watamu che con la loro simpatia e sfacciataggine ci hanno riempito le giornate trascorse lì, ai bambini dell’orfanotrofio di Timboni che con i loro sorrisi ci hanno riempito il cuore di amore e tenerezza.
Che dire, arrivederci Africa a presto (il più presto possibile).
martedì, luglio 28, 2009
Il territorio, il cibo, la cordialità e la pacatezza delle persone che ci vivono, i colori e i profumi della terra, quel senso di serenità che ti lascia addosso.
Un altro schiaffo morale al luogo dove abito che mi sta ogni giorno di più stretto.
lunedì, luglio 20, 2009
Accidenti a te!
Premessa, al piccolo Cippa piacciono le more, ma gli piacciono talmente tanto che quando siamo dalla nonna in campagna se le va a prendere da solo dalla pianta con i problemi di spine del caso.
Vabb?...nel giardino di casa ho una pianta di more, di quelle senza spine, gioved? avevo notato che alcune erano quasi mature, ho detto bella l? luned? quando torno me le mangio, a pranzo oggi vado l? per prenderle e puff erano sparite, staccate di netto come se fossero state raccolte, mi giro, mi rigiro verso la pianta e vedo Cippa che fa per agguantarne un'altra mezza matura.
Ma si pu??!?!?
mercoledì, luglio 15, 2009
Oggi in Italia un militare che mesi fa ha sparato uccidendo un ragazzo che si scazzottava si vede assegnare dalla Giustizia italiana 6 anni di carcere che, conti alla mano, in Italia si ridurranno forse ad uno effettivo di reclusione e a piangere c'è solo il padre della vittima che si vergogna di essere italiano.
Beh,caro padre,sò che servirà a poco ma a vergognarsi di essere italiano non sei solo tu...
domenica, luglio 12, 2009
Le ho contate, dovrebbero essere una ventina circa.
Almeno una ventina di persone, conoscenti e amici che sanno quello che è
accaduto alle 3:32 del 6 aprile, ma che nell´ultima settimana mi hanno
chiesto se fossi tornato all´Aquila per preparare gli esami.
Forse mi devo scusare con loro, perchè la mia risposta ha sistematicamente
destato un pò di imbarazzo:
"L´Aquila non esiste più"
"Ah già, scusami"
Ah già.
Ma è giustificabile.
Ormai le reti nazionali non parlano più del terremoto dell´Aquila,
troppo prese a parlare prima della crisi coniugale del premier,
poi della crisi economica ormai superata brillantemente dalla nostra
nazione,poi della pseudo-crisi dell´amministrazione siciliana,
poi delle quotidiane crisi di nervi di questo o quel politicante.
Queste sì che sono notizie.
E quelle rare volte che si parla ancora del terremoto dell´Aquila i toni
sono esaltanti,c´è chi lo definisce "il successo del governo",
chi parla del "miracolo del premier".
Si parla di ricostruzioni avvenute,di problemi risolti.
NON È VERO.
Le notizie riportate sono solo specchieti per le allodole,
azioni di facciata per mostrare un fantomatico intervento-lampo del governo.
La verità è tutt´altra.
La gente ormai da quasi due mesi vive in tenda, e lo fa sia negli afosissimi
pomeriggi dei giorni scorsi, sia nelle notti di vento e pioggia, come questa.
E quelli che sono negli alberghi sulla costa si godono ancora per poco il
sogno di una lunga e gratuita vacanza al mare, ormai in attesa (a giorni) di
essere messi alle porte in vista dell´inizio imminente della stagione balneare.
Di costruzioni per ora nemmeno l´ombra, perchè fino al G8 dell´Aquila si
deve lavorare per accogliere i rappresentanti delle più grandi nazioni del mondo.
A mandare avanti la baracca ci sono i volontari della Protezione Civile, i
volontari dei Vigili del Fuoco, i volontari delle varie Associazioni di
Pubblica Assistenza, che si spaccano la schiena per mantere vivibile la
condizione ma sempre più si lamentano della scarsa presenza dello Stato,
della scarsità di fondi (3.1 miliardi in 24 anni sono BRICIOLE), dei ritardi
nei lavori (ad ora, nessuna delle promesse fatte nelle subito successive al
terremoto è stata mantenuta).
E se si lamentano di ciò i volontari che dopo una settimana tornano nelle
loro tiepide case, come direbbe Primo Levi, pensate come possono stare le
persone che una casa dove tornare non ce l´hanno affatto, che non sanno più
cos´è la privacy, che sognano una doccia dignitosa.
Non mi sembra il quadro di un successo, questo.
Non mi sembra una situazione risolta.
Lo scopo di questa lettera è solo ricordare a tutti che non sentire più notizie
in tv non vuol dire che ora tutto sia tornato alla normalità.
RICORDATELO: L´EMERGENZA NON È FINITA.
lunedì, giugno 15, 2009
Fine settimana passato splendidamente nella mia amata terra natìa in compagnia della sempre più matornia Nonna/Mamma Mimma, i miei zii sempre più persi nel loro Mondo e i miei cuginetti che ormai "etti" non sono più ed iniziamo ad assaporare l'odore acre ma delizioso della bagiana.
Stasera si suona e sabato via con un'altra esibisione, si accompagna la danza, espressione divina dell'uomo che inneggia Dio, qualunque esso sia e dovunque sia.
Aspettando il prossimo fine settimana e meno a breve aspettando l'Africa ci si immerge nuovamente nell'assurdo mondo del lavoro.
martedì, maggio 12, 2009
Beh io una l'ho trovata, anzi la sto trovando ogni tanto quando suono, tipo ieri sera che ero ai bassi, al kenkenì per esattezza, rilassato, Giovanni spara un solo, parte bene, poi si perde via, l'ho beccato subito, il mio orecchio si sta raffinando, stessa serata, ritmo nuovo, dopo un pò che ci provo capisco il giro della triade e con il mio kenkenì entro ed esco quando mi pare...che bello.
mercoledì, aprile 29, 2009
A parte tutto tra uno schifo e un altro sono tranquillo, è un periodo tranquillo, sono impegnato sempre con la musica e il Bedford che a vederlo non lo si riconosce più (dentro), grazie soprattutto alla mano d'oro di Romueldo che come sempre è il protagonista quando c'è da fare qualcosa di manuale!
Aspettando che arrivi la primavera mi godo questo periodo di buonumore anche in relazione al fatto che incredibilmente abbiamo già preso i biglietti niente poco di meno che per il Kenya!!!
Ebbene si...20 giorni in Kenya ci stanno proprio bene ad Agosto...si torna in Africa!
Il prossimo giro però ci vorrei andare per la musica però che devo dire...io senza il mare non ci sò stare mi sà che la mia meta sarà la Guinea che sposa bene mare e musica...vedremo!
Hakuna Matata.
giovedì, aprile 16, 2009
Allora mi chiedo dopo aver provato alcune strade se queste non siano quelle corrette, se fossero altre le strade da seguire, non lo sò, non lo sò davvero, che confusione e che sconforto mi pervade talvolta.
Ci vorrebbe il coraggio di cambiare via, voltare pagina ma sembra tutto così difficile, forse perchè davero non la si conosce quella strada alternativa che esiste solo nella mia mente ma non ha nulla di concreto, non ha un nome e non si sa dove porti e neanche dove andare ad imboccarla.
lunedì, aprile 06, 2009
per adulto...poca roba...quello che si poteva portare giù insomma.
Beh fatto stà che ieri sera intorno alle 23 ora italiana suona il cellulare di Romina, dall'altra parte una voce di donna che parlain francese, era la mamma di Khadi che ci ringraziava per il pacco...è stata una gradita sorpresa, questo significa cheal Mondo c'è ancora qualcuno con cui poter avere un rapporto sincero...chissà cosa hanno pensato delle foto che abbiamo messo dentro lo scatolone!!!
giovedì, marzo 26, 2009
Mentre nel paese imperversano discussioni sul grembiulino a scuola, sul guinzaglio al cane e sul flagello dei graffiti, il governo Berlusconi senza dire niente a nessuno ha dato il via alla privatizzazione dell'acqua pubblica..
Il Parlamento ha votato l'articolo 23bis del decreto legge 112 del ministro Tremonti, che afferma che la gestione dei servizi idrici deve essere sottomessa alle
regole dell'economia capitalistica.
Così il governo Berlusconi ha sancito che in Italia l'acqua non sarà più un bene pubblico ma una merce, e quindi sarà gestita da multinazionali (le stesse che possiedono l'acqua minerale).
Già a Latina la Veolia (multinazionale che gestisce l'acqua locale) ha deciso di aumentare le bollette del 300%.
Ai consumatori che protestano, Veolia manda le sue squadre di vigilantes armati e carabinieri per staccare i contatori.
La privatizzazione dell'acqua che sta avvenendo a livello mondiale provocherà, nei prossimi anni, milioni di morti per sete nei paesi più poveri. L'uomo è fatto per
il 65% di acqua, ed è questo che il governo italiano sta mettendo in vendita. L'acqua che sgorga dalla terra non è una merce, è un diritto fondamentale umano e nessuno può appropriarsene per trarne illecito profitto.
L'acqua è l'oro bianco per cui si combatteranno le prossime guerre. Guerre che saranno dirette dalle multinazionali alle quali oggi il governo, preoccupato
per i grembiulini, sta vendendo il 65% del nostro corpo.
Acqua in bocca.
domenica, gennaio 25, 2009
Lascio la parola ai compagni di viaggio, questa è stata la mia Africa.
"Amici senegalesi, voi che spaventati vi difendevate dalle zanzare, ma inconsapevoli siete stati infettati da un virus ancora più letale, quello del sorriso, della gioia, della semplicità, della voglia di giocare.
Ora vi prego, non fatevi curare, cullatevi in questa dolce malattia, rimanete senegalesi e portate luce e colore in questi nostri luoghi grigi e scuri. Un passo di danza, un rullo di tamburo, un dolce canto, basta un piccolo gesto x cambiare in meglio la giornata".
"Ragazzi teniamo vivo questo senso di fratellanza e di voglia di espanderci perchè è un dono e non si compra al supermercato, e non ci arricchisce neanche come il migliore degli investimenti...però ci rende vivi ed in contatto con l'universo più lontano, che ha scelto potou per connetterci.....sta solo a noi restare vivi e non rimettere tutto nei ricordi di ...una piacevole vacanza".
"E' straordinariamente bello quello che abbiamo vissuto e scambiato in Senegal e ciò che continuiamo a sentire dentro di noi per quella che sembrava essere "solo" una vacanza ma che, invece, è stato un vero "viaggio" (fuori e dentro di noi), una scoperta di "terre nuove" (Mimmo, mi concedi il prestito della frase?) e di popoli, di culture e di modi diversi di vivere: è stato, per me, un affacciarmi ad un mondo che respira, che è vitale nonostante le difficoltà, generoso, che vive di rapporti umani semplici ma fondamentali... Sono felice di avervi conosciuto, tutti, e continuate a mancarmi molto perché quell'atmosfera che ho respirato in Africa, a Potou, è stata per me veramente unica, preziosa e, lasciatemelo dire, nuova, in un mondo dove tutto va di corsa, imperterrito, egoista, senza sorrisi.
E grazie allora ancora una volta per i vostri sorrisi, il vostro entusiasmo, la vostra unicità, il vostro "dare" in modo spontaneo e diretto, semplice ed indimenticabile... Ogni tanto mi tornano in mente gesti e situazioni che mi fanno tornare a sorridere e mi solleticano gioia.
Grazie a tutto lo staff di amici senegalesi ed africani, ci avete accolto con un abbraccio generoso ed allegro a dir poco commuovente.
Grazie a te, Barbara, per l'opportunità che ci hai regalato di vivere tutti insieme, come in una grande famiglia allargata e serena, sotto un tetto di paglia e di buonumore, colorato da stoffe ma anche da scambio di culture, di grande lavoro ed operosità di tutti.
Ed è straordinariamente bello che ora le nostre teste si stiano scervellando per creare altre occasioni d'incontro, nuovamente di scambio e di collaborazione... Abbiamo tolto un po' di calcare alle nostre menti ed ora sento l'energia vitale di tutti noi che si risveglia e vuole creare opportunità, inventare concretezza. Ed ecco allora la voglia di Valerio ed Ilaria di pensare in quale modo portare gli artisti e tutto lo staff in Italia per promuovere cultura, musica e danze, Vincenza che contatta banche, commerci equi e solidali per diffondere tecniche di piantagioni biodinamiche, io che parlo con un mio amico che lavora per Licia Colò per cercare di strappargli un invito degli artisti in trasmissione... Non lo so, in altre situazioni forse ci saremmo arresi fin da subito, ma sento forte la carica e la voglia in molti di noi di far qualcosa e mi dico che l'unica spiegazione è che siamo stati, come dire, "rivitalizzati" da questa Africa, madre di tutte le terre, origine di tutti i cammini... Chissà dove ci porterà... Ma credere in qualcosa, progettare un futuro, desiderare cambiamenti è senza dubbio trainante, ottimistico, è movimento, è speranza... Se poi ci fosse quell'entusiasmo che c'era nel progetto di Camarà di aprire un bar in Guinea, in cui già tutto era stato pensato, e fin nei minimi dettagli, in ogni particolare, che quasi ci pareva di sentire il profumo di caffè touba solleticarci il naso, di vedere i tavoli apparecchiati, di sedersi sulle sedie di bambù con la stessa travolgente energia che aveva lui nel descriverceli, beh...., allora sfonderemo i muri e ogni cavillo legislativo italiano, che ne dite???".
"Da parte dei fantastici maestri, delle allegre guide, del custode sognatore, dei meravigliosi bambini, del gattino viziato, degli abitanti di potou e soprattutto delle infaticabili cuoche:
GRAZIE PER ESSERVI FERMATI CON NOI AD ASCOLTARE IL RITMO DEL RESPIRO DELLA VITA.
CHE OGNI ISTANTE RESPIRATO IN SENEGAL VI ACCOMPAGNI NELLA VITA COME UN PUGNO DI SASSETTI COLORATI DA RACCOGLIERE SUL SENTIERO VERSO I VOSTRI SOGNI!".
mercoledì, dicembre 24, 2008
Che dire, ora come ora non c'è null'altro che possa essere più importante di domani mattina quando lasceremo il continente europeo per quello africano.
Buon viaggio Cino e Kietta.
sabato, dicembre 06, 2008
lunedì, dicembre 01, 2008
Stamattina addirittura quando mi sono svegliato pensavo di essere in ritardo per il treno...ci vorrà ancora un pò di tempo prima che passi, tre anni sono tanti da dimenticare...
giovedì, novembre 27, 2008
martedì, novembre 25, 2008
Ogni tanto ne parliamo, facciamo pensieri di come sarà, di quello che succederà, pur sapendo che è tutto inutile perchè anche sforzandoci non potremmo mai capire come sarà, è troppo lontanto da ogni nostra immaginazione, è l'Africa.
Quindi non ci resta altro che aspettare, vivere questo mese giorno dopo giorno pensando al dono che ci regaleremo a Natale, un dono speciale che rimarrà per sempre nei nostri ricordi.
lunedì, novembre 24, 2008
Quando capita qualche fattacio penso sempre che si sarebbe potuto fare qualcosa per evitare l'accaduto ma alla fine mi rendo conto che materialmente non avrei potuto fare nulla e, peggio ancora, non ci sarebbero state alternative.
Alternativa, una parola che ultimamente mi sta mettendo addosso un'angoscia spaventosa, puoi vivere nel posto peggiore nel peggiore dei modi ma se non hai un'alternativa sei il peggio del peggio, senza una via di uscita.
Oggi come oggi sento che manca un'alternativa e non parlo di un'alternativa personale ma di un'alternativa globale, non c'è non esiste.
mercoledì, novembre 19, 2008
Ma quanto tempo ho perso nella vita a cercare di capire quando sarebbe bastato un semplice sms ed il gioco era fatto!
Evviva la tecnologia!
lunedì, novembre 10, 2008
Dunque, premettendo che non si può e non si DEVE fare di tutta un'erba un fascio (e scusate la parola fascio) riporto per correttezza l'articolo di oggi di Repubblica riguardo i fatti del G8 e della scuola Diaz.
A voi una riflessione sulle parole del Sindaco.
UNO STATO che vessa e maltratta le persone private della libertà non è uno Stato democratico. Una polizia che usa la forza non per impedire reati, ma per commetterne, non può essere considerata "forza dell'ordine". Fatti di questo genere distruggono la credibilità delle istituzioni più di tanti insuccessi dei poteri pubblici". Valerio Onida, giudice emerito della Corte Costituzionale. Sono parole che bisogna tenere a mente ora che il processo per le violenze della polizia nella scuola "Diaz", durante i giorni del G8 di Genova, è prossimo alla sentenza.
* * *
Il 21 luglio del 2001 è il giorno più tragico del G8 di Genova. È morto Carlo Giuliani in piazza Alimonda in una città distrutta dai black bloc ? che riescono inspiegabilmente a colpire indisturbati e a dileguarsi senza patemi. Per tutto il giorno, Genova è insanguinata dai pestaggi della polizia, dei carabinieri, dei "gruppi scelti" della guardia di finanza contro cittadini inermi, donne, ragazzi, anche anziani, spesso con le braccia alzate verso il cielo e sulla bocca un sorriso.
Ora, più o meno, è mezzanotte. Mark Covell, 33 anni, inglese, giornalista di Indymedia.uk, ozia davanti al cancello della scuola Diaz, diventato un dormitorio dopo che i campeggi sono stati abbandonati per la pioggia. Covell si accorge che la polizia sta "chiudendo" la strada. Avverte subito il pericolo. Estrae l'accredito stampa, lo mostra, lo agita. I poliziotti, che lo raggiungono per primi (sono della Celere, del VII nucleo antisommossa del Reparto Mobile di Roma), lo colpiscono con i "tonfa" o "telescopic baton", più che un manganello un'arma tradizionale delle arti marziali: rigido e non di caucciù, a forma di croce: "può uccidere", se ne vanta chi lo usa. Colpiscono Mark senza motivo. Come, senza ragione, un altro poliziotto con lo scudo lo schiaccia ? subito dopo ? contro il cancello mentre un altro, come un indemoniato, lo picchia alle costole. Gli gridano in inglese: "You are black bloc, we kill black bloc" ("Tu sei un black, noi ti uccidiamo").
Covell cade finalmente a terra. E' semisvenuto, in posizione fetale. Potrebbe bastare anche se fosse un incubo, ma per Mark il calvario non è ancora finito. Tutti i "celerini" che corrono verso la scuola lo colpiscono a terra con calci (il pestaggio di Covell è ripreso da una videocamera). Covell rimarrà, esanime, circondato dall'indifferenza, in quell'angolo di via Cesare Battisti, al quartiere di Albaro, per oltre venti minuti. Ha una grave emorragia interna, un polmone perforato, il polso spezzato, otto fratture alle costole, dieci denti in meno. Quando si sveglia in ospedale, viene arrestato per resistenza aggravata a pubblico ufficiale, concorso in detenzione di arma da guerra e associazione a delinquere. (E' ancora aperta l'indagine per individuare i poliziotti che lo hanno quasi ucciso. L'accusa: tentato omicidio).
* * *
Distruggere. Annientare. E' con questo obiettivo che, dopo aver abbattuto con un blindato Magnum il cancello, le prime tre squadre del Reparto Mobile di Roma (trenta uomini) invadono, a testuggine, il pianoterra della scuola. Arnaldo Cestaro, "un vecchietto", è sulla destra dell'ingresso. Viene travolto. Lo gettano contro il muro. Lo picchiano con i "tonfa". Gli spezzano un braccio e una gamba. Ora ci sono urla e baccano. Nella palestra, ai piani superiori ragazzi e ragazze - anche chi si è già infilato nel sacco al pelo per dormire - comprendono che cosa sta accadendo.
Tutti raccolgono le loro cose, il bagaglio leggero che si portano dietro da giorni. Si sistemano con le spalle al muro; chi in ginocchio; chi in piedi; tutti con le braccia alzate in segno di resa; chi ha voglia di un'ultima "provocazione" mostra al più indice e medio a V. Daniel Mc Quillan, quando vede le divise, si alza in piedi e dice: "Noi siamo pacifici, niente violenza". "Come se fossero un branco di cani impazziti, sono su di lui in un istante e lo colpiscono, lo colpiscono, lo colpiscono?", dicono i testimoni. La furia dei celerini si scatena contro chiunque e dovunque, irragionevolmente, con furore (si vede uno che mena colpi con una specie di mazza da baseball).
Melanie Jonach racconterà di essere svenuta subito al primo colpo che la raggiunge alla testa. Gli altri, che vedono la bastonatura inflittale, ricordano i suoi occhi aperti ma incrociati, le contrazioni spastiche del corpo. Anche in queste condizioni, continuano a picchiarla e a prenderla a calci. Un ultimo calcio sbatte la sua testa contro un armadio: ora è "aperta" come un melone. Il comandante del VII nucleo, a quel punto, grida "Basta!". Raggiunge la ragazza. "La tocca con la punta dello stivale. Melanie non dà segni di vita e quello ordina che venga chiamata un'autoambulanza". (Melanie Jonach ci arriverà in codice rosso con una frattura cranica nella regione temporale sinistra).
Nicola Doherty ancora piange in aula mentre racconta: "Hanno cominciato a picchiarci immediatamente. C'era gente che piangeva e implorava i poliziotti di fermarsi. Anch'io piangevo e chiedevo che la smettessero. Uno mi è venuto vicino e con fare dolce mi ha detto "Poverina!" e mi ha colpito ancora. Sembrava che ci odiassero. Ho visto un poliziotto con un coltello in mano, bloccava le ragazze, i ragazzi e tagliava una ciocca di capelli con il coltello". Voleva il suo personale trofeo di guerra. Altri continuano a gridare, dopo aver picchiato duro: "Dì, che sei una merda". Mentre colpiscono gridano: "Frocio!", "Comunista!", "Volevate scherzare con la polizia?", "Nessuno sa che siamo qui e ora vi ammazziamo tutti!".
Lena Zulkhe, colpita alle spalle e alla testa, cade subito. Le danno calci alla schiena, alle gambe, tra le gambe. "Mentre picchiavano, ho avuto la sensazione che si divertissero". La trascinano per le scale afferrandola per i capelli e tenendola a faccia in giù. Continuano a picchiarla mentre cade. La rovesciano quasi di peso verso il pianoterra. "Non vedevo niente, soltanto macchie nere. Credo di essere per un attimo svenuta. Ricordo soltanto - ma quanto tempo era passato? - che sono stata gettata su altre due persone, non si sono mossi e io gli ho chiesto se erano vivi. Non hanno risposto, sono stata sdraiata sopra di loro e non riuscivo a muovermi e mi sono accorta che avevo sangue sulla faccia, il braccio destro era inclinato e non riuscivo a muoverlo mentre il sinistro si muoveva ma non ero più in grado di controllarlo. Avevo tantissima paura e pensavo che sicuramente mi avrebbero ammazzata".
Dei 93 ospiti della "Diaz" arrestati, 82 sono feriti, 63 ricoverati ospedale (tre, le prognosi riservate), 20 subiscono fratture ossee (alle mani e alle costole soprattutto, e poi alla mandibola, agli zigomi, al setto nasale, al cranio).
* * *
Che cosa ha provocato questa violenza rabbiosa e omicida? Come è stata possibile pensarla, organizzarla, realizzarla. Il 22 luglio, il portavoce del capo della polizia convoca una conferenza stampa e distribuisce un breve comunicato che vale la pena di ricordare per intero: "Anche a seguito di violenze commesse contro pattuglie della Polizia di Stato nella serata di ieri in via Cesare Battisti, si è deciso, previa informazione all'autorità giudiziaria, di procedere a perquisizione della scuola Diaz che ospitava numerosi giovani tra i quali quelli che avevano bersagliato le pattuglie con lancio di bottiglie e pietre. Nella scuola Diaz sono stati trovati 92 giovani, in gran parte di nazionalità straniera, dei quali 61 con evidenti e pregresse contusioni e ferite. In vari locali dello stabile sono stati sequestrati armi, oggetti da offesa ed altro materiale che ricollegano il gruppo dei giovani in questione ai disordini e alle violenze scatenate dai Black Bloc a Genova nei giorni 20 e 21. Tutti i 92 giovani sono stati tratti in arresto per associazione a delinquere finalizzata alla devastazione e saccheggio e detenzione di bottiglie molotov. All'atto dell'irruzione uno degli occupanti ha colpito con un coltello un agente di Polizia che non ha riportato lesioni perché protetto da un corpetto. Tutti i feriti sono stati condotti per le cure in ospedali cittadini". Il portavoce mostra anche le due molotov che sarebbero state trovate nell'ingresso della scuola, "nella disponibilità degli occupanti".
* * *
Il processo di Genova ha dimostrato ragionevolmente (e spesso con la qualità della certezza) che nessuna delle circostanze descritte dal portavoce del capo della polizia (capo della polizia era all'epoca Gianni De Gennaro) corrisponde al vero. Quelle accuse sono false, quelle ragioni sono inventate di sana pianta. Si dice che l'assalto (la "perquisizione") fu organizzato dopo che un corteo di auto e blindati della polizia era stato, poco prima della mezzanotte, assalito in via Cesare Battisti con pietre, bottiglie e bastoni. Il processo ha dimostrato che non c'è stata nessuna pattuglia aggredita. Si dice che gli ospiti della Diaz fossero già feriti, quindi coinvolti negli scontri in città.
Nessuno dei 93 arrestati era ferito prima di essere bastonato dai "celerini". Poliziotti, comandanti, dirigenti hanno riferito che, mentre entravano nella scuola, c'è stata contro di loro una sassaiola e addirittura il lancio di un maglio spaccapietre. I filmati hanno dimostrato che non fu lanciata alcun sasso e nessun maglio. Il comandante del Reparto Mobile di Roma ha scritto in un verbale che ci fu una vigorosa resistenza da parte di "alcuni degli occupanti, armati di spranghe, bastoni e quant'altro". Assicura che nella scuola (entra tra i primi) sono stati "abbandonati a terra, numerosi e vari attrezzi atti ad offendere, tipo bastoni, catene e anche un grosso maglio".
Nella scuola non c'è stata alcuna colluttazione, nessuna resistenza, soltanto un pestaggio. Nessuno degli occupanti ha tentato di uccidere con una coltellata il poliziotto Massimo Nucera. Due perizie dei carabinieri del Ris hanno smentito che lo sbrego nel suo corpetto possa essere il frutto di una coltellata. Nella scuola non c'erano molotov. Come ha testimoniato il vicequestore che le ha sequestrate, quelle due molotov furono ritrovate da lui non nella scuola la notte del 22 luglio, ma sul lungomare di Corso Italia nel pomeriggio del giorno precedente. La prova falsa, manipolata, è stata inspiegabilmente distrutta, durante il processo, nella questura di Genova.
* * *
In settimana il tribunale deciderà delle responsabilità personali dei 29 imputati (poliziotti, dirigenti, comandanti, alti funzionari della polizia di Stato) accusati di falso ideologico, abuso di ufficio, arresto illegale e calunnia. Quel che qui conta dire è che la responsabilità non penale, ma tecnico-politica di chi, impotente a fronteggiare i black bloc, si è abbandonato (per vendetta? per frustrazione? con quali ordini e di chi?) a pestaggi ingiustificati e indiscriminati, non può e non deve essere liquidata da questa sentenza. Centinaia di agenti, sottufficiali, ufficiali, dirigenti di polizia, funzionari del Dipartimento di pubblica sicurezza hanno mentito durante le indagini e al processo.
E chi non ha mentito, ha negato, taciuto o dissimulato quel che ha visto e saputo. Dell'assalto alla "Diaz" non inquieta soltanto il massacro di 93 cittadini inermi diventati in una notte "criminali" a cui non si riconosce alcuna garanzia e diritto. Quel che angoscia è anche questo silenzio arrogante, l'omertà indecorosa che manipola prove; costruisce a tavolino colpevoli; nasconde le responsabilità; sfida, senza alcuna lealtà istituzionale, il potere destinato ad accertare i fatti. Le apprensioni di sette anni raddoppiano ora che, decreto dopo decreto, si fa avanti un "diritto di polizia". Il Paese ha bisogno di sapere se il giuramento alla Costituzione delle forze dell'ordine non sia una impudente finzione. Perché quel che è accaduto a Mark Covell e ai suoi 92 occasionali compagni di sventura rende chiaro, più di qualsiasi riflessione, come uno Stato che si presenta nelle vesti di sbirro e carnefice fa assai presto a diventare uno Stato criminale quando il dissidente, il non conforme, l'altro diventa un "nemico" da annientare
lunedì, novembre 03, 2008
Ma quanto mi sono sentito vecchio?
Cioè io mi sento alla pari di uno di 22 anni e questa li chiama vecchietti?!?!?
Queste sono le cose che fanno davvero male pergiunta il linedì mattina mentre aspetti il treno per andare a lavorare...
martedì, ottobre 21, 2008
Ignonati e dintorni
venerdì, ottobre 17, 2008
"...Ciao ragazzi, e si...a 23 anni...laureata con 4 selezioni per banche alle spalle, nessuna mi ha + contattato in seguito...non dico che vorrei già lavorare....ma almeno provare l'ebrezza di fare il secondo step di qualke selezione...nada!!!
sai che vi dico?? mi finisco qsta laurea magistrale e me ne vado dall'italia... qui a 25/26/27 anni gà si è fuori dal mondo del lavoro...non per scelta...ma per costrizione!
Inoltre, vi dico che solo qui in Italia le banche pretendono di selezionare eventuali candidati con i psico-attitudianali; in altri paesi contano le doti personali...chi tiene le palle va avanti!!! Ecco perchè il Paese fa skifo...la meritocrazie non esiste...e purtroppo qualkuno mi dice ti devi adeguare...allora io ho deciso di adeguarmi: cerco qualkuno a cui dare mazzatte per lavorare in banca!!!"
Questa è la gioventù moderna, a 23 anni si sente già fottuta poverina...a questo punto se le cose stanno così che ben venga una bella guerra a sistemare un pò le cose.
martedì, settembre 30, 2008
Cioè nessuno si chiede se a lui importa essere battezzato ed essere educato secondo la fede cristiana?
Un genitore è in grado ma soprattutto ha davvero il potere assoluto sul proprio figlio?
Non sarebbe più giusto attendere che il piccolino abbia raggiunto l'età giusta per cui possa decidere da solo a quale religione appartenere (e se appartenere ad una di esse)?
Siccome l'appartenere ad una religione non è così findamentale io credo fermamente che certe decisione vadano lasciate prendere alla persona interessata al tempo che egli meglio crede.
Religione ed ipocrisia passeggiano a braccetto e nessuno si scandalizza.
venerdì, settembre 26, 2008
Mi chiamo Barbara e sono la mamma orgogliosa di un bambino autistico di quattro anni.
Nel Vostro sito, leggo della Vostra missione e soprattutto del Vostro impegno nel sociale.
“La nostra capacità di integrarci con il territorio in cui siamo presenti, di comunicare con le istituzioni locali e di sostenere progetti sociali e associazioni umanitarie si riscontra attraverso azioni concrete:
• Finanziamento della ricerca contro alcune malattie del XXI secolo
• Sostegno alla giornata nazionale indetta dal Banco Alimentare per la raccolta di generi alimentari
• Sostegno di iniziative umanitarie di vario tipo”
Lasciatemi dire che oggi nel punto vendita di Assago avete sfiorato la discriminazione punibile per legge.
Era previsto un evento che mio figlio aspettava con ansia: il tour delle auto a grandezza reale del film Cars.
Vestito di tutto punto con la sua maglietta di Cars, comprata DA VOI, oggi l’ho portato, emozionatissimo, ad Assago. Vista la posizione di Saetta, ci siamo avvicinati per fare una foto. Click, click, click, bimbo sorridente a lato della macchina. Avevate previsto un fotografo, sui sessant’anni, sembrava un rassicurante nonno con una digitale da 2000 euro, collegata a un pc dove un quarantacinquenne calvo digitalizzava un volantino carinissimo con le foto dei bimbi di fronte a Saetta, stampate all’interno della griglia di un finto giornale d’auto. Una copertina, insomma, che i bimbi chiedevano a gran voce e avrebbero poi incorniciato in una delle costose cornici in vendita nel Vostro reparto bricolage. Chiaramente, il mio biondino, che purtroppo per la sua malattia non parla (ancora), mi ha fatto capire a gesti che gli sarebbe piaciuto. Per quale ragione non farlo? Semplice, lo avrei capito dopo poco.
Attendo il turno di mio figlio, con estrema pazienza, e senza disturbare nessuno. Ci saranno stati una ventina di bambini, non di più. Non cento, una ventina.
Arriva il turno del mio piccolo, e non appena varca la transenna, resta il tempo di ben DUE SECONDI girato verso il suo idolo a grandezza naturale, invece di fissare l’obiettivo del fotografo. Mi abbasso, senza dar fastidio alcuno, scivolo sotto la corda e da davanti, chiedo a mio figlio di girarsi. Il fotografo comincia ad urlare “Muoviti! Non siamo mica tutti qui ad aspettare te” Mio figlio si gira, ma non abbastanza secondo il “professionista”. Gli chiedo “Per favore, anche se non è proprio dritto, gli faccia lo stesso la foto…” “Ma io non ho mica tempo da perdere sa? Lo porti via! Vattene! Avanti un altro, vattene!” Un bambino a lato urla “Oh, mi sa che quello è scemo” e il vostro Omino del Computer, ridendo “Eh, si! Vattene biondino, non puoi star qui a vita!” Mio figlio, che non è SCEMO, non parla ma capisce tutto, sentendosi urlare dal fotografo, da quello che digitalizzava le immagini e dalla claque che questi due individui hanno sollevato ed aizzato, si mette a piangere, deriso ancora dal fotografo che lo fa scendere dal piedistallo di fortuna che avete improvvisato davanti alla macchina, facendolo pure inciampare. A nulla valgono le imbarazzate scuse della guardia giurata,che poco prima aveva tranquillamente familiarizzato con mio figlio. L’umiliazione che è stata data dai Vostri incaricati, che avrebbero dovuto lavorare con i bambini, a un piccolo di quattro anni che ha la sfortuna di avere una sindrome che poco gli fa avere contatto visivo con il resto del mondo e non lo fa parlare, è stata una cosa lacerante. In lacrime, con il torace scosso dai singhiozzi, umiliato, deriso, leso nella propria dignità di bambino non neurotipico. Una signorina, con la Vostra tshirt, mi si è avvicinata per chiedermi cosa fosse successo. Alla mia spiegazione, dopo averle detto che il piccolo aveva una sindrome autistica, mi ha detto “Ma se non è normale non lo deve portare in mezzo alla gente“.
Son stata talmente male da non riuscire a reagire, ho dovuto uscire all’aria aperta, con il bambino piangente, per prendere fiato dopo tanta umiliazione.
Ho pianto. Dal dolore.
Questo è l’articolo 2 comma 4 della legge 67 del 1 Marzo 2006, a tutela dei soggetti portatori di handicap:
-Sono, altresì, considerati come discriminazioni le molestie ovvero quei comportamenti indesiderati, posti in essere per motivi connessi alla disabilità, che violano la dignità e la libertà di una persona con disabilità, ovvero creano un clima di intimidazione, di umiliazione e di ostilità nei suoi confronti.
Vorrei sapere come intendete agire, se con una scrollata di spalle come i Vostri dipendenti, di fronte a un trauma che avete fatto subire ad un bambino che già dalla vita è messo ogni giorno a dura prova.
Manderò questa mail in copia alla segreteria dell’onorevole Carfagna, e alla redazione di Striscia la Notizia, oltre a pubblicarla sul mio sito personale.
Tacere non ha senso, e ancora minor senso hanno le umiliazione che io e mio figlio abbiamo subito oggi.
lunedì, settembre 22, 2008
Da domani viaggeremo con i conti in rosso, consumeremo più risorse di quelle che la natura fornisce in modo rinnovabile. Ci stiamo mangiando il capitale biologico accumulato in oltre tre miliardi di anni di evoluzione della vita: nemmeno un super intervento come quello del governo degli Stati Uniti per tappare i buchi delle banche americane basterebbe a riequilibrare il nostro rapporto con il pianeta. Il 23 settembre è l'Earth Overshoot Day: l'ora della bancarotta ecologica.
Il giorno in cui il reddito annuale a nostra disposizione finisce e gli esseri umani viventi continuano a sopravvivere chiedendo un prestito al futuro, cioè togliendo ricchezza ai figli e ai nipoti. La data è stata calcolata dal Global Footprint Network, l'associazione che misura l'impronta ecologica, cioè il segno che ognuno di noi lascia sul pianeta prelevando ciò di cui ha bisogno per vivere ed eliminando ciò che non gli serve più, i rifiuti.
Il 23 settembre non è una scadenza fissa. Per millenni l'impatto dell'umanità, a livello globale, è stato trascurabile: un numero irrilevante rispetto all'azione prodotta dagli eventi naturali che hanno modellato il pianeta. Con la crescita della popolazione (il Novecento è cominciato con 1,6 miliardi di esseri umani e si è concluso con 6 miliardi di esseri umani) e con la crescita dei consumi (quelli energetici sono aumentati di 16 volte durante il secolo scorso) il quadro è cambiato in tempi che, dal punto di vista della storia geologica, rappresentano una frazione di secondo.
Nel 1961 metà della Terra era sufficiente per soddisfare le nostre necessità. Il primo anno in cui l'umanità ha utilizzato più risorse di quelle offerte dalla biocapacità del pianeta è stato il 1986, ma quella volta il cartellino rosso si alzò il 31 dicembre: il danno era ancora moderato.
Nel 1995 la fase del sovraconsumo aveva già mangiato più di un mese di calendario: a partire dal 21 novembre la quantità di legname, fibre, animali, verdure divorati andava oltre la capacità degli ecosistemi di rigenerarsi; il prelievo cominciava a divorare il capitale a disposizione, in un circuito vizioso che riduce gli utili a disposizione e costringe ad anticipare sempre più il momento del debito.
Nel 2005 l'Earth Overshoot Day è caduto il 2 ottobre. Quest'anno siamo già al 23 settembre: consumiamo quasi il 40 per cento in più di quello che la natura può offrirci senza impoverirsi. Secondo le proiezioni delle Nazioni Unite, l'anno in cui - se non si prenderanno provvedimenti - il rosso scatterà il primo luglio sarà il 2050. Alla metà del secolo avremo bisogno di un secondo pianeta a disposizione.
E, visto che è difficile ipotizzare per quell'epoca un trasferimento planetario, bisognerà arginare il sovraconsumo agendo su un doppio fronte: tecnologie e stili di vita. Lo sforzo innovativo dell'industria di punta ha prodotto un primo salto tecnologico rilevante: nel campo degli elettrodomestici, dell'illuminazione, del riscaldamento delle case, della fabbricazione di alcune merci i consumi si sono notevolmente ridotti.
Ma anche gli stili di vita giocano un ruolo rilevante. Per convincersene basta confrontare il debito ecologico di paesi in cui i livelli di benessere sono simili. Se il modello degli Stati Uniti venisse esteso a tutto il pianeta ci vorrebbero 5,4 Terre. Con lo stile Regno Unito si scende a 3,1 Terre. Con la Germania a 2,5. Con l'Italia a 2,2.
"Abbiamo un debito ecologico pari a meno della metà di quello degli States anche per il nostro attaccamento alle radici della produzione tradizionale e per la leadership nel campo dell'agricoltura biologica, quella a minor impatto ambientale", spiega Roberto Brambilla, della rete Lilliput che, assieme al Wwf, cura la diffusione dei calcoli dell'impronta ecologica. "Ma anche per noi la strada verso l'obiettivo della sostenibilità è lunga: servono meno opere dannose come il Ponte sullo Stretto e più riforestazione per ridurre le emissioni serra e le frane".
domenica, settembre 14, 2008
venerdì, settembre 12, 2008
Famiglia delle Aquifoliacee,
chiamato il Tè Argentino, diffuso essenzialmente in America Latina, si chiama matè che è il nome spagnolo della zucca, in quanto originariamente si beveva nelle zucche precedentemente svuotate, è una pianta originaria dell'America Meridionale e del Sud America,
Parti impiegate le foglie
PRINCIPI ATTIVI, caffeina, acido clorogenico, olio volatile, vitamine, teobromina,teofillina, è uno stimolante ricco di vitamina C,vitamina B1 e B2, tannini, sostanze minerali, tracce di olio essenziale, colina, tiamina
ATTIVITA'
Stimolante, tonica, diuretica, utile nelle astenie e nelle diete dimagranti, stimola l'attività cerebrale
YERBA MATE
è una bevanda tonica, stimolante, indicata nelle astenie, stimola la attività cerebrale, utile nelle convalescenze, nelle dispepsie, è diuretica, è un rimedio digestivo, previene lo scorbuto per il suo alto contenuto in vitamina C, aiuta nella sindrome premestruale, nelle diete dimagranti frena il senso di appetito, a grandi quantità è purgativo. Anche a grandi quantità non comporta insonnia e conferisce ai muscoli resistenza alla fatica. Ha essenzialmente attività disintossicante, utile per le sintomatologie devivanti da problemi di metabolismo, agisce sul sistema circolatorio e renale
PREPARAZIONE, si versa dell'acqua calda sulle foglie del Matè ( 1 cucchiaino), si lascia in infusione due minuti si filtra ed è pronta da bere.
Oppure si usa il "matero"( fatto con la zucca, in legno, metallo, o corno) che va riempito per metà del suo volume con la pianta secca, versare acqua bollente sorseggiare con la "cannuccia in acciaio inossidabile" ( bombilla) senza togliere le foglie, una volta finito, riempire di acqua di nuovo e aggiungere se lo si desidera, altre foglie.( l'acqua si conserva calda in un contenitore termico e si aggiunge di volta in volta)
CONTROINDICAZIONI, non usare in gravidanza ed allattamento, non berne più di 3 tazze al giorno.A grandi quantità è purgativa
mercoledì, settembre 10, 2008
[Da La repubblica]
Ecco Sandrone, l'ultimo abitante dell'Europa tropicale
Si chiama Sandrone, ed è l'ultimo abitante dell'Europa tropicale. Si tratta di un oreopiteco, un parente stretto dell'orango, che popolava il vecchio continente, otto milioni di anni fa, quando il clima era tropicale. Gli ultimi due esemplari sono stati ritrovati nei pressi di Grosseto e in Sardegna, nei dintorni della centrale di Fiume Santo (Sassari).
lunedì, settembre 08, 2008
giovedì, settembre 04, 2008
Cannabis, sorprendente antibiotico ecco come annienta i superbatteri
di SARA FICOCELLI
ROMA - Al di là dei giochi di parole, la Canapa è senza dubbio una pianta stupefacente. Le sue proprietà continuano a sorprendere la comunità scientifica e, secondo uno studio italo-inglese, da lei non solo possiamo ricavare olii, tessuti e sostanze psicotrope, ma anche alcuni fra i più potenti antibatterici, capace di sconfiggere i cosiddetti "superbugs", microorganismi resistenti agli antibiotici che infestano gli ospedali di tutto il mondo.L'impiego dei cannabinoidi naturali ridurrebbe la diffusione di alcuni batteri resistenti agli antibiotici, tra cui lo stafilococco aureo penicillino-resistente (MRSA). La ricerca, pubblicata sul Journal of Natural Products, è frutto del menage a trois fra il Cra-Cin di Rovigo, che ha coltivato le piante, l'Università del Piemonte Orientale di Novara, dove sono state isolati i composti e sintetizzati i loro analoghi, e la School of Pharmacy di Londra, che si è occupata dei saggi biologici. Nel giro di tre anni, fra il 2005 e il 2008, gli studiosi sono riusciti a dimostrare che i cannabinoidi di tipo THC, CBD, CBG, CBC, e CBN sono eccezionalmente attivi contro EMERSA-15 e EMERSA-16, due fra i ceppi più virulenti di stafilococco; tra questi più efficaci si sono dimostrati i cannabinoidi CBD e il CBG, entrambi non psicotropi.
Una preziosa base di partenza per la messa a punto di medicine alternative in grado di rivoluzionare le condizioni igieniche delle strutture ospedaliere, dove in genere i batteri, a continuo contatto con sostanze antibiotiche, si scambiano il dna e si fortificano, diventando praticamente invincibili. "Questo scambio di materiale genetico è invece molto difficile tra batteri e piante. La Cannabis sativa è una fonte interessante di composti per combattere questi microorganismi - spiega il professor Giovanni Appendino, docente di Chimica dell'Università del Piemonte Orientale - In Inghilterra il problema è ancora più grave che da noi. C'era bisogno di una sinergia che mettesse a punto qualcosa di nuovo".
L'Italia fino agli anni '30 è stato uno dei maggiori produttori al mondo di Canapa: i suoi semi sono ricchi di proteine e carboidrati e regalano un olio cosmetico che può essere utilizzato anche come combustibile; le fibre fin dall'antichità vengono utilizzate per fabbricare tessili, corde e guarnizioni idrauliche. Fumare o ingerire i fiori femminili e la resina, che hanno effetti psicotropi, è illegale in Italia ma per i seguaci di alcune religioni, come il Rastafarianesimo, rappresenta il presupposto di ogni preghiera. Secondo i fedeli di questa religione di origine ebraico-cristiana, la marijuana è un'erba miracolosa e le sue proprietà medicinali, dalla cura delle allergie a quella della sclerosi multipla, sono note alla scienza ormai da anni.
Tanto che una miscela di cannabinoidi è stata messa in commercio da GW Pharmaceutical per il trattamento di alcune malattie neurologiche gravi. Il prodotto è in commercio nelle farmacie canadesi, e potrebbe
arrivare presto in quelle europee e americane. "Quella antibatterica è solo l'ultima delle innumerevoli funzioni di questa pianta - spiega Giampaolo Grassi, primo ricercatore del Cra-Cin di Rovigo - Noi siamo stati i primi a metterlo in evidenza ma la scienza sottolinea le proprietà terapeutiche della Cannabis da sempre. I campi di applicazione sono fin troppi".
Il professor Appendino mette comunque in guardia da eventuali semplificazioni: "Fumare la Canapa, fra i tanti effetti dannosi che provoca, facilita anche le infezioni, dato che la somministrazione sistematica della pianta provoca immunosoppressione". Secondo una ricerca pubblicata nel 2007 dalla rivista Journal of the American Medical Asociation, ogni anno lo stafilococco provoca oltre 18 mila decessi ospedalieri, più delle morti per Aids. Chissà che questo numero non sia destinato a ridursi drasticamente entro pochi anni, proprio grazie alla Cannabis .
martedì, agosto 26, 2008

Articolo tratto da Dolce Vita.
Omaggio ad Albert Hofmann
di M. Narciso (WipeOut staff)
Omaggio al Sommelier degli Dei, inventore dell LSD. Deceduto a 102 anni, nell aprile 2008.
Aeroplani di Jefferson alla ricerca del Bianconiglio e inviti a irrompere nell'altra dimensione, nebbie purpuree e cieli di marmellata, lati oscuri della luna e autobus magici: ad avere avuto 20 anni nel 1965, l'impressione sarebbe stata quella di una partenza imminente, destinazione altrove e un biglietto in mano imbevuto di LSD pronto a farti decollare. Ci avresti potuto credere, a guardarti intorno. Ma il grande viaggio era cominciato molto prima.
Il 19 aprile del 1943 esplode l'insurrezione nel ghetto di Varsavia. E' il giorno in cui si onora la Pasqua ebraica, festa della libertà e di un mondo nuovo, in mezzo a macerie e orrori e follie e totalitarismi di cui si inizia a intravedere la fine.
Lo stesso giorno, nei laboratori svizzeri della Sandoz, un giovane chimico scopre la connessione tra il mondo materiale e il mondo spirituale: un collegamento racchiuso in un'essenza, in cui incappa mentre studia l'ergot e i suoi alcaloidi, il fungo parassita della segale cornuta.
L'ergot è un mistero che dall'antica Grecia a oggi non ha perso fascino e potenza. Se ne trovano tracce nei riti di Eleusi, nelle visioni mistiche medioevali, nelle persecuzioni contro le streghe e i poteri delle erbe quando il trentasettenne Albert Hofmann assorbe involontariamente una goccia della variante B025, è come se sollevasse la coperta sotto la quale è nascosta la storia esoterica degli esseri umani, fatta di essenze e saperi. La conferma la ottiene qualche giorno dopo, "il giorno della bicicletta", quando assume una dose irrisoria della sostanza, 25 milionesimi di grammo per un viaggio nella mente del pianeta: aggrappato alle visioni indotte dall'alcaloide principale dell'ergot, la dietilamide dell'acido lisergico o LSD, il chimico svizzero si riconnette con la memoria trascendentale dell'umanità, si riappropria di canali non utilizzati da secoli per comunicare con Madre Natura e, tramite lei, con se stesso e l'universo.
Si rende conto di avere tra le mani uno strumento formidabile, in grado di modificare in modo profondo gli stati di coscienza, una sostanza-microscopio le cui lenti sono puntate al cuore dello spirito, una sonda emozionale capace di sprofondare negli abissi dell'estasi e dello stupore, una volta davanti alla verità.
Una sostanza così potente da destrutturare le nostre certezze coatte e il nostro "io" per farci assaporare ciò che abbiamo perso, quando abbiamo deciso di interrompere il rapporto di mistero e devozione che ci legava alle essenze più intime del pianeta. Saperi e conoscenze gettati nel dimenticatoio, culture e tradizioni e segreti bollati come frottole, in una folle corsa al progresso costellato di divieti e proibizioni.
L'acido lisergico è il diritto di esplorare nuovi concetti, nuovi significati, di compenetrare la coscienza e di oltrepassarla, di sperimentare se stessi e le proprie capacità, di ricongiungerci al sacro per rinascere individui nuovi, rinnovati e modificati, il diritto alla conoscenza. Una farmacologia dell'estasi.
Racconta Era*****o: "ho bevuto il ciceone/ ho indagato me stesso"‚ dall'ergot all'ergot, dalla Grecia del 1500 a.C: all'Europa del XX° secolo, passando di necessità e meraviglia attraverso bisogni spirituali, nuovi umanesimi, sostanze: la scoperta dell'acido lisergico travolge e suggerisce nuove ipotesi, nuove curiosità, nuove esplorazioni.
Hofmann da chimico e scienziato diventa alchimista e etnobotanico, e parte alla ricerca di segni, tracce, passaggi, testimonianze, e durante il suo lungo viaggio incontra le personalità più svariate, da Robert Evan Schultes a Roger Heim, emissari spaziali al posto giusto nel momento giusto: uno per tutti, Gordon Wasson. Se Albert Hofmann è il sommelier degli dei, Wasson è l'assaggiatore.
Con lui intraprenderà il cammino per arrivare a definire l'essenza dei miti Eleusini, uno dei momenti spirituali e misterici più importanti del mondo classico, riti durante i quali veniva somministrata una bevanda psicoattiva molto potente, capace di alterare gli stati di coscienza delle persone coinvolte, e i nomi più importanti sono Socrate, Platone, Era*****o, Pericle, il sacro kykeon o ciceone, contenitore della pozione magica, in cui verranno trovate tracce di segale cornuta.
Un ciclo che si chiude congiungendo partenza e arrivo, dove la partenza è l'arrivo e viceversa, come in una magica spirale che trova capo e coda, e nel suo vortice passano girano e si inseguono l'ergot, l'acido lisergico, il teonanacatl, la salvia divinorum, e altre decine di piante e essenze enteogene, ognuna interpretata e conosciuta per arrivare in fine a una Eleusi qui-e-ora: "l'istituzione base da cambiare è il cuore dell'individuo", e a questo tendono gli studi di Albert Hofmann, alla nascita di un nuovo umanesimo, basato sul pacifismo, l'ecologia, il rispetto dell'uomo.
Con Wasson diventa uno dei più importanti emissari del mondo occidentale presso culti e riti antichissimi, e dopo la sintesi chimica della psilocibina, confermata in persona da Maria Sabina, arrivano a incontrare la "hierba Maria", la "ska Pastora", la "ska Maria Pastora": la salvia divinorum, che nell'etimologia popolare mazateca mantiene i riferimenti con la figura di Maria della tradizione cristiana.
"Maria Pastora ti può portare fino a Dio, e questo può spaventare. E' l'esperienza più simile alla morte che si possa fare". Il 12 luglio 1961 Gordon wasson sperimenta, primo occidentale do*****entato, coppie di foglie in un infuso. L'anno successivo lo sciamano Natividad Rosa consegna a Hofmann e Wasson una pianta da portare in Europa. L'alone magico e misterico che circonda i due ricade anche sulla storia botanica della salvia: e ancora oggi sono in molti a pensare che gli esemplari giunti fino ai nostri giorni siano cloni o talee di quella prima pianta.
Mentre l'avanguardia artistica e medica studia e ricerca, e discute di allucinogeni o psichedelici o enteogeni, in discreti salotti ovattati personalità e intellettuali come Aldous Huxley, Humphrey Osmond, Robert Graves, Ernst Junger sperimentano le essenze degli dei in modi esoterici, dalla mescalina ai funghi psilocibinici all'acido lisergico, ricalcando le iniziazioni del passato, moderni alchimisti al riparo da occhi indagatori, carbonari delle essenze e insieme tutori di un sapere da non divulgare a tutti: una setta segreta di psiconauti colti e massoni.
Ma l'impatto devastante dell'LSD non poteva rimanere al chiuso di laboratori e luoghi protetti, e le strade del mondo occidentale vengono invase da cartoncini, zollette, liquidi, cristalli, micropunte, tutti a base di LSD, e al loro seguito si lanciano migliaia di giovani, hippies, freaks, artisti e camionisti, meccanici e intellettuali, psicanalisti hollywoodiani e docenti universitari.
La rivoluzione psichedelica ha vita breve e intensa e non sarebbe potuto essere diversamente: in pochissimo tempo crea e consegna eroi e miti alla storia, personaggi bizzarri e strampalati e geniali e cazzoni, da Ken Kesey e il suo "magic bus" con acid test annesso, a Stanley Owsley III, il miglior fabbricatore di acidi degli Stati Uniti a detta dello stesso Hofmann, nani e buffoni, artisti e inventori, e segna in qualche modo il tentativo di cambiare il mondo partendo da se stessi, mettendosi a nudo di fronte all'universo e i suoi significati.
E se i numi tutelari del segreto sono Albert Hofmann e i circoli esoterico-intellettuali europei, a capo della rivoluzione psichedelica planetaria c'è la trimurti di Harvard, i "mad doctors" Timothy Leary, Ralph Metzner e Richard Alpert, e dietro di loro Allen Ginsberg, Jerry Garcia, i Beatles e Terence McKenna: e lo sfondo che unisce cielo e terra sono i cinquecentomila di Woodstock.
"Tune in, turn on, drop out": un'epopea selvaggia e passionale di autosperimentazioni, con la cultura della droga in primo piano, attenta come non mai a trovare e appropriarsi di nuovi serpenti da cavalcare, perché una volta introdotto l'acido, niente sarà più come prima. Allargare l'area della propria coscienza diventa l'obiettivo più importante di un'intera generazione.
Un'esplosione di colori, suoni, viaggi, visioni, curiosità, arte e rivolta, con tutti i sensi sollecitati e coinvolti, come se le antenne e l'energia dei giovani avessero trovato la presa giusta in cui infilarsi per connettersi con le vibrazioni del pianeta.
"La rivoluzione non è un pranzo di gala", lo abbiamo imparato, ma questa avrebbe potuto esserlo. Dopo i fasti e le stravaganze e gli eccessi, lascia anche sul terreno disarcionamenti micidiali, cervelli bruciati, processioni in India nel tentativo di ricomporre anima e neuroni e voli planetari interrotti bruscamente. Gli hippies sono stati i bianchi privi di avidità delle profezie indiane, "la reincarnazioni degli indiani caduti", e come gli Hopi sono stati sterminati ma non sconfitti: armati di sogni, amore e LSD hanno assaltato il cielo e qualcuno è rimasto tra le nuvole, agganciato per sempre a visioni ineffabili.
Tra viaggi e terapie psichiatriche, in mezzo a lotte furenti e magnifiche esperienze, incomprensioni e sostenitori accaniti, a 70 anni dalla sua scoperta l'acido lisergico è più vivo che mai, e la rinascita psichedelica di fine secolo non fa che dimostrarlo. Una rinascita e non una rivoluzione, dai toni più morbidi e liquidi, che tenta di recuperare storia e errori per non ripeterli, dai teknival ai trance-party fino agli psiconauti domestici e alla riscoperta di sostanze come il DMT o la mescalina e l'ayahuasca e i funghi psilocibinici, tutti tesi alla ricerca dell'enteogeno perfetto. Un "bambino difficile" che continua a dare fastidio nel suo tentativo di diventare un "bambino di speranza", e un papà ancora vivo e vegeto: l'augurio migliore che possiamo portare al compleanno appena passato, il centesimo, del gentile alchimista svizzero.
Per festeggiare degnamente questa lunga avventura, la Gaia Media Foundation, con sede a Basilea, città di liberi pensatori e illuminati cervelli, ha organizzato un simposio dal titolo "LSD: tre lettere che cambiarono il mondo", dal 13 al 15 gennaio 2006. Tre giorni di riflessioni, i cui temi principali sono stati: "From the plants of the Gods to LSD", "The Ecstatic Adventure" e "New dimensions of consciousness".
Una panoramica sulle questioni e le soluzioni che sono discusse da anni, tutte legate in qualche modo alla scoperta di Albert Hofmann, e i cui relatori, tanto per fare dei nomi, sono personaggi quali Ralph Metzner, Stanislav Grof, Jonathan Ott, Alex Grey, Alexander T. Shulgin, Carl P: Ruck, John Dunbar e Eric Burdon, oltre a Albert Hofmann, naturalmente.
"La realtà è magica quanto la magia è reale": happy birthday, mister Hofmann, messaggero di una nuova speranza che dimora in noi fin dalla nascita che la risposta alla vita è l'uomo, con i suoi bisogni spirituali, le sue potenzialità, i suoi desideri, i suoi sogni.
Grazie per avercelo ricordato.
lunedì, agosto 25, 2008
Airole è sempre Airole, anche se non scopri nulla di nuovo ci stai sempre bene e tene rendi conto quando torni in città di cosa hai lasciato davvero.
Torno al lavoro, sempre le solite storie, qui non cambia mai nulla nè in negativo nè in positivo, non si muove una foglia, non sò cosa sia meglio.
Ora si riparte, debbo cercare il nuovo entusiasmo per iniziare una nuova stagione, nuovi progetti, portare a termine i vecchi, andare avanti, sempre doni doni, sarà questo il mio nuovo segreto...
giovedì, agosto 07, 2008
Troppo spesso pensiamo solo a difendere l'umanità dimenticandoci le atrocità che proprio l'umanità opera ai danni degli animali per futili scopi (e anche per quelli meno futili).
Se l'uomo ha qualche possibilità di difesa loro non ne hanno nessuna, se questi sono gli uomini preferisco difendere i diritti degli animali.
Sono disgustato.
martedì, agosto 05, 2008
Sono stati cinque giorni senza tempo, grazie davvero a chi ha organizzato l'evento e a chi vi ha partecipato, l'anno prossimo ci vorrei tornare e farmi tutta la settimana ma...a dormire in qualche agriturismo!
Un saluto alla pizzeria "Manhattan" e ai suoi simpaticissimi e genitilissimi collaboratori!
Un saluto ai miei compagni di viaggio.
Un saluto ai maestri Lancei e Seydou.
A presto.
lunedì, luglio 28, 2008
E' una frase in controtendenza netta al sistema di vita che la società cerca di impormi, cercare di fare più cose possibili all'interno delle 24 ore disponibili, portandoti a fare tutto male e a stressarti, io invece sto cercando di fare le cose con calma, poco alla volta distribuite nel tempo, anche se a volte vado a scontrarmi con il resto che mi circonda, ma non importa.
venerdì, luglio 18, 2008
si propone come Miss Picinella 2008 e ditemi di no, è troppo bella non perchè è mia nipote ma perchè è proprio bella e poi ha un carattere splendido (per ora), questo we spero di vederla anche solo 10 minuti visto che da fare ne ho ma mi metterò di impegno al massimo recupero settimana prossima.
Le prospettive per il fine settimana sono buone, stasera ultima lezione con gli altri poi domani pomeriggio completo con un seminario
di Moumouni Bambarà, il maestro del mio maestro, poi domenica forse grigliata...
Che dire, sono giorni di metà Luglio, la testa è piena e pure qualcosaltro, si aspettano le vacanze...
martedì, luglio 15, 2008
mi sento soffocare in questa città, il mio unico angolo di paradiso è diventato il letto quando mi corico e mi metto i tappi (sennò manco quello lo sarebbe) e chiudo gli occhi, quando posso andarmene da qui vado al mio paese, lì sto bene ho tutto lo spazio che mi serve, non andarei mai via da lì, mi chiudere dentro e lascerei l'incazzatura fuori, ma non si può, prima o poi ci devo ritornare in questa città che mi soffoca.
Continuo a chiedermi se è sempre stato così o prima le cose andavano diversamente.
giovedì, maggio 15, 2008
Fortuna che domani è venerdì, questa è stata una settimana brutta, attanagliato da una debolezza tagliagambe e da un nervosismo infimo che non mi ha mollato un attimo, vabbè capita non c'è niente da preoccuparsi, sù e giù è così che andava la vita un tempo ed è così che va ancora adesso, un giorno poi si vedrà.
mercoledì, maggio 07, 2008
Che dire, è un periodo così, strano direi, nè bello nè brutto, umore altalenante ma comunque positivo, si muovono i primi passi verso la vendita della casa, iniziano ad uscire dalla cassa valangate di euri, ma si sà che va così quando si vuole cambiare casa, ma va bene così.
Ieri ho ufficialmente dato il via alla stagione sportiva e stavolta sono determinato ad andare fino in fondo, più che altro perchè non voglio morire a 40 anni di infarto e comunque sia si sta davvero troppo bene dopo aver fatto un pò di attività fisica.
mercoledì, aprile 16, 2008
Debbo ringraziare il destino che ha messo al mio fianco delle persone splendide sulle quali sò di poter contare sempre e non solo per situazioni problematiche ma anche solo per bersi una birra e sparare cazzate.
martedì, aprile 15, 2008
Il fatto è che siamo tutti così presi dalla nostra vita che potrebbero eleggere anche il fratello di Hithler che nessuno batterebbe ciglio, siamo troppo presi da noi stessi e dalla ristretta cerchia di persone che ci circonda che non abbiamo il tempo di fermarci a riflettere e forse non è neanche una grande colpa questa, è la vita moderna e funziona così.
giovedì, aprile 03, 2008
Io vado avanti a vivere cercando di mantenere alta l'ironia che mi sta accompagnando da qualche settimana a sta parte.
lunedì, marzo 17, 2008
Ho condiviso due giorni con persone mai conosciute, c'è stato il tempo per divertirsi e per parlare, mi sono trovato davvero bene in un luogo fantastico nel ispetto delle regole della natura.
Trovo sia essenziale rapportarsi con persone nuove, ci aiuta ad ampliare le nostre conoscenze, a conoscere modi e stili di vita diversi dai nostri, esperienze di vita, questo mi è utile anche per cercare di migliorare alcuni aspetti della mia vita o almeno a pensarci sopra.
Esperienza assolutamente da ripetersi.
martedì, marzo 04, 2008
martedì, febbraio 12, 2008
lunedì, febbraio 11, 2008
Sabato sono stato allo spettacolo di Babara Bangoura e Bemankan ad Alessandria, davvero un'esperienza emozionante, sia lo spettacolo che comunque la serata è andata davvero bene ci siamo divertiti, c'è sempre bisogno di giornate così, per uscire dalla quotidianità che ogni tanto davvero è pesante.
Boh prendi stamattina, mi alzo 7:30, faccio la mia colazione tranquillo, ancora tranquillo scherzo un pò con la mia piccolina, poi il solito cafone che ti bestemmia davanti alla porta e giù lì ad incazzarmi, poi esco, cerco di rilassarmi, prendo la bici faccio 100 metri e ti vedo una ragazza con una bimba piccola che litiga con uno in macchina, magari è suo marito, e pensare che ancora devo iniziare la giornata.

