giovedì, luglio 07, 2011

DALL’INFERNO AL LIMBO (fonte Msf)

TESTIMONIANZE DA MINEO, ITALIA
Abdoul, 42, Niger,
In Libia lavoravo come autista. Il mio datore di lavoro è fuggito quando è
scoppiato il conflitto. Una mattina, stavo andando a lavoro e ho visto alcuni
uomini armati. Mi hanno minacciato. Ho dovuto lasciare la casa. Ho mandato mia
moglie e i miei due figli in Niger ma non sono riuscito a raggiungerli. Sono
rimasto lì, bloccato nel bel mezzo della guerra.
Sono salito sulla barca perché temevo di morire. Non ho dovuto pagare. Sapevo
che la morte ci avrebbe potuto cogliere in qualsiasi momento del viaggio. Non
sapevo di essere diretto in Italia.
In Niger, non c’è più niente per me. I miei genitori sono morti tempo fa, si rischia
di essere vittima degli scontri tra i contadini e allevatori e io non ho né terra né
bestiame. Ho lasciato il mio paese 10 anni fa e ormai non lo conosco più.
Da quando sono arrivato a Mineo, non faccio altro che camminare in circolo.
Sembra di essere in carcere. Per due mesi ci hanno detto che avremmo dovuto
ricevere i documenti ma non è successo nulla. Il tempo passa e io non so
nemmeno se la mia famiglia riesce a sfamarsi e può sopravvivere senza di me.
Non posso smettere di pensare a loro e questo mi fa stare male. A volte sono
talmente preoccupato che non riesco a mangiare.
Vorrei restare in Italia, lavorare e prendermi cura della mia famiglia proprio come
facevo prima che la guerra scoppiasse.
Su Omar dal Niger
Omar è un fratello del Niger. Veniamo dallo stesso paese. L’ho incontrato nel
centro. Facciamo sempre gruppo con gli altri nigerini, cercando di sostenerci a
vicenda. Diversamente da altri, era spesso triste e si sentiva in carcere. Non
stava bene e passava la maggior parte del tempo a dormire.
Una mattina i miei amici mi hanno detto che aveva lasciato il centro senza
salutare. Ha lasciato i suoi effetti personali per affrontare l’ignoto. Non abbiamo
più saputo nulla di lui. Siamo preoccupati.
Akin, 34, Nigeria
Ho lasciato la Nigeria e mi sono spostato da un posto ad un altro. Da quel
momento la situazione è solo peggiorata. Ma sopravvivo, sono un sopravvissuto.
Ho visto molte cose. Sono stato in Niger. Ho incontrato molti nigeriani lungo la
strada verso la Libia e mi sono unito a loro.
In Libia, ho iniziato una nuova vita pensando di essermi lasciato i problemi alle
spalle. Non mi andava troppo male. Sopravvivevo, vivevo. Poi è iniziata la guerra.
Ho pensato fosse il momento di fuggire di nuovo. Laggiù eravamo considerati
delle armi. Sono stato portato in un luogo chiuso, insieme ad altre
persone. Volevano usarci come mercenari. Sono fuggito nella notte insieme
ad altre 3 persone. Ci avevano messo in un posto dove non pensavano saremmo
sopravvissuti ma siamo riusciti a scappare attraverso una via di piccola fuga!
La barca era la nostra unica possibilità di scampare alla morte. Quando siamo
stati tratti in salvo ci hanno detto “benvenuti in Italia”. In quel momento mi sono
sentito nuovamente vivo. Ci hanno chiesto cose come: “stai bene? Hai caldo?”.
Poi ci hanno trasferito a Mineo attraverso una grande nave.
A Mineo, tutti i giorni sono uguali. Non abbiamo accesso a nessuna informazione,
non c’è nulla che ci tenga occupati. Mi chiedo perché sono vivo oggi. Se dovessi
morire, nessuno piangerebbe la mia morte. E se sopravvivrò sarò l’unico a
rallegrarsene.
A Mineo stiamo bene. Dormiamo, ci alziamo e mangiamo tre volte al giorno.
Stiamo bene ma non sappiamo cosa accadrà dopo. Stiamo solo qui. Il mio futuro
comincerà di nuovo quando sarò in grado di pensare: “voglio fare questo o
quello”. Ma per il momento non so. Ho molte cose in mente e vorrei essere in
grado di raccontarle.
Missy, 27, Nigeria
In Libia le cose andavano bene. Lavoravo come donna delle pulizie e avevo uno
stipendio fino a quando non è scoppiata la guerra. Da quel momento la situazione
è diventata terribile. Abbiamo deciso di abbandonare il paese con la barca. Non si
poteva nemmeno camminare per strada perché uomini armati ti
sparavano. Rimanere là significava rischiare la vita. Siamo dovuti partire.
Appena salita in barca ho avuto paura. Tutto quello che potevo fare era pregare.
Nella barca c’erano donne incinte e madri con bambini. E’ stato terribile. Non
avevo mai vissuto una cosa simile prima. Per tre notti non abbiamo avuto nulla
da bere o da mangiare. Nulla. Non sapevamo di essere diretti a Lampedusa e
l’ultima notte siamo stati soccorsi dagli elicotteri. Nessuno è morto tranne chi, in
preda alla confusione, si è gettato in mare da solo. Avevano perso la speranza e
non c’è stato niente da fare.
La vita di tutti i giorni a Mineo...non è una bella vita. Non so neanche cosa dire...
Abbiamo supplicato il governo italiano di aiutarci. Vogliamo solo lasciare il campo
e lavorare per conto nostro. Il mio sogno è quello di essere lasciata libera dal
governo italiano di uscire di qui, lavorare e pagare le tasse. Voglio realizzare
qualcosa.
Jeannette, 42, Congo
Le bombe stavano distruggendo case e palazzi, per questo siamo fuggiti e
abbiamo trovato rifugio in una piantagione. Siamo stati lì per un po’ di tempo.
Non c’era nulla da mangiare. Abbiamo sofferto molto.
Il mio datore di lavoro ci ha portati alla barca. Eravamo sotto la minaccia di
coltelli e pistole. Alcune persone continuavano a ripetere: “perché siete qui?
Perché non volete andar via?”
Quando è iniziata la guerra, i bambini non potevano più uscire di casa dopo la
scuola. Eravamo prigionieri in casa tutto il tempo. E’ stato molto duro anche per
le donne.
Ciononostante, io e la mia famiglia siamo rimasti in Libia perché avevamo
conosciuto tempi peggiori in Nord Kivu, da dove proveniamo.
Il viaggio in mare è stato terrificante. La barca sembrava in balia delle onde.
Ognuno pregava il proprio Dio, l’odore del mare dava il voltastomaco...terribile.
Non sapevo di essere diretta in Italia. Inizialmente non volevo rischiare lasciando
la Libia con i miei bambini ma il mio datore di lavoro ci ha consigliato di andare e
ci ha condotto alla barca. Vivere in Libia non era più possibile.
Patrick, 46, Congo
Vivevamo nel Nord Kivu. Abbiamo lasciato il Congo a causa delle guerre. Mia
madre è stata uccisa e questo mi aveva ferito molto. Ho fatto tutto il possibile per
lasciare quel paese. Abbiamo viaggiato attraverso la Somalia verso la Libia.
Io e mia moglie lavoravamo in una lavanderia quando è scoppiata la guerra.
Avevamo un’esistenza tranquilla. Tuttavia un pomeriggio un civile mi ha
minacciato con un coltello. Gli ho dato il denaro che avevo, circa 20 dinari, e mi
ha lasciato andare. Questo incidente è la ragione per cui ho deciso di lasciare la
Libia con la mia famiglia.
Abbiamo raggiunto Mineo due mesi fa. Ho sette bambini che non possono
nemmeno girare liberamente. Non possono uscire dal campo e questo li mette a
disagio. Per tenere la mente occupata, leggo le sacre scritture. Spero che i miei
figli possano continuare le scuole in francese. Ma per noi genitori non c’è futuro.
David, 29, from Ivory Coast
Sulla barca, durante il viaggio dalla Libia, abbiamo vissuto momenti terribili. A
causa di un temporale, la barca ondeggiava ed eravamo tutti spaventati. Tutti
cercavamo di governare l’imbarcazione per non perdere la rotta, tentando di
leggere la bussola.
Purtroppo la seconda notte il tempo è molto peggiorato. Ognuno pregava il
proprio Dio. Temevamo di morire e pensavamo che la fine fosse ormai vicina.
Allora non pensavo che ce l’avremmo fatta. Le donne piangevano e molte persone
davano di stomaco...è stato orribile.
Il giorno seguente, arrivati nei pressi di Lampedusa, abbiamo visto un elicottero
che volava sopra di noi e abbiamo riacquistato la speranza. Un’ora dopo è arrivata
la squadra di soccorso: attraverso due grossi gommoni ci hanno trasferiti su una
nave. Così siamo arrivati a Lampedusa.
Sono a Mineo da 35 giorni ma ho letto nell’opuscolo che contiene in breve i nostri
diritti che non possono trattenerci in questo campo per più di 35 giorni. Non sono
ancora stato interrogato. Tutto ciò che faccio è mangiare e dormire. Spero di
poter lasciare il centro e ricominciare a lavorare, come facevo prima. Ma per il
momento, qui non c’è nulla da fare.
Aziz, 36, Niger
Ho perso mio figlio in Libia. Ho messo da parte del denaro per permettere a mia
moglie di tornare in Niger. Ha preso un aereo dalla Tunisia ma io sono rimasto a
Tripoli. Hanno iniziato a bombardare Tajura ed è diventato difficile sopravvivere,
perciò sono dovuto partire.
Idrissa, 23, Niger
C’è mancanza di comunicazione a Mineo. Abbiamo solo 3 minuti a settimana per
chiamare le nostre famiglie. La commissione interroga solo due persone al giorno.
Non sappiamo quando e come lasceremo questo posto. Siamo come prigionieri
qui perché non c’è trasporto. Stiamo soffrendo, abbiamo bisogno di aiuto.
Georges, 29, Nigeria
Sono arrivato a Mineo il 2 giugno. La situazione non è buona. Ogni giorno è
uguale al precedente. Non c’è informazione. Mi piacerebbe, per esempio, leggere
il giornale. Non c’è niente per tenerci occupati. Non posso uscire dal centro.
Possiamo solo stare seduti e non accade nulla. Lasciarci seduti in un posto non
significa aiutarci.
TESTIMONIANZE DA SHOUSHA, TUNISIA
Emmanuel, 40 anni, DRC
Al principio ci sentivamo i benvenuti, eravamo speranzosi. Ma quanto può durare?
Siamo stati qui per mesi. Le persone qui sono molto stressate. Hanno perso
membri della loro famiglia, i propri averi e i documenti. Stanno impazzendo e
vogliono andar via da questo campo il prima possibile.
Qui stiamo soffrendo. Le condizioni di vita sono difficili. Vorremmo vivere,
lavorare e andare avanti. Ma qui non c’è niente. Non possiamo andar via e
ricominciare a vivere. Facciamo la fila per chiedere il cibo: ecco cosa facciamo qui.
Abdul, 23 anni, Costa d’Avorio
Ho passato quasi 5 mesi in prigione. Sono stato picchiato tutti i giorni. Per tre
settimane non sono riuscito ad alzarmi in piedi. Soffro ancora per le ferite. Ho
dovuto seppellire sette persone, incluse tre ragazze incinta. Se non lo fai, vieni
gettato vivo nella fossa insieme ai corpi.
Elias, 23 anni, Etiopia
(uno dei nove sopravvissuti di una piccolo peschereccio che ha tentato di
attraversare il Mediterraneo ad aprile con 72 passeggeri a bordo)
Quando la NATO ha iniziato a bombardare Tripoli non ho avuto altra scelta che
fuggire di nuovo. Sono stato a Shousha per un mese, dove posso andare? Non
posso tornare nel mio paese e non posso vivere in questo deserto. Questa è la
nostra vita: siamo giovani e arenati qui senza far nulla. Proverò di nuovo ad
attraversare il Mediterraneo.

venerdì, giugno 24, 2011

Serata magica

Prendo mio figlio e la bricicletta e inizio a girare per il paese, osservo tutto, mi godo l'aria fresca ma...non è sabato e neanche domenica quindi che ore sono?
Le 21:30 di giovedì, ed è ancora giorno....
Torniamo e giochiamo a pfffffffff puuuuuuu brrrrrrrr e poi lo lascio alla mamma.
Degusto e mi siedo comodo fuori, arietta sempre più fresca, sopra di me passa un gufo.
Che serata magica!

martedì, giugno 21, 2011

Il mio film la mia vita

Guardiamo film sempre più irreali,reality e cronache sempre più spinte senza capire che il vero film é la nostra vita,magari a volte un po noiosa ma è sempre la nostra vita.

martedì, maggio 31, 2011

Forse...

Che forse sia la volta buona che ce lo leviamo dalle palle?
Certo che vedere Mortadella che abbraccia Geppetto non è proprio un bel vedere, pensare di dare l'Italia in mano a loro mi fa rabbrividire, ma a questo punto pur di toglierla dalle mani del deliquente va bene qualsiasi cosa.
Di mio non credo che i politici che ci sono ora possano cambiare qualcosa, ma un cambiamento verrà naturale quando Ella sarà eclissato.

venerdì, maggio 27, 2011

Un altro "passo"

Non finiscono i progressi, stamattina il frugoletto si è alzato in piedi da solo (aggrappandosi al letto) ed è rimasto in posizione eretta traballando per qualche decina di secondi!
Domani come minimo si farà la barba...

mercoledì, maggio 25, 2011

Gattonando

E' ufficiale, il piccoletto ha acquistato la padronanza del gattonaggio, ha superato lo scoglio di coordinare le 4 "zampe" ed ora..non lo ferma più nessuno!
Conseguenze?Casa da rimodellare tutta, soprattutto quando sei stato abituato a lasciare tutto per terra, ovunque.
Terrazzo compreso, i miei poveri fiori...immagino solo quando arriverà all'orto!

lunedì, maggio 16, 2011

martedì, marzo 29, 2011

Fine annunciata

Con questo chiudo la serie dei miei post qui, penso davvero troppe cose brutte guardando questo Mondo che non mi va più di scrivere, voglio che la vita sorrida, lo voglio per mio figlio e per mia moglie e per i figli che se Madre Natura vorrà darmi accoglierò.
La vita è troppo breve per odiare.
Arrivederci.

sabato, marzo 12, 2011

Tempo perso

Scenario: parcheggi (pubblici) davanti al palazzo dove lavoro, posto riservato ai portatori di handicap, un individuo noto a tutti quotidianamente occupa quel posto con la sua auto, indipendentemente che il parcheggio sia pieno o vuoto, lui la mette lì e l'unico handicap rilevabile è quello al suo cervello, non ci arriva.
Prima scrivo un'email ai vigili segnalando la cosa, nulla.
Poi telefono ai vigili segnalando la cosa, nulla.
Porcamiseria...sul sito del comune nel reparto vigili urbani c'è un modulo da compilare e consegnare direttamente allo sportello per le segnalazioni.
Scarico il modulo, lo compilo, lo firmo, lo consegno, il vigile mi dice che manderanno una pattuglia a controllare.
Questo di lunedì.
Venerdì pomeriggio guardo dalla finestra del mio ufficio e vedo la pattuglia dei vigili ferma davanti al parcheggio che controlla le auto che passano, mentre l'auto del portatore di handicap al cervello se ne sta comodamente parcheggiata dove non dovrebbe, davanti ai loro occhi.
Tempo perso.

venerdì, marzo 11, 2011

Fitomania parte 2

Debellata in 3 giorni netti una faringite di media intensità.
Questa volta ho affiancato al rimedio fitoterapico degli oligoelementi specifici.
La strada senza farmaci continua dritta.

giovedì, febbraio 24, 2011

Fitomania

E' con grande soddisfazione che mi annuncio di avere debellato in 2 (due) giorni un bel grande raffreddore con relativi sintomi influenzali grazie all'utilizzo della fitoterapia (nella fattispecie un decotto composto di autoproduzione).
E' iniziato ufficialmente "l'anno senza medicine".

lunedì, gennaio 31, 2011

Ultimamente

Ultimamente mi sto ponendo sempre più spesso una domanda.
Ma sono questi tempi moderni che fanno proprio schifo oppure è solo che sono cresciuto e quindi non essendo più un bambino/adolescente spensierato vedo tutto nero?
Io dico la prima ma non ne sono proprio sicuro al 100%...

venerdì, gennaio 21, 2011

Reset (ma mio personale)

Cancellare dalla mia vita chi non mi va, anche a costo di rimanere solo con la mia solitudine...

venerdì, novembre 19, 2010

My fucked life

Ieri sera come di consueto intorno alle 22 mi ritrovo sul divano steso apparentemente morto con la testa appoggiata alla spalla del mio primo amore mentre sta allattanto il mio grande amore Pru, lo guardo e lo riguardo sempre ogni volta come se fosse la prima mentre si nutre dal seno di mia moglie, beh ad un certo punto smette di ciucciare, si gira verso il suo babbo, lo guarda, gli sorride e tende la sua mano verso il suo viso e lo accarezza (a modo suo).
Pru vuole bene al suo babbo ed il babbo vuole bene a Pru.

venerdì, novembre 05, 2010

L'eugenetica di Bill Gates e la riduzione della popolazione

Il fondatore di Microsoft é un eugenista intransigente e ha pubblicamente dichiarato la sua intenzione di usare vaccini dal valore di miliardi di dollari, che la sua fondazione finanzia per ridurre la popolazione mondiale.
L’appoggio di Bill Gates alle “giurie della morte” ha causato controversie tra i commentatori conservatori, ma il vero oltraggio dietro a questa storia non è stato completamente rivelato – il fatto è che Gates é un eugenista intransigente e ha invocato la riduzione della popolazione mondiale con l’uso di vaccini, che la sua fondazione finanzia per la bellezza di miliardi di dollari.
I commenti di Gates sulle “giurie della morte”, sono stati fatti effettivamente più di due mesi fa al Festival delle Idee di Aspen a Aspen in Colorado, ma essi hanno attirato l’attenzione solo quando il video fece la sua comparsa di domenica su parecchi siti conservatori, come pure sulla Breitbart TV e su The Blaze.
Durante una serie di domande e risposte, Gates insinuò che pazienti anziani che vengono sottoposti a costosi trattamenti medici dovrebbero essere uccisi e i soldi spesi in altro modo.
Gates affermò che c’era “una mancanza di volontà” nel considerare la questione di scegliere tra “spendere un milione di dollari sugli ultimi tre mesi di vita per quel tipo di paziente” o licenziare 10 insegnanti.
“Ma ciò viene chiamato la giuria della morte e voi non siete tenuti a trattare tale dibattito” aggiunse Gates.
L’appoggio del proprietario della Microsoft per uccidere la nonna nel nome di spendere denaro altrove scuote e spiega perché così tanti Americani sono offesi dalla sanità di Obama che contiene, quale uno dei suoi principali componenti, un comitato di valutazione costi/benefici che sarà in grado di rifiutare cure a pazienti anziani, a dimostrazione del fatto che le giurie della morte entrano per davvero in vigore nonostante le campagne dei rappresentanti della classe dirigente e dei media per convincere il pubblico diversamente.
Anche se gli Americani saranno soggetti ai capricci delle giurie della morte, il governo federale “continuerà a richiedere ospedali per fornire trattamenti di pronto-soccorso a immigranti illegali alle spese dei contribuenti “ denunciò il New York Times.
Comunque, il significato più ampio dei commenti di Gates é passato completamente inosservato da coloro che si erano tanto offesi per quello che aveva detto.
Gates è un eugenista reo-confesso che si é impegnato a ridurre drasticamente la popolazione mondiale nel nome di combattere il surriscaldamento globale. Questo è allarmante considerando il fatto che la fondazione Bill e Melinda Gates finanzia la produzione e la distribuzione di vaccini al terzo mondo.
Durante una conferenza TED (sono conferenze su tecnologia, intrattenimento e design) nel febbraio 2010, Gates ha dichiarato apertamente che i vaccini sarebbero stati usati per ridurre la popolazione mondiale e abbassare le emissioni di CO2.
Sostenendo che la popolazione mondiale sta raggiungendo i 9 miliardi, Gates disse: “se noi facessimo davvero un ottimo lavoro con nuovi vaccini, cure medico sanitarie, servizi medici di riproduzione (aborto), forse potremmo avere una riduzione del 10 o del 15 per cento.”
Un po’ come se un miglioramento delle cure sanitarie e dei vaccini, che si suppone salvino vite, porterebbe a una diminuzione della popolazione mondiale: é un ossimoro, a meno che Gates non si stesse riferendo ai vaccini per sterilizzare le persone, che è precisamente lo stesso metodo propugnato nel testo del 1977 Ecoscience scritto dal consigliere scientifico della Casa Bianca John P. Holdren, il quale parla di un “regime planetario” dittatoriale per mettere in atto misure draconiane al fine di ridurre la popolazione attraverso l’uso di ogni sorta di tecniche oppressive, sterilizzazione inclusa. In verità, come ha rivelato Mike Adams di Natural News, uno degli attuali progetti della fondazione Gates ruota intorno al finanziamento di un “programma di sterilizzazione che userebbe penetranti raffiche di ultrasuoni dirette sui testicoli dell’uomo per renderlo sterile per sei mesi”.
“Ora, la fondazione sta finanziando un nuovo programma “ consegna di un vaccino che si attiva con la sudorazione” basato su nano particelle che penetrano la pelle umana.” scrive Adams, “la tecnologia viene descritta come un mezzo per “sviluppare nano particelle che penetrano la pelle attraverso i follicoli dei peli e che a contatto con il sudore umano si attivano per rilasciare i vaccini.”
Il sostegno del fondatore della Microsoft alle giurie della morte é un’ammissione scioccante, ma fa impallidire se si considera che Gates, uno degli uomini più ricchi del pianeta, che è solito incontrare altri miliardari per discutere sugli sforzi da fare per ridurre la popolazione, ha pubblicamente dichiarato la sua intenzione a usare miliardi di dollari in vaccini per finanziare la diminuzione della popolazione mondiale nel terzo mondo, scopo che potrebbe essere raggiunto qualora i vaccini fossero progettati per sterilizzare forzatamente le persone, ovvero senza il loro consenso, o provocare aborti forzati.

*********************

Paul Joseph Watson è editore e scrittore per Prison Planet.com. E’ l’autore di Order out of Chaos ed è anche ospite al The Alex Jones Show. Watson é stato intervistato da molti programmi radio e riviste, incluse Vanity Fair e Coast to Coast AM, il talk show notturno più ascoltato in America.

fonte: http://www.prisonplanet.com/the-real-story-behind-bill-gates-and-death-panels.html

venerdì, ottobre 22, 2010

Ti incarto l'incarto

L'altra sera circa verso le 20 non avendo niente da mangiare si va al Gigante che è ancora aperto, vabbè non è nel mio stile ma quando ce vò ce vò.
Al bancone dei salumi e formaggi Romina ordina un etto di cotto, quello della casa (auauauuauau), stiamo per andarcene e il mio occhio si posa su una succulenta fetta di feta, come resistervi?
Dico alla ragazza dietro al bancone di darmene una fetta di feta, la prende, è già impacchettata nella pellicola ma ovviamente così non basta, allora l'inetta tira fuori una scatola di plastica trasparente e ci mette dentro la fetta di feta impellicolata, la chiude, ok ora me la darà (la feta) penso io, no, cazzo, non contenta prende un sacchetto di carta che ci stava dentro un elefante e ci mette dentro le fetta di feta impellicolata dentro una scatola di plastica, chiude il sacchetto con lo scontrino e mi da finalmente la mia fetta di feta impellicolata dentro una scatola di plastica insacchettata chiusa con lo scontrino che per aprirla a casa ciò messo mezz'ora.
Ok, andiamo alla cassa, al Gigante si che sono dei veri ecologisti, c'hanno i sacchetti bio....

martedì, settembre 14, 2010

AAA Vendesi politici, parlamentari ed affini

Non entro nel merito tecnico della politica, non sono abbastanza erudito per farlo,
mi limito ad osservare a livello pià o meno superficiale, tanto per capire cosa
sta succedendo basta davvero poco.
Non parlo di destra o sinistra, ormai non ha più senso, sto solo cercando di capire
se la gente si sta rendendo conto di quello che sta accadendo e soprattutto si rende
conto di quello che accadrà.
Sembra di stare al mercato del pesce, quello fatto da scambi e promesse, tu vieni con me che poi avrai ti darò farai, no vieni con me ma poi no decido di andare con altrui insomma una roba mai vista, una puttana in confronto ha molto più orgoglio almeno c'ha la ragione che in qualche modo sà da campà.
Ma questi che sanno da campà?!?!?
Ma da dove cazzo escono????
Che tristezza...

venerdì, agosto 27, 2010

Club

Quello dell'esser genitori è un Club privato, se sei tesserato ci sei dentro e lo conosci, se non lo sei puoi solo immaginarti come sia ma non lo saprai mai davvero.
Giorno dopo giorno il Club è sempre lo stesso ma cambia continuamente, il giorno dopo non è mai uguale a quello prima, è un Club unico che non ha imitazioni e se decidi di non tesserati prima o poi te ne penti.

martedì, agosto 24, 2010

Rientro

Fine delle vacanze, rientro e ripresa della vita quotidiana, ci stà anche se si lascia un periodo breve ma intenso di gioia e libertà.
Tralasciando parole strappalacrime torniamo un pò a polemizzare dopo questa pausa di 2 settimane.
Ieri vado a fare la spesa all'esselunga trovandomi dai miei, sono lì con il mio bel carrello e il piccoletto in braccio che frigna e si avvicina una signora che mi chiede se il carrello fosse il mio, io al momento le rispondo di si e che lo avrei spostato visto che era davanti ad uno scaffale ma poi la guardo bene e mi accorgo subito che è una delle tizie incaricate di rompere i coglioni per qualche cazzo di marca di prodotto.
Vabbè pace all'anima sua pure lei deve mangiare in qualche modo.
Alchè il suo occhio cade su una confezione di biscotti Mulino Bianco nel mio carrello, la tizia esordisce dicendo che ho acquistato un prodotto Mulino Bianco(ok si...cazzo vuoi?) e prosegue dicendomi che se avessi acquistato al 4 prodotti Mulino Bianco avrei avuto in omaggio un portagrissini.
Ha beccato il tipo giusto.
Gentilmente le dico che non mi interessa, lei controbatte dicendo che avrebbe parlato con mia moglie...arriva mia moglie e le ripete la stessa pappardella esortandola a venire a vedere il portagrissini, "mia moglie" le risponde che non mangiamo grissini (con una faccia che non ci ha creduto manco il piccoletto).
Morale della favola (che ormai è sempre lo stesso): per una cazzo di confezione di biscotti da 400 gr che ho preso volevano farmi uscire con altre 4 confezioni di biscotti o chissa cos'altro più un fottutissimo portagrissini che sarebbe finito in cantina a marcire.
Santo Mistaman quanto hai ragione, non si produce più per consumare si consuma per produrre...

giovedì, agosto 05, 2010

Tutto sbagliato

Arrivi ad un punto della tua vita, ti guardi indietro e vedi che chi avrebbe dovuto
insegnarti a distinguere il bene dal male ha fatto tutto SBAGLIATO.
Che fare quindi?
Quelle poche certezze che avevi acquisito negli anni crollano tutte in un momento, ti accorgi che le parole ripetute per tutti quegli anni erano SBAGLIATE, i concetti ribaditi fino alla nausea SBAGLIATI, tutto è quindi SBAGLIATO.
Il dramma di un ragazzo che si sveglia da infante ad adolescente e inizia a capire che quello in cui aveva creduto per anni è tutto SBAGLIATO, ripartire da capo, riorganizzare le idee, stravolgere i propri pensieri SBAGLIATI, è davvero difficile.
Questo è quindi il mio compito ma soprattutto il mio dovere, quello di insegnare
a distinguere il VERO bene dal VERO male.
E lo farò.

mercoledì, agosto 04, 2010

Cambiare

Per un albero piantato cento ne vengono abbattuti, per un litro di acqua risparmiato mille ne vengono sprecati.
Se vuoi che il mondo cambi inizia a cambiare la tua vita.
Guarda avanti per la tua strada, educa i tuoi figli riparti con loro dagli errori che sono stati commessi.
Se c'è qualcuno che può cambiare tutto questo davvero sono le nuove generazioni, quelle che tu avrai allevato.

martedì, luglio 27, 2010

Escalation (Mistaman)

Tutti quanti adesso vogliono, chiedono, comprano, vendono, corrono, spendono, lavorano, pretendono, mangiano, bevono, vivono, prendono, vincono, perdono, fingono, si atteggiano di più! È il prezzo del progresso vivere dentro quest'escalation.

Adesso la pressione sale e non si può ridurre. Non si produce più per consumare, si consuma per produrre. Le corporation fanno il prezzo in base al cash che hai messo via. Dai, fai girar l'economia. Spendi di più! Non chiederti il perchè, per ogni Euro preso spendine tre. Vivi di shopping compulsivi tra bisogni indotti, sogni rotti, soldi tolti, giorni corti. Sopravvivi alla ricerca di una felicità imperfetta mentre vivi un'infelicità perfetta. Tu, devi spenderne di più! Se vuoi restare al passo e lavorare finchè fai un collasso. Così anche tu vorresti ritornare single da sex-symbol, collezzionare ex, sputtanare cash ma in un mondo finto di finti ricchi veri morti di fame e figli di veri ricchi finti morti di fame. Banfa di più! Essere o apparire? Questo è il dilemma se non vuoi morire.

Tutti quanti adesso vogliono, chiedono, comprano, vendono, corrono, spendono, lavorano, pretendono, mangiano, bevono, vivono, prendono, vincono, perdono, fingono, si atteggiano di più! È il prezzo del progresso vivere dentro quest'escalation.

Io dico: sono tutti pazzi! I palazzi sono vuoti in città ma 'sta cazzo di agenzia vuole una follia di affitto e un anticipo di x mensilità, mi hanno sconfitto! Mi autoschiavizzo con un mutuo a tasso fisso. Prendine di più che non ti bastan mai. Una rapina aggiusterebbe i tuoi guai. Se tutti rubano a tutti, molto democraticamente, tutti potrebbero arricchirsi, si, ma non contemporaneamente. Tutti ora voglion la pistola, taglierebbero una gola per salvar la loro roba. Per difenderti di più gira col carroarmato e dormi in un bunker di cemento armato. Tanto Il livello della vita si abbassa, la moda rincalza e ripropone il pantalone a vita bassa. L'inflazione tartassa nella mia televisone che se parla dell'integrazione intende la cassa. Informati di più su quel che fanno i vip, non sia mai che sbagli un nome in un quiz.

Tutti quanti adesso vogliono, chiedono, comprano, vendono, corrono, spendono, lavorano, pretendono, mangiano, bevono, vivono, prendono, vincono, perdono, fingono, si atteggiano di più! È il prezzo del progresso vivere dentro quest'escalation.


Evviva la democrazia che ci fa la gran cortesia di farci scegliere i nomi e le faccie da mettere ai nuovi dittatori. Sa preoccuparsi delle prossime elezioni ma non delle prossime generazioni. Tu votali di più che poi va tutto apposto, agiscono nell'interesse nostro. Oggi contano di più le ideologie delle idee, per difendere le mie devo urlartele da dietro le trincee. Te non credere a chi dice che non siamo in guerra, diran che è stupida solo quando inizieranno a perderla. Urla di più! Se ti vuoi far sentire sempre che tu abbia qualcosa da dire.

La tensione sale ogni giorno di più.
Back against the wall, feel the pressure.
Dietro alla tensione chi c'è?
No way out, situation gettin closer.

"In Italia non sarebbe mai successo"

Grazie Bertolaso senza le tue parole non potrei mai vergognarmi di essere italiano e di essere rappresentato da dei ciarlatani delinquenti piduisti faccendieri come te e chi ti comanda.

martedì, luglio 20, 2010

mercoledì, giugno 30, 2010

Fare del bene...per?

Se c'è una cosa che ho imparato in questi 3 anni di studio di musica tradizionale e di viaggi in Africa è che chi non se sa niente di "Africa" non se sa niente davvero e si muove solo per quello che sente dire o legge sui giornali o peggio ancora guarda in TV.
L'Africa non è solo bambini scheletrici con la pancia gonfia, non è solo "vecchi" di 30 anni che girovagano chiedendo elemosina, l'Africa non è solo AIDS e malattie.
L'Africa è colore, è musica, è danza, è canto,è tradizione secolare che noi ormai
non sappiamo manco più cosa sia, l'Africa è voglia di vivere anche se non si ha niente, l'Africa è fratellanza, rispetto verso il prossimo, l'Africa è vivere la vita per quello che si ha e non per quello che si vorrebbe avere.
Ecco che nella mia vita quotidiana vengo a conoscere persone che non sanno nulla di
tutto questo e che si prodigano nel recuperare beni di sussistenza da mandare giù,
accumulando vestiti, scarpe, magari anche cibo senza preoccuparsi di altro.
Questo va bene, questo è bene non lo metto in dubbio e ben vengano queste persone ci mancherebbe ma...manca qualcosa.
Queste persone si sono mai chieste chi sono davvero i destinatari di questi beni materiali?
Si sono mai posti la domanda se forse c'è qualcosa oltre alla camicia o al pantalone che si potrebbe fare?
La risposta è no, se gli chiedessimo se volessero un giorno in contrare queste persone nel loro paese non lo farebbero perchè non gli interessa, a loro interessa fare del bene per vantarsi di averlo fatto o più semplicemente per sentirsi "a posto" con se stessi e con la società.
Senza fare di tutta l'erba un fascio come sempre posso assicurare che non sono poche
le persone così, gente che non vede oltre allo scatolone che prepara per spedire.
L'Africa ha bisogno di aiuto ma non c'è solo quello, aprite gli occhi gente,
vi state perdendo un mondo che potrebbe darvi davvero di più di quello che voi possiate dare.

giovedì, giugno 24, 2010

L'Aquila

Riporto.

L'Aquila 17 giugno 2010

DOPO CHE PER MESI A L'AQUILA I MEDIA HANNO ROVISTATO
NELLE NOSTRE CASE E NELLE NOSTRE VITE IN MANIERA
INVASIVA E IPOCRITA,
DOPO CHE TUTTE LE PARATE DEL GOVERNO SUL NOSTRO
TERRITORIO SONO RIMBALZATE SUGLI SCHERMI DI TUTTA
ITALIA,
DOPO CHE PER PIU' DI UN ANNO SI E' COSTRUITA UN'ENORME
BUGIA MEDIATICA FATTA DI SCENOGRAFIE E REPRESSIONI,
IERI, VOI SERVI DEL POTERE DEL COSIDDETTO SERVIZIO
PUBBLICO (OLTRE AI SERVI PRIVATI) SIETE RIUSCITI A NON
DIRE NULLA (A PARTE TG3 E LA7) DELLA PIU' GRANDE
MANIFESTAZIONE DELLA STORIA DELLA NOSTRA CITTA'.
PIU' DI 20.000 TRA CITTADINI, FORZE SOCIALI E
ISTITUZIONI, HANNO ATTRAVERSATO LA CITTA' E HANNO INVASO
L'AUTOSTRADA BLOCCANDOLA PER PIU' DI UN'ORA.
ERA NOTIZIA DI APERTURA E INVECE AVETE AVUTO IL CORAGGIO
DI NON PARLARNE PER NIENTE. DOPO AVER USATO LA NOSTRA
CITTA' COME SPOT, ORA CHE LE BUGIE VENGONO A GALLA NON
POTETE FARE ALTRO CHE NASCONDERLA.
MA NON DURERA', PREPARATEVI PERCHE' PRESTO CI VEDRETE A
ROMA, IN MASSA, A BLOCCARE LA CAPITALE E AD ASSEDIARE IL
PARLAMENTO E PALAZZO CHIGI PER PRETENDERE GIUSTIZIA,
EQUITA' E VERITA'.

Comitato 3e32

mercoledì, maggio 26, 2010

Ascoltare

Saper ascoltare, confrontarsi con persone fuori dal nostro giro, questo è alla base per una consapevole presa di coscienza.
Ieri sera in macchina direzione Milano appena uscito da casa vedo un ragazzo sul marciapiede che fa l'autostop,un modo un pò bizzarro di farlo, non con il classico pollice alzato ma sbacciando come un forsennato, vabbè.
Mi fermo e lo faccio salire, un tipo che nessuno lo avrebbe mai caricato in macchina (infatti era lì da un'ora), però io sono fatto così.
Iniziamo a parlare, cioè lui parla, io ascolto.
In 20 minuti mi racconta la sua vita attuale fatta di lavoro precario, pagamenti in ritardo, figlio piccolo e separazione in corso, il tutto a 25 anni.
Della vita ho capito una cosa, se non ci sei dentro alle cose non le puoi capire davvero, se lavori in banca, sei felicemente sposato e la casa te l'hanno pagata i genitori al massimo la crisi per te è quella di comprarti un telefonino in meno all'anno ma per chi è a terra si tratta di perdere quel poco che aveva.
Se già io faccio fatica a capire certe situazioni figuriamoci un politico che guadagna 30.000 € al mese (il più scarso) che cazzo vuoi che ne sappia di come cazzo vive uno che lavora saltuariamente e viene pagato altrettanto saltuariamente.
Quel ragazzo dall'aspetto poco raccomandabile ma dall'animo sincero stava andando a prendere la paga di due giorni di lavoro, ed io ce l'ho portato.

lunedì, maggio 24, 2010

Squola

Siccome sto per diventare papà inizio a leggere anche le notizie che riguardano la scuola (non è vero le leggevo anche prima ma volevo scrivere la parola papà) ed ecco spuntare la pornodiva mancata con la sua cazzata del giorno/settimana/mese a seconda dei periodi.
Posticipare l'inizio delle scuole dopo il 30 settembre per favorire il turismo nel nostro fottuto Paese.
Impoverire la già misera istruzione a favore del dinero (di chi poi), mettere ancora più in difficoltà le famiglie nel posizionare i figli (qualcuno gliel'ha spiegato alla Moana del Parlamento che oggi le donne non sono più casalinghe come ai miei tempi e quindi non possono accudire ai figli).
Insomma dopo i tagli a mò di Eduard Mani di Forbice con le scuole (pubbliche) che cadono a pezzi (fintanto che rimarranno in piedi poi via libera alle private) ora pure questa.
Però la Purnodiva del secolo dice che gli studenti sono dalla sua parte...e se lo dice lei...

venerdì, aprile 16, 2010

Heidi se la passa bene...e noi?

Stamattina dovevo andare a Milano, mi son svegliato prima e alle 8 ero già pronto.
Aspettando la mia principessa mi metto a guardare Heidi, oh sembrerà strano ma mi ha intrippato mica male mi son visto tutta la puntata, tutto bello lindo e pulito, tutti felici, natura, paesaggi mozzafiato, vita sana.
Poi esco...ed inizia l'inferno.
45 minuti per fare 8 km e ancora a Milano non ci ero arrivato, mi guardo in giro e una donna sulla sessantina dall'auto getta in un prato una bottiglia di plastica da 1 litro e mezzo
vuota (e poi dicono che i giovani sono maleducati), dopo poco due tizi in auto cercano di speronarsi a vicenda per svariati chilometri zizzagando come matti per la strada.
Arrivo a Milano, parcheggio, entro in un bar per prendere il gratta e sosta,ho 50 € ed il tizio mi dice che per un gratta non me li cambia, ok gli dico di darmene due, neanche, gli dico di mettermi anche un pacchetto di smoking,neanche, anche un pacchetto di sigarette, neanche...vabbè, vaffanculo parcheggio senza gratta e sosta!
Vado a fare quello che dovevo fare e torno indietro, sulla strada intanto vedo un camion
fermo e una macchina dietro, intasano la via e passo di fianco quasi fermo, il tizio del
camion scende e urlando sputa in faccia alla tizia dell'auto dietro.
Conclusione: voglio andare anche io a vivere con il nonno.

mercoledì, aprile 14, 2010

Riflessioni

Venerdì scorso verso le ore 23 mi ritrovavo a passeggiare con il mio amico in una selva oscura nelle vie del mio paesotto in preda ai fumi della nostra cara amica Maria, tutto taceva, vie avvolte nel buio e nel silenzio tipico dei paesi del Nord, ognuno rinchiuso dentro casa, porta chiusa e tele accesa come direbbe Lorenzo.
Ad un certo punto sento della musica, pensavo fossero i fumi di Maria che mi stessero tirando un brutto scherzo ed invece era proprio musica, dal vivo per giunta, proveniva dalla cantina di una delle tante villette della zona.
Mi ha colpito perchè ha rotto quel silenzio così triste in cui siamo abituati a vivere,ha rotto quel torpore che avvolge le strade, insomma mi è piaciuta soprattutto mi ha fatto ripensare alle vie trafficate di gente, colori, odori e musica di Dakar.
E questa è la prima.
Poi ieri sera finito di suonare mi son messo a leggere i cartelli della scuola elementare dove
ci troviamo, uno di questi indicava gli alunni in lista per il prossimo anno, beh, un 70% di questi era straniero, cioè dico il 70% roba che ai miei tempi sarebbe stato forse l'1%...e nonostante questo qual'è il partito che in proporzione ha preso maggiori consensi?
La Lega...che li vorrebbe cacciare tutti (sarà poi vero o è solo propaganda per prendere voti).
Non è un pò un controsenso?
Non sarebbe forse il caso di adeguarci un pò e cercare di creare un Paese multirazziale com'è giusto che sia?

giovedì, aprile 08, 2010

Dio perdona

Oggi ho abusato di un minore, non è la prima volta che lo faccio, non ne posso fare a meno, sono fatto così, ma ho chiesto perdono a Dio così posso stare tranquillo, Dio mi ha perdonato, non ho fatto nulla di male in fondo, non sono un mostro, ho chiesto perdono a Dio.
Ho parlato con i miei diretti superiori di questa cosa, loro mi hanno detto di stare tranquillo, che Dio mi perdona, di non dire nulla a nessun'altro,che Dio comunque mi ha perdonato e quindi posso stare tranquillo.
L'importante è che io sia tranquillo perchè sò che Dio mi ha perdonato.
Io sono un prete, non ho fatto nulla di male, non sono un mostro, sono un prete, le persone hanno fiducia in me, si confidano, chiedono aiuto, Dio mi ha perdonato e mi perdonerà ancora, la prossima volta che lo rifarò.

giovedì, marzo 25, 2010

Fame

Mi viene riferita questa notizia.
"Solo panini imbottiti per 8 bambini, al posto del piatto di pasta che mangiavano tutti. Ha deciso così una scuola elementare a Montecchio Maggiore, provincia di Vicenza, dopo che le loro famiglie non hanno pagato le rette della mensa scolastica. Tra i bambini ai quali è stato negato il pasto regolare, ce ne era anche uno piccolissimo, che frequenta ancora la scuola materna.
Il sindaco di Montecchio, Milena Cecchetto, si è difesa dicendo che le famiglie erano già state avvertite diverse volte sulla possibilità. “Qui non si tratta di voler inferire ai piccoli, ci mancherebbe. Le famiglie impossibilitate a pagare le rette dovevano avvisare. Era sufficiente restituire i moduli non compilati.” Il sindaco racconta che prima avevano 261 famiglie che non pagavano.
Aiutandole, sono riusciti a ridurre il numero ad otto. Le otto di cui i bambini non hanno potuto mangiare lo stesso pasto degli altri qualche giorno fa.
Quando hanno saputo della decisione del sindaco, le maestre della scuola hanno protestato. Anzi: hanno deciso di dividere il pasto degli altri bambini pur di far mangiarli tutti insieme, lo stesso cibo, senza discriminazione."

Alchè mi vengono in mente un paio di pensieri, uno cattivo e uno buono, escludendo per un istante l'intenzionalità o meno delle famiglie al non aver pagato le rette.
Quello cattivo è che se penso a quei farabutti dei governanti che quando si riuniscono per parlare della fame nel Mondo fanno pranzi e cene da capogiro e sti ragazzini si mangiano un panino un pò mi girano i coglioni.
E questo è quello cattivo.
Poi penso che in Africa nei villaggi la gente si divide anche un tozzo di pane pur di aiutarsi uno con l'altro penso che alla fine il Terzo Mondo siamo noi e non loro.
E questo è il pensiero buono.

martedì, marzo 23, 2010

Strano...ma vero!

Stamattina esco di casa per andare a prendere il Bedford che mi porta come sempre a lavorare e vedo davanti a casa un ragazzo della TNT con il motorino carico di buste e pacchi con una gomma a terra.
Mi avvicino a lui e gli chiedo se aveva fatto un incidente, lui si gira quasi spaventato e mi chiede di ripetere, io gli ripeto e lui allora ancora con il viso stupito e un pò teso mi risponde che aveva bucato.
Allora gli dico che se vuole ho il furgone che lo avrei caricato su col motorino e lo avrei portato al primo meccanico in zona.
Lui ancora con il volto stupito e un pò teso mi guarda e poi alla fine accetta, forse incredulo che qualcuno possa interessarsi ancora ai cazzi altrui.
Lo accompagno dal meccanico e vado a lavorare.
Morale: siamo talmente sfiduciati verso il prossimo che se qualcuno che non conosci ti offre un aiuto la cosa ti spaventa a morte.
Evviva la società moderna!

lunedì, marzo 08, 2010

Schifo

Si è proprio la parola adatta quando mi riferisco allo scenario politico di questo (beh non che prima sia stato meglio) periodo in Italia pre-elezioni.
Schifo, disgusto, vomito, pena e potrei andare avanti per righe e righe cercando vocaboli per similitudine ma che porterebbero sempre lì: schifo.
Da destra a sinistra, dall'alto al basso, in diagonale, a 360° solo un unico e grandioso schifo.
A chi mi dice di andare a votare il "meno peggio" io rispondo: schifo, skifo (alla moderna).

mercoledì, marzo 03, 2010

Sensazioni

Dopo averlo visto lunedì che muoveva i piedini quasi come se nuotasse ieri sera il piccoletto si è fatto sentire con due belle cartelle rifilate alla pancia della mamma e indirettamente alla mia mano che vi appoggiava sopra.
Direi che questo è stato il primo contatto con il babbo...mica male!

martedì, febbraio 16, 2010

Il Bonobo

"Vive in comunità estremamente pacifiche in cui maschi e femmine hanno pari diritti e dignità non sa cosa sia la competizione e condivide le risorse con tutti in maniera equa non conosce la guerra l'assasinio e la violenza, insomma stando a come si comporta il Bonobo: la scimmia è l'evoluzione dell'uomo.

Per il bonobo il sesso è alla base dei rapporti sociali, si accopia sia con etero che con omosessuali davanti a cibo i bonobo prima fanno un orgia e dopo mangiano senza mai litigare il bonobo non è agressivo è sessualmente appagato, non discrimina il diverso non va al family day...la scimmia è l'evoluzione dell'uomo

Bonobo Power evolvin society we improve the community and human eat the banana bonobo power abscence of authority no more cruelty we just play and come with love and human sucks

Durante i bombardamenti della seconda guerra mondiale i bonobo dello zoo di hellaburn morirono di spavento alle altre scimmie non accadde nulla, il bonobo è stato cacciato, sterminato, censurato il bonobo è una pericolosa alternativa sociale dimostra che in natura esiste l'omosessualità e che l'uomo è agressivo perchè sessualmente represso e soprattutto che l'unico vero modo per vivere in pace è giocare mangiare ed accopiarsi alla faccia di religiosi, intelletuali e politici ben pensanti."


Caparezza.

lunedì, febbraio 15, 2010

Via Padova

Pubblico un'email ricevuta dal gruppo "Orchestra di via Padova" in merito ai fatti accaduti di recente nell'omonima via.
Voglio pubblicarla perchè la approvo e mi ci ritrovo al 100%, condannando i telegiornali vi esorto a riflettere se invece della linea dura non fosse il caso di accettare la situazione così com'è e cercare di renderla più vivibile per tutti.
E' stato dimostrato storicamente che la repressione non porta da nessuna parte.
Ecco il testo integrale.

"In questi giorni vengono dette tante cose su Via Padova, sull'integrazione e sull'intolleranza.
Vista dal di fuori la nostra esperienza di condivisione sociale e culturale viene vista come qualcosa di eccezionale, di unico. Non è così.
Noi siamo lo spacchio di quello che non si vede nei telegiornali, delle persono normali, che vivono e convivono.
Delle mamme che portano i prorpi figli a scuola e poi si prendono un caffè al bar insieme, senza accorgersi neanche che magari una mamma è italiana, l'altra marocchina e l'altra peruviana, e il barista è cinese.
Nessuno se ne accorge perché è la cosa più normale di questo mondo, e le cose normali non fanno notizia.

Quello che è successo è tremendo: per futili motivi è scoppiata una rissa e un ragazzo ha accoltellato un altro ragazzo.
Nessuno parla di questo perché è molto più d'effetto mettere il dito su uno scontro interetnico che in realtà non esiste fra le persone che quotidianamente lavorano e vivono in pace.
Dopo questo fatto, pochi facinorosi, indisturbati, hanno incominciato a devastare. Per ore hanno agito liberamente e impunemente lasciando credere che Via Padova sia quella cosa lì.
Loro erano qualche decina, Via Padova è 4 chilometri e mezzo di case piene di persone.

Noi, insieme agli Amici del Parco Trotter chiediamo che il Comune non ci mandi solo l'esercito, ma soldi e risorse per risanare le scuole, assistere gli anziani, i giovani, i bambini, creare spazi di incontro e socialità, migliorare la vita del quartiere e renderla più sicura dal punto di vista, prima di tutto, sociale."

giovedì, gennaio 28, 2010

Noi amiamo Silvio

Accorrete in edicola ad acquistare il primo numero della collana dedicata al nostro caro amato Presidente!
Da non perdere!

martedì, gennaio 26, 2010

Ipse Dixit

In una manciata di giorni due grandi notizie che riguardano la stessa persona, la prima è che l'erede è un maschio, la seconda è che si chiamerà Christian Mario.
Ora abbiamo il sesso ed il nome!
Il cammino prosegue.

venerdì, gennaio 22, 2010

Soddisfazioni

"Ci tenevo a comunicare a tutti gli Djembappel e soprattutto a quelli che hanno suonato in varie occasioni all'umanitaria che è stato terminato il primo pozzo nel villaggi di 'mbe elon - Cameroun e lunedi dovrebbero cominciare gli scavi del secondo!
L'acqua è stata trovata abbastanza facilmente come si pensava.
Rispetto al terzo pozzo, i soldi raccolti erano sufficienti per i primi due, quindi adesso l'humaniter sta studiando il modo di organizzare uno o più eventi di raccolta fondi.
Ma questa è un'altra pagina.
La cosa importante e bellissima è che adesso sgorga l'acqua nel villaggio di
'mbe elon e grazie alle gocce di ciascuno!

mercoledì, gennaio 20, 2010

Anno nuovo

Nuova energia, è quello che mi sento addosso, mi sento pervaso da un'energia rinnovata, potente, voglia di fare e disfare, voglia di vivere.
Il 2010 deve essere un anno di energia, l'energia sarà il mio 2010.
Messaggio a tutti coloro che cercano quotidianamente di succhiarmi la mia energia: state perdendo tempo, ho talmente tanta energia che rimarrete sopraffatti da essa.
Energia è la parola del 2010.
Energia è musica.
Energia è una nuova vita.
Energia è amore.
Il resto è solo un contorno.

lunedì, gennaio 04, 2010

Bala kulandyan

Bala kulandyan! Den de ka fissa!
Kèmè ta iye n'sö dden na!
I ba kèmè kè den kelen sonko di.
Kèmè ta iye n'sö den na!

martedì, dicembre 29, 2009

Fine anno

Due chicche di fine anno giusto per fare un pò di polemica che non guasta mai.
Prima chicca.
Mi sto informando per disdire la chiavetta internet della 3 (che a casa mia non prende bene, quasi tipo modem da 56k).
Pensavo fosse più semplice...sul sito della 3 non c'è scritto niente (ovvio), chiamo il 133 e dopo 10 min di menù incomprensibili riesco magicamente a trovare quello per parlare con un operatore.
Ok ci siamo...tutti gli operatori sono occupati, rimanga in linea.
Rimango in linea.
Dopo 20 min una vocina mi avvisa che il credito della mia scheda è terminato.
Morale, 5€ bruciati così più altri addebitati sulla scheda della chiavetta, per niente, ancora non sò come disdire la chiavetta.
Complimenti.
Seconda chicca.
La nuova pubblicità della FIAT 500 che quasi quasi (dico quasi ma a dire loro lo è) sembra che andare in giro con la 500 faccia bene all'ambiente.
Complimenti.

giovedì, dicembre 17, 2009

Libertà

L'Antitrust annuncia orgogliosa di avere vinto la battaglia contro il nemico Microsoft che renderà finalmente libera la scelta del browser anche su sistemi Windows.
La Cina annuncia orgogliosa di fottersene se il Pianeta sta andando a ramengo e di essere intenzionata a continuare la sua scalata verso non sò dove.
Questa è libertà.

giovedì, novembre 26, 2009

Non capisco...

Alla televisione, sui giornali, nelle vetrine, nei volantini, si vende tutto con la formula paghi 1 prendi 10, se prendi 10 ti regalo 5, se prendi 20 ti regalo 10 e così via, si vende cibo a quantità giganti allo stesso prezzo di quantità piccole, ti serve la carta igienica?Comprane 2000 rotoli al prezzo di 1000 così potrai asciugare il culo a te e alla tua famiglia per i prossimo 20 anni (sempre che non abbia problemi evacuatori).
E le medicine?Adesso gli sconti li fanno pure su quelle, vai in farmacia c'è la vetrina delle offerte, evvai...le automobili ormai non inquinano più e costano una cazzata, tutti sotto a comprare automobili dai.
Dall'altra parte del Mondo la popolazione non ha accesso neanche alla razione minima giornaliera di cibo e le medicine sono un miraggio, la realtà è un pugno di burro di karitè e una pacca sulla spalla e per muoversi pedalare (a piedi) che la strada è lunga.
Non capisco, secondo me c'è qualcosa che non va...che ne dite?

sabato, novembre 21, 2009

Ti ricordi?

Ti ricordi quando da piccolo mi lanciavo tra le tue braccia e tu mi prendevi al volo e mi stringevi a te e mi chiamavi "Bel patanin"?
Ti ricordi che anno dopo anno non ce la facevi più a prendermi ma solo perchè io diventavo sempre più grande e pesante.
E ti ricordi quando con Andrea abbiamo dato fuoco alle galline e poi con un secchio d'acqua abbiamo cercato di spegnerle e tu hai strillato un pò ma mai davvero arrabbiata e quella volta ancora con lui che ti abbiamo rotto il lampadario in camera e quando saltavamo sul fieno che te lo abbiamo rotto tutto.
Gli anni passavano e la domenica da te era ormai un'istituzione, un momento felice anche per ritrovare il sapore di campagna e di antico ormai perso in noi gente di città.
Ora che non ci sei più una parte della mia vita se ne andata via con te, 35 anni passati a sapere che la domenica quando volevo potevo vederti.
Nonna.

martedì, novembre 17, 2009

Serata

L’Associazione Siraba Italia in collaborazione con Progetto Anitié è lieta di invitarvi a:



“SUONI SOLIDALI”

Tamburi, canti, danze e melodie d’Africa con

DAOUDA DIABATE & DJEMBAPPEL



Ed esposizione fotografica a cura di Progetto Anitié



SABATO 21 NOVEMBRE

Ore 21,30

CASSINA ANNA, Via Sant’Arnaldo, 17




Da circa quindici anni l’Associazione Siraba Italia, in collaborazione con la gemella Association Siraba di Bobo Dioulasso, in Burkina Faso, porta in diversi ambiti sociali la cultura tradizionale dell’Africa Occidentale.

Nei teatri, nelle piazze e nelle scuole, nelle zone di disagio sociale, fisico e psichico.

Ambiti dove, con la sua ricchezza culturale ed artistica, ha potuto lasciare e lascia tuttora dei segni importanti.

Africa fiera e ricca di umanità, Africa che ci riporta valori di collettività, di solidarietà, di relazione che noi, forse troppo occupati nella corsa verso il benessere, abbiamo trascurato.



Ma nel testimoniare tanta bellezza, non vogliamo e non possiamo dimenticare l’altra faccia di questo paese tanto ricco di umanità: la lotta quotidiana di amici cari, vicini di casa, famiglie del quartiere, ragazzi, padri, madri e figli che ci mandano messaggi di richiesta d’aiuto.

Mancano soldi per far fronte alle spese scolastiche, che sono le prime ad essere sacrificate. Mancano per far fronte ad imprevisti di salute, e spesso, purtroppo, anche per qualche sacco di riso e mais i cui prezzi crescono sempre di più. La solidarietà tra vicini non basta più e tantomeno il nostro piccolo sostegno personale.


Così facciamo appello a chiunque voglia credere ad un sistema tanto diretto, attraverso il quale ogni centesimo può andare a sostenere chi attraversa momenti di difficoltà estrema.


Non si cambia il destino dell’Africa, ma semplicemente si permette a dei bambini e ragazzi di continuare i loro studi, unica possibilità di miglioramento economico e sociale, e a dei padri ed a delle madri di tirare un po’ il fiato e riprendere le forze per lottare.









Ingresso ad offerta libera (a partire da 5 €)





Tutto il ricavato sarà devoluto a SUONI SOLIDALI,

scolarizzazione, salute e beni di prima necessità

a Bobo Dioulasso, Burkina Faso



I VOSTRI BAMBINI SARANNO OSPITI GRADITI

Si consiglia prenotazione via telefono o via mail



Associazione Siraba Italia

347/0053845 siraba99@hotmail.com





A chiunque fosse interessato chiediamo di inviarci l'indirizzo e-mail o di registrarlo durante la serata sulle apposite schede, in modo da poter essere aggiornato sull’effetto di questa azione.



Inoltre chiunque volesse diffondere questa raccolta può contattarci personalmente.



Grazie, a presto

Marco Patanè e Lalla Aicha Traore

Associazione Siraba Italia

mercoledì, novembre 04, 2009

Coda e salute

Stasera devo andare dal medico a far vedere le lastre della mia fottuta schiena e mi sto già preparando a quello che sarà il solito scenario pietoso delle solite lamentele.
Le sale di attesa dei medici della mutua sono tutte uguale, gente che si lamenta del ritardi di 15/30 minuti rispetto al suo appuntamento, lamentele che si protraggono spesso per tutto il corso dell'attesa e che coinvolgono un pò tutti i partecipanti che a loro volta si lamentano e la lamentela avanza interperrita.
Ma dietro tutto questo nessuno che si ferma a pensare che forse un'attesa non è poi così male se poi si può usufruire di un medico senza dover pagare che magari ci aiuta a risolvere i nostri problemi fisici o quantomeno ci indirizza verso una cura, nessuno pensa che in altre parti del Mondo le persone non hanno accesso alla sanità pubblica e che magari per colpa di questa carenza ci lasciano le penne per una diarrea.
Meditate gente meditate.

giovedì, ottobre 29, 2009

Nuovo entusiasmo

Dun Dun
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domenica, settembre 13, 2009

Stevia

Dopo mesi di attesa finalmente è arrivato il grande giorno, il giorno della Stevia, passata da pianta erbacea quasi insignificante a soluzione idroalcolica dolcificante naturale, e direi che funziona!
Ora nei prossimi giorni proseguiranno le prove per capire un pò òe dosi ma direi che ci siamo in pieno!
Sono strafelice!
Per chi fosse interessato e volesse approfondire c'è questo sito http://www.xmx.it/stevia.htm molto ben fatto che spiega cos'è la Stevia e come la si può utilizzare ed il perchè in Europa è proibita.
Buona Stevia a tutti!

giovedì, settembre 10, 2009

Di ritorno dall'Africa

Un primo bilancio a due settimane di ritorno dai fantastici 18 giorni trascorsi in Kenya, consapevolezza sempre più forte di quello che ho e della fortuna che mi è stata concessa di avere una famiglia come quella che ho e di essere nato in questo fottutissimo Paese, consapevolezza di non lamentarsi più per praticamente niente che i miei problemi non sono problemi ma solo tentativi di miglioramento che anche se non accadono non succede nulla, consapevolezza di come cazzo vive male la gente qui e di quanto la mia insofferenza verso questa società sia sempre più forte.
Se l’Africa fa bene da una parte è anche vero che dall’altra ti fa scoprire cose che prima d’oggi non avevi mai notato e che ti rendono la vita quotidiana sempre più difficile da sopportare.
Un ringraziamento particolare va a tutti i ragazzi di Watamu che con la loro simpatia e sfacciataggine ci hanno riempito le giornate trascorse lì, ai bambini dell’orfanotrofio di Timboni che con i loro sorrisi ci hanno riempito il cuore di amore e tenerezza.
Che dire, arrivederci Africa a presto (il più presto possibile).

martedì, luglio 28, 2009

Difficile dirlo ma a 35 anni di distanza mi sono reco conto che a poche centinaia di km da qui c'è un posto magnifico che si chiama Toscana.
Il territorio, il cibo, la cordialità e la pacatezza delle persone che ci vivono, i colori e i profumi della terra, quel senso di serenità che ti lascia addosso.
Un altro schiaffo morale al luogo dove abito che mi sta ogni giorno di più stretto.

lunedì, luglio 20, 2009

Accidenti a te!

Oggi voglio raccontare una situazione simpatica, niente critiche a nessuno o lamentele.
Premessa, al piccolo Cippa piacciono le more, ma gli piacciono talmente tanto che quando siamo dalla nonna in campagna se le va a prendere da solo dalla pianta con i problemi di spine del caso.
Vabb?...nel giardino di casa ho una pianta di more, di quelle senza spine, gioved? avevo notato che alcune erano quasi mature, ho detto bella l? luned? quando torno me le mangio, a pranzo oggi vado l? per prenderle e puff erano sparite, staccate di netto come se fossero state raccolte, mi giro, mi rigiro verso la pianta e vedo Cippa che fa per agguantarne un'altra mezza matura.
Ma si pu??!?!?

mercoledì, luglio 15, 2009

Oggi l'Italia intera si stringe unita intorno al militare caduto combattendo in un paese straniero una guerra di cui ignorava il significato e che solo i Grande della Terra sanno davvero perchè si combatte.
Oggi in Italia un militare che mesi fa ha sparato uccidendo un ragazzo che si scazzottava si vede assegnare dalla Giustizia italiana 6 anni di carcere che, conti alla mano, in Italia si ridurranno forse ad uno effettivo di reclusione e a piangere c'è solo il padre della vittima che si vergogna di essere italiano.
Beh,caro padre,sò che servirà a poco ma a vergognarsi di essere italiano non sei solo tu...

domenica, luglio 12, 2009

LETTERA DI UN EX RESIDENTE DELL´AQUILA

Le ho contate, dovrebbero essere una ventina circa.
Almeno una ventina di persone, conoscenti e amici che sanno quello che è
accaduto alle 3:32 del 6 aprile, ma che nell´ultima settimana mi hanno
chiesto se fossi tornato all´Aquila per preparare gli esami.
Forse mi devo scusare con loro, perchè la mia risposta ha sistematicamente
destato un pò di imbarazzo:
"L´Aquila non esiste più"
"Ah già, scusami"
Ah già.
Ma è giustificabile.
Ormai le reti nazionali non parlano più del terremoto dell´Aquila,
troppo prese a parlare prima della crisi coniugale del premier,
poi della crisi economica ormai superata brillantemente dalla nostra
nazione,poi della pseudo-crisi dell´amministrazione siciliana,
poi delle quotidiane crisi di nervi di questo o quel politicante.
Queste sì che sono notizie.
E quelle rare volte che si parla ancora del terremoto dell´Aquila i toni
sono esaltanti,c´è chi lo definisce "il successo del governo",
chi parla del "miracolo del premier".
Si parla di ricostruzioni avvenute,di problemi risolti.

NON È VERO.

Le notizie riportate sono solo specchieti per le allodole,
azioni di facciata per mostrare un fantomatico intervento-lampo del governo.
La verità è tutt´altra.
La gente ormai da quasi due mesi vive in tenda, e lo fa sia negli afosissimi
pomeriggi dei giorni scorsi, sia nelle notti di vento e pioggia, come questa.
E quelli che sono negli alberghi sulla costa si godono ancora per poco il
sogno di una lunga e gratuita vacanza al mare, ormai in attesa (a giorni) di
essere messi alle porte in vista dell´inizio imminente della stagione balneare.
Di costruzioni per ora nemmeno l´ombra, perchè fino al G8 dell´Aquila si
deve lavorare per accogliere i rappresentanti delle più grandi nazioni del mondo.
A mandare avanti la baracca ci sono i volontari della Protezione Civile, i
volontari dei Vigili del Fuoco, i volontari delle varie Associazioni di
Pubblica Assistenza, che si spaccano la schiena per mantere vivibile la
condizione ma sempre più si lamentano della scarsa presenza dello Stato,
della scarsità di fondi (3.1 miliardi in 24 anni sono BRICIOLE), dei ritardi
nei lavori (ad ora, nessuna delle promesse fatte nelle subito successive al
terremoto è stata mantenuta).
E se si lamentano di ciò i volontari che dopo una settimana tornano nelle
loro tiepide case, come direbbe Primo Levi, pensate come possono stare le
persone che una casa dove tornare non ce l´hanno affatto, che non sanno più
cos´è la privacy, che sognano una doccia dignitosa.
Non mi sembra il quadro di un successo, questo.
Non mi sembra una situazione risolta.
Lo scopo di questa lettera è solo ricordare a tutti che non sentire più notizie
in tv non vuol dire che ora tutto sia tornato alla normalità.

RICORDATELO: L´EMERGENZA NON È FINITA.

lunedì, giugno 15, 2009

La musica continua, donidoni come i fratelli burkinabè ci insegnano, la vita continua, un pò meno donidoni come la società in cui viviamo vuole, ma si cerca di rallentare, di dominare e non di farsi dominare dal tempo.
Fine settimana passato splendidamente nella mia amata terra natìa in compagnia della sempre più matornia Nonna/Mamma Mimma, i miei zii sempre più persi nel loro Mondo e i miei cuginetti che ormai "etti" non sono più ed iniziamo ad assaporare l'odore acre ma delizioso della bagiana.
Stasera si suona e sabato via con un'altra esibisione, si accompagna la danza, espressione divina dell'uomo che inneggia Dio, qualunque esso sia e dovunque sia.
Aspettando il prossimo fine settimana e meno a breve aspettando l'Africa ci si immerge nuovamente nell'assurdo mondo del lavoro.

martedì, maggio 12, 2009

Soddisfazioni, queste misteriose e sempre più rare emozioni nella nostra vita,la domanda che ci si porge più spesso è dove trovarle, nel lavoro manco a parlarne,troppo schifo, spesso neanche nella propria famiglia, mogli/mariti troppo distratti,figli troppo viziati...ma allora dove si possono trovare queste soddisfazioni?
Beh io una l'ho trovata, anzi la sto trovando ogni tanto quando suono, tipo ieri sera che ero ai bassi, al kenkenì per esattezza, rilassato, Giovanni spara un solo, parte bene, poi si perde via, l'ho beccato subito, il mio orecchio si sta raffinando, stessa serata, ritmo nuovo, dopo un pò che ci provo capisco il giro della triade e con il mio kenkenì entro ed esco quando mi pare...che bello.

mercoledì, aprile 29, 2009

Il we del 1° Maggio che quest'anno cade proprio bene lo passerò a Livigno insieme a Stefano e le mogliettine, un pò di relax e soprattutto un pò di aria buona (anche se fredda) non guasta mai anche se un pò mi dispiace di non andare a suonare alla festa di domenica...
A parte tutto tra uno schifo e un altro sono tranquillo, è un periodo tranquillo, sono impegnato sempre con la musica e il Bedford che a vederlo non lo si riconosce più (dentro), grazie soprattutto alla mano d'oro di Romueldo che come sempre è il protagonista quando c'è da fare qualcosa di manuale!
Aspettando che arrivi la primavera mi godo questo periodo di buonumore anche in relazione al fatto che incredibilmente abbiamo già preso i biglietti niente poco di meno che per il Kenya!!!
Ebbene si...20 giorni in Kenya ci stanno proprio bene ad Agosto...si torna in Africa!
Il prossimo giro però ci vorrei andare per la musica però che devo dire...io senza il mare non ci sò stare mi sà che la mia meta sarà la Guinea che sposa bene mare e musica...vedremo!
Hakuna Matata.

giovedì, aprile 16, 2009

Ci sono periodi nella vita felici ed altri meno felici, questo periodo per me non è nè felice nè infelice, è un periodo così, passato tra alti e bassi ma sempre non troppo alti e neanche troppo bassi, apatico potrebbe essere il termine giusto per descrivere il mio stato d'animo, cerco di sollevare la situazione ma ogni volta sembra che non ci riesca, nonostante alcune cose siano volte al meglio non sembrano abbastanza.
Allora mi chiedo dopo aver provato alcune strade se queste non siano quelle corrette, se fossero altre le strade da seguire, non lo sò, non lo sò davvero, che confusione e che sconforto mi pervade talvolta.
Ci vorrebbe il coraggio di cambiare via, voltare pagina ma sembra tutto così difficile, forse perchè davero non la si conosce quella strada alternativa che esiste solo nella mia mente ma non ha nulla di concreto, non ha un nome e non si sa dove porti e neanche dove andare ad imboccarla.

lunedì, aprile 06, 2009

Un paio di settimane fa abbiamo in contrato la ragazza che ci ha portati in Senegal questo inverno,le abbiamo dato un paio di scatoloni (piccoli a dire il vero) per delle persone giù alle quali siamo rimasteparticolarmente legate, uno scatolone conteneva materiale informatico, l'altro dei vestiti per poppi e qualche maglia
per adulto...poca roba...quello che si poteva portare giù insomma.
Beh fatto stà che ieri sera intorno alle 23 ora italiana suona il cellulare di Romina, dall'altra parte una voce di donna che parlain francese, era la mamma di Khadi che ci ringraziava per il pacco...è stata una gradita sorpresa, questo significa cheal Mondo c'è ancora qualcuno con cui poter avere un rapporto sincero...chissà cosa hanno pensato delle foto che abbiamo messo dentro lo scatolone!!!

giovedì, marzo 26, 2009

H2O ACQUA IN BOCCA: VI ABBIAMO VENDUTO L'ACQUA di Rosaria Ruffini

Mentre nel paese imperversano discussioni sul grembiulino a scuola, sul guinzaglio al cane e sul flagello dei graffiti, il governo Berlusconi senza dire niente a nessuno ha dato il via alla privatizzazione dell'acqua pubblica..
Il Parlamento ha votato l'articolo 23bis del decreto legge 112 del ministro Tremonti, che afferma che la gestione dei servizi idrici deve essere sottomessa alle
regole dell'economia capitalistica.
Così il governo Berlusconi ha sancito che in Italia l'acqua non sarà più un bene pubblico ma una merce, e quindi sarà gestita da multinazionali (le stesse che possiedono l'acqua minerale).
Già a Latina la Veolia (multinazionale che gestisce l'acqua locale) ha deciso di aumentare le bollette del 300%.
Ai consumatori che protestano, Veolia manda le sue squadre di vigilantes armati e carabinieri per staccare i contatori.
La privatizzazione dell'acqua che sta avvenendo a livello mondiale provocherà, nei prossimi anni, milioni di morti per sete nei paesi più poveri. L'uomo è fatto per
il 65% di acqua, ed è questo che il governo italiano sta mettendo in vendita. L'acqua che sgorga dalla terra non è una merce, è un diritto fondamentale umano e nessuno può appropriarsene per trarne illecito profitto.
L'acqua è l'oro bianco per cui si combatteranno le prossime guerre. Guerre che saranno dirette dalle multinazionali alle quali oggi il governo, preoccupato
per i grembiulini, sta vendendo il 65% del nostro corpo.
Acqua in bocca.

domenica, gennaio 25, 2009

 
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Lascio la parola ai compagni di viaggio, questa è stata la mia Africa.

"Amici senegalesi, voi che spaventati vi difendevate dalle zanzare, ma inconsapevoli siete stati infettati da un virus ancora più letale, quello del sorriso, della gioia, della semplicità, della voglia di giocare.
Ora vi prego, non fatevi curare, cullatevi in questa dolce malattia, rimanete senegalesi e portate luce e colore in questi nostri luoghi grigi e scuri. Un passo di danza, un rullo di tamburo, un dolce canto, basta un piccolo gesto x cambiare in meglio la giornata".

"Ragazzi teniamo vivo questo senso di fratellanza e di voglia di espanderci perchè è un dono e non si compra al supermercato, e non ci arricchisce neanche come il migliore degli investimenti...però ci rende vivi ed in contatto con l'universo più lontano, che ha scelto potou per connetterci.....sta solo a noi restare vivi e non rimettere tutto nei ricordi di ...una piacevole vacanza".

"E' straordinariamente bello quello che abbiamo vissuto e scambiato in Senegal e ciò che continuiamo a sentire dentro di noi per quella che sembrava essere "solo" una vacanza ma che, invece, è stato un vero "viaggio" (fuori e dentro di noi), una scoperta di "terre nuove" (Mimmo, mi concedi il prestito della frase?) e di popoli, di culture e di modi diversi di vivere: è stato, per me, un affacciarmi ad un mondo che respira, che è vitale nonostante le difficoltà, generoso, che vive di rapporti umani semplici ma fondamentali... Sono felice di avervi conosciuto, tutti, e continuate a mancarmi molto perché quell'atmosfera che ho respirato in Africa, a Potou, è stata per me veramente unica, preziosa e, lasciatemelo dire, nuova, in un mondo dove tutto va di corsa, imperterrito, egoista, senza sorrisi.
E grazie allora ancora una volta per i vostri sorrisi, il vostro entusiasmo, la vostra unicità, il vostro "dare" in modo spontaneo e diretto, semplice ed indimenticabile... Ogni tanto mi tornano in mente gesti e situazioni che mi fanno tornare a sorridere e mi solleticano gioia.
Grazie a tutto lo staff di amici senegalesi ed africani, ci avete accolto con un abbraccio generoso ed allegro a dir poco commuovente.
Grazie a te, Barbara, per l'opportunità che ci hai regalato di vivere tutti insieme, come in una grande famiglia allargata e serena, sotto un tetto di paglia e di buonumore, colorato da stoffe ma anche da scambio di culture, di grande lavoro ed operosità di tutti.
Ed è straordinariamente bello che ora le nostre teste si stiano scervellando per creare altre occasioni d'incontro, nuovamente di scambio e di collaborazione... Abbiamo tolto un po' di calcare alle nostre menti ed ora sento l'energia vitale di tutti noi che si risveglia e vuole creare opportunità, inventare concretezza. Ed ecco allora la voglia di Valerio ed Ilaria di pensare in quale modo portare gli artisti e tutto lo staff in Italia per promuovere cultura, musica e danze, Vincenza che contatta banche, commerci equi e solidali per diffondere tecniche di piantagioni biodinamiche, io che parlo con un mio amico che lavora per Licia Colò per cercare di strappargli un invito degli artisti in trasmissione... Non lo so, in altre situazioni forse ci saremmo arresi fin da subito, ma sento forte la carica e la voglia in molti di noi di far qualcosa e mi dico che l'unica spiegazione è che siamo stati, come dire, "rivitalizzati" da questa Africa, madre di tutte le terre, origine di tutti i cammini... Chissà dove ci porterà... Ma credere in qualcosa, progettare un futuro, desiderare cambiamenti è senza dubbio trainante, ottimistico, è movimento, è speranza... Se poi ci fosse quell'entusiasmo che c'era nel progetto di Camarà di aprire un bar in Guinea, in cui già tutto era stato pensato, e fin nei minimi dettagli, in ogni particolare, che quasi ci pareva di sentire il profumo di caffè touba solleticarci il naso, di vedere i tavoli apparecchiati, di sedersi sulle sedie di bambù con la stessa travolgente energia che aveva lui nel descriverceli, beh...., allora sfonderemo i muri e ogni cavillo legislativo italiano, che ne dite???".

"Da parte dei fantastici maestri, delle allegre guide, del custode sognatore, dei meravigliosi bambini, del gattino viziato, degli abitanti di potou e soprattutto delle infaticabili cuoche:
GRAZIE PER ESSERVI FERMATI CON NOI AD ASCOLTARE IL RITMO DEL RESPIRO DELLA VITA.
CHE OGNI ISTANTE RESPIRATO IN SENEGAL VI ACCOMPAGNI NELLA VITA COME UN PUGNO DI SASSETTI COLORATI DA RACCOGLIERE SUL SENTIERO VERSO I VOSTRI SOGNI!".

mercoledì, dicembre 24, 2008

Alla fine sono arrivato al giorno prima della partenza, domani mattina l'aereo mi porterà in Africa, un viaggio pensato e voluto da parecchio tempo, c'è agitazione in casa, sembra tutto normale ma non è così, ogni tre pensieri uno è rivolto al viaggio, a quello che ci aspetta...chi lo sà!
Che dire, ora come ora non c'è null'altro che possa essere più importante di domani mattina quando lasceremo il continente europeo per quello africano.
Buon viaggio Cino e Kietta.

sabato, dicembre 06, 2008

Un video molto interessante riguardante la produzione della Misola, una farina molto nutriente che in Mali sta dando ottimi risultati per la lotta alla malnutrizione.

lunedì, dicembre 01, 2008

Pronti partenza via, primo giorno di lavoro, sempre abbastanza drammatico, nel senso che sei lì spaesato con persone che ti parlano di cose che non hai la pià pallida idea di cosa siano, che borbottano tra loro, cerchi di studiare la situazione, un poco alla volta però, inutile cercare di capire tutto subito, sarebbe uno spreco di energie.
Stamattina addirittura quando mi sono svegliato pensavo di essere in ritardo per il treno...ci vorrà ancora un pò di tempo prima che passi, tre anni sono tanti da dimenticare...

giovedì, novembre 27, 2008

Stamattina una mia collega imprecava che ieri sera ha tardato ad arrivare a casa perchè avevano chiuso la Metropolitana perchè un tipo s'è buttato sotto, alchè tutti gli altri intorno si sono uniti alle imprecazioni aggiungendone altre contro il suicidante ormai defunto, frasi del tipo "Ma uno che vuole ammazzarsi non lo può fare fuori dall'orario di punta?", oppure "Ma non poteva farlo in casa sua col gas?", che sta a vedere che quel poveraccio magari una casa manco ce l'ha. Boh senza farla troppo lunga io mi sono permesso di dire che nessuno si è chiesto quali ragione potressero avere spinto un uomo a farla finita in quel modo o meglio a farla finita e basta, quale disperazione fosse così grande da farlo privare del bene più importante che abbiamo, la vita. Niente da fare, hanno continuato ad imprecare, forse sono io che non capisco.

martedì, novembre 25, 2008

Siamo ad un mese esatto dalla partenza, iniziano i primi pensieri, le prime emozioni, i primi timori di quelli che come noi stanno per andare in un continente mai visto e sicuramente un pò fuori dai canali comuni.
Ogni tanto ne parliamo, facciamo pensieri di come sarà, di quello che succederà, pur sapendo che è tutto inutile perchè anche sforzandoci non potremmo mai capire come sarà, è troppo lontanto da ogni nostra immaginazione, è l'Africa.
Quindi non ci resta altro che aspettare, vivere questo mese giorno dopo giorno pensando al dono che ci regaleremo a Natale, un dono speciale che rimarrà per sempre nei nostri ricordi.

lunedì, novembre 24, 2008

La verità è che mi sento impotente e non riguarda la sfera sessuale no, quella non centra, mi sento impotente nei confronti di quello che succede fuori dalla sfera della mia vita e talvolta pure dentro quella (raramente fortunatamente).
Quando capita qualche fattacio penso sempre che si sarebbe potuto fare qualcosa per evitare l'accaduto ma alla fine mi rendo conto che materialmente non avrei potuto fare nulla e, peggio ancora, non ci sarebbero state alternative.
Alternativa, una parola che ultimamente mi sta mettendo addosso un'angoscia spaventosa, puoi vivere nel posto peggiore nel peggiore dei modi ma se non hai un'alternativa sei il peggio del peggio, senza una via di uscita.
Oggi come oggi sento che manca un'alternativa e non parlo di un'alternativa personale ma di un'alternativa globale, non c'è non esiste.

mercoledì, novembre 19, 2008

Io per capire se una persona era adatta a me ci stavo insieme, ci uscivo, cercavo di condividere momenti della vita, insomma tutto quello che si è sempre fatto da che mondo è mondo...ma ora...è da tempo che gira una pubblicità che se mandi un sms al 48277 con il tuo nome e quello della persona ti rispondono con una percentuale che indica l'affinità di coppia, insomma se ci devi stare con questa o se la devi mollare perchè non idonea a te.
Ma quanto tempo ho perso nella vita a cercare di capire quando sarebbe bastato un semplice sms ed il gioco era fatto!
Evviva la tecnologia!

lunedì, novembre 10, 2008

Ieri pomeriggio mentre tornavo a casa con mia moglie e mio suocero da una splendida giornata passata nel Monferrato sento alla radio il sindato della Capitale che parla della festa delle Forze Armate e di quanto questi ragazzi coraggiosi si sacrifichino per il bene della comunità.
Dunque, premettendo che non si può e non si DEVE fare di tutta un'erba un fascio (e scusate la parola fascio) riporto per correttezza l'articolo di oggi di Repubblica riguardo i fatti del G8 e della scuola Diaz.
A voi una riflessione sulle parole del Sindaco.



UNO STATO che vessa e maltratta le persone private della libertà non è uno Stato democratico. Una polizia che usa la forza non per impedire reati, ma per commetterne, non può essere considerata "forza dell'ordine". Fatti di questo genere distruggono la credibilità delle istituzioni più di tanti insuccessi dei poteri pubblici". Valerio Onida, giudice emerito della Corte Costituzionale. Sono parole che bisogna tenere a mente ora che il processo per le violenze della polizia nella scuola "Diaz", durante i giorni del G8 di Genova, è prossimo alla sentenza.

* * *

Il 21 luglio del 2001 è il giorno più tragico del G8 di Genova. È morto Carlo Giuliani in piazza Alimonda in una città distrutta dai black bloc ? che riescono inspiegabilmente a colpire indisturbati e a dileguarsi senza patemi. Per tutto il giorno, Genova è insanguinata dai pestaggi della polizia, dei carabinieri, dei "gruppi scelti" della guardia di finanza contro cittadini inermi, donne, ragazzi, anche anziani, spesso con le braccia alzate verso il cielo e sulla bocca un sorriso.

Ora, più o meno, è mezzanotte. Mark Covell, 33 anni, inglese, giornalista di Indymedia.uk, ozia davanti al cancello della scuola Diaz, diventato un dormitorio dopo che i campeggi sono stati abbandonati per la pioggia. Covell si accorge che la polizia sta "chiudendo" la strada. Avverte subito il pericolo. Estrae l'accredito stampa, lo mostra, lo agita. I poliziotti, che lo raggiungono per primi (sono della Celere, del VII nucleo antisommossa del Reparto Mobile di Roma), lo colpiscono con i "tonfa" o "telescopic baton", più che un manganello un'arma tradizionale delle arti marziali: rigido e non di caucciù, a forma di croce: "può uccidere", se ne vanta chi lo usa. Colpiscono Mark senza motivo. Come, senza ragione, un altro poliziotto con lo scudo lo schiaccia ? subito dopo ? contro il cancello mentre un altro, come un indemoniato, lo picchia alle costole. Gli gridano in inglese: "You are black bloc, we kill black bloc" ("Tu sei un black, noi ti uccidiamo").

Covell cade finalmente a terra. E' semisvenuto, in posizione fetale. Potrebbe bastare anche se fosse un incubo, ma per Mark il calvario non è ancora finito. Tutti i "celerini" che corrono verso la scuola lo colpiscono a terra con calci (il pestaggio di Covell è ripreso da una videocamera). Covell rimarrà, esanime, circondato dall'indifferenza, in quell'angolo di via Cesare Battisti, al quartiere di Albaro, per oltre venti minuti. Ha una grave emorragia interna, un polmone perforato, il polso spezzato, otto fratture alle costole, dieci denti in meno. Quando si sveglia in ospedale, viene arrestato per resistenza aggravata a pubblico ufficiale, concorso in detenzione di arma da guerra e associazione a delinquere. (E' ancora aperta l'indagine per individuare i poliziotti che lo hanno quasi ucciso. L'accusa: tentato omicidio).

* * *

Distruggere. Annientare. E' con questo obiettivo che, dopo aver abbattuto con un blindato Magnum il cancello, le prime tre squadre del Reparto Mobile di Roma (trenta uomini) invadono, a testuggine, il pianoterra della scuola. Arnaldo Cestaro, "un vecchietto", è sulla destra dell'ingresso. Viene travolto. Lo gettano contro il muro. Lo picchiano con i "tonfa". Gli spezzano un braccio e una gamba. Ora ci sono urla e baccano. Nella palestra, ai piani superiori ragazzi e ragazze - anche chi si è già infilato nel sacco al pelo per dormire - comprendono che cosa sta accadendo.

Tutti raccolgono le loro cose, il bagaglio leggero che si portano dietro da giorni. Si sistemano con le spalle al muro; chi in ginocchio; chi in piedi; tutti con le braccia alzate in segno di resa; chi ha voglia di un'ultima "provocazione" mostra al più indice e medio a V. Daniel Mc Quillan, quando vede le divise, si alza in piedi e dice: "Noi siamo pacifici, niente violenza". "Come se fossero un branco di cani impazziti, sono su di lui in un istante e lo colpiscono, lo colpiscono, lo colpiscono?", dicono i testimoni. La furia dei celerini si scatena contro chiunque e dovunque, irragionevolmente, con furore (si vede uno che mena colpi con una specie di mazza da baseball).

Melanie Jonach racconterà di essere svenuta subito al primo colpo che la raggiunge alla testa. Gli altri, che vedono la bastonatura inflittale, ricordano i suoi occhi aperti ma incrociati, le contrazioni spastiche del corpo. Anche in queste condizioni, continuano a picchiarla e a prenderla a calci. Un ultimo calcio sbatte la sua testa contro un armadio: ora è "aperta" come un melone. Il comandante del VII nucleo, a quel punto, grida "Basta!". Raggiunge la ragazza. "La tocca con la punta dello stivale. Melanie non dà segni di vita e quello ordina che venga chiamata un'autoambulanza". (Melanie Jonach ci arriverà in codice rosso con una frattura cranica nella regione temporale sinistra).

Nicola Doherty ancora piange in aula mentre racconta: "Hanno cominciato a picchiarci immediatamente. C'era gente che piangeva e implorava i poliziotti di fermarsi. Anch'io piangevo e chiedevo che la smettessero. Uno mi è venuto vicino e con fare dolce mi ha detto "Poverina!" e mi ha colpito ancora. Sembrava che ci odiassero. Ho visto un poliziotto con un coltello in mano, bloccava le ragazze, i ragazzi e tagliava una ciocca di capelli con il coltello". Voleva il suo personale trofeo di guerra. Altri continuano a gridare, dopo aver picchiato duro: "Dì, che sei una merda". Mentre colpiscono gridano: "Frocio!", "Comunista!", "Volevate scherzare con la polizia?", "Nessuno sa che siamo qui e ora vi ammazziamo tutti!".

Lena Zulkhe, colpita alle spalle e alla testa, cade subito. Le danno calci alla schiena, alle gambe, tra le gambe. "Mentre picchiavano, ho avuto la sensazione che si divertissero". La trascinano per le scale afferrandola per i capelli e tenendola a faccia in giù. Continuano a picchiarla mentre cade. La rovesciano quasi di peso verso il pianoterra. "Non vedevo niente, soltanto macchie nere. Credo di essere per un attimo svenuta. Ricordo soltanto - ma quanto tempo era passato? - che sono stata gettata su altre due persone, non si sono mossi e io gli ho chiesto se erano vivi. Non hanno risposto, sono stata sdraiata sopra di loro e non riuscivo a muovermi e mi sono accorta che avevo sangue sulla faccia, il braccio destro era inclinato e non riuscivo a muoverlo mentre il sinistro si muoveva ma non ero più in grado di controllarlo. Avevo tantissima paura e pensavo che sicuramente mi avrebbero ammazzata".

Dei 93 ospiti della "Diaz" arrestati, 82 sono feriti, 63 ricoverati ospedale (tre, le prognosi riservate), 20 subiscono fratture ossee (alle mani e alle costole soprattutto, e poi alla mandibola, agli zigomi, al setto nasale, al cranio).

* * *

Che cosa ha provocato questa violenza rabbiosa e omicida? Come è stata possibile pensarla, organizzarla, realizzarla. Il 22 luglio, il portavoce del capo della polizia convoca una conferenza stampa e distribuisce un breve comunicato che vale la pena di ricordare per intero: "Anche a seguito di violenze commesse contro pattuglie della Polizia di Stato nella serata di ieri in via Cesare Battisti, si è deciso, previa informazione all'autorità giudiziaria, di procedere a perquisizione della scuola Diaz che ospitava numerosi giovani tra i quali quelli che avevano bersagliato le pattuglie con lancio di bottiglie e pietre. Nella scuola Diaz sono stati trovati 92 giovani, in gran parte di nazionalità straniera, dei quali 61 con evidenti e pregresse contusioni e ferite. In vari locali dello stabile sono stati sequestrati armi, oggetti da offesa ed altro materiale che ricollegano il gruppo dei giovani in questione ai disordini e alle violenze scatenate dai Black Bloc a Genova nei giorni 20 e 21. Tutti i 92 giovani sono stati tratti in arresto per associazione a delinquere finalizzata alla devastazione e saccheggio e detenzione di bottiglie molotov. All'atto dell'irruzione uno degli occupanti ha colpito con un coltello un agente di Polizia che non ha riportato lesioni perché protetto da un corpetto. Tutti i feriti sono stati condotti per le cure in ospedali cittadini". Il portavoce mostra anche le due molotov che sarebbero state trovate nell'ingresso della scuola, "nella disponibilità degli occupanti".

* * *

Il processo di Genova ha dimostrato ragionevolmente (e spesso con la qualità della certezza) che nessuna delle circostanze descritte dal portavoce del capo della polizia (capo della polizia era all'epoca Gianni De Gennaro) corrisponde al vero. Quelle accuse sono false, quelle ragioni sono inventate di sana pianta. Si dice che l'assalto (la "perquisizione") fu organizzato dopo che un corteo di auto e blindati della polizia era stato, poco prima della mezzanotte, assalito in via Cesare Battisti con pietre, bottiglie e bastoni. Il processo ha dimostrato che non c'è stata nessuna pattuglia aggredita. Si dice che gli ospiti della Diaz fossero già feriti, quindi coinvolti negli scontri in città.

Nessuno dei 93 arrestati era ferito prima di essere bastonato dai "celerini". Poliziotti, comandanti, dirigenti hanno riferito che, mentre entravano nella scuola, c'è stata contro di loro una sassaiola e addirittura il lancio di un maglio spaccapietre. I filmati hanno dimostrato che non fu lanciata alcun sasso e nessun maglio. Il comandante del Reparto Mobile di Roma ha scritto in un verbale che ci fu una vigorosa resistenza da parte di "alcuni degli occupanti, armati di spranghe, bastoni e quant'altro". Assicura che nella scuola (entra tra i primi) sono stati "abbandonati a terra, numerosi e vari attrezzi atti ad offendere, tipo bastoni, catene e anche un grosso maglio".

Nella scuola non c'è stata alcuna colluttazione, nessuna resistenza, soltanto un pestaggio. Nessuno degli occupanti ha tentato di uccidere con una coltellata il poliziotto Massimo Nucera. Due perizie dei carabinieri del Ris hanno smentito che lo sbrego nel suo corpetto possa essere il frutto di una coltellata. Nella scuola non c'erano molotov. Come ha testimoniato il vicequestore che le ha sequestrate, quelle due molotov furono ritrovate da lui non nella scuola la notte del 22 luglio, ma sul lungomare di Corso Italia nel pomeriggio del giorno precedente. La prova falsa, manipolata, è stata inspiegabilmente distrutta, durante il processo, nella questura di Genova.

* * *

In settimana il tribunale deciderà delle responsabilità personali dei 29 imputati (poliziotti, dirigenti, comandanti, alti funzionari della polizia di Stato) accusati di falso ideologico, abuso di ufficio, arresto illegale e calunnia. Quel che qui conta dire è che la responsabilità non penale, ma tecnico-politica di chi, impotente a fronteggiare i black bloc, si è abbandonato (per vendetta? per frustrazione? con quali ordini e di chi?) a pestaggi ingiustificati e indiscriminati, non può e non deve essere liquidata da questa sentenza. Centinaia di agenti, sottufficiali, ufficiali, dirigenti di polizia, funzionari del Dipartimento di pubblica sicurezza hanno mentito durante le indagini e al processo.

E chi non ha mentito, ha negato, taciuto o dissimulato quel che ha visto e saputo. Dell'assalto alla "Diaz" non inquieta soltanto il massacro di 93 cittadini inermi diventati in una notte "criminali" a cui non si riconosce alcuna garanzia e diritto. Quel che angoscia è anche questo silenzio arrogante, l'omertà indecorosa che manipola prove; costruisce a tavolino colpevoli; nasconde le responsabilità; sfida, senza alcuna lealtà istituzionale, il potere destinato ad accertare i fatti. Le apprensioni di sette anni raddoppiano ora che, decreto dopo decreto, si fa avanti un "diritto di polizia". Il Paese ha bisogno di sapere se il giuramento alla Costituzione delle forze dell'ordine non sia una impudente finzione. Perché quel che è accaduto a Mark Covell e ai suoi 92 occasionali compagni di sventura rende chiaro, più di qualsiasi riflessione, come uno Stato che si presenta nelle vesti di sbirro e carnefice fa assai presto a diventare uno Stato criminale quando il dissidente, il non conforme, l'altro diventa un "nemico" da annientare

lunedì, novembre 03, 2008

Stamattina in stazione due ragazzini parlano, avranno 16 anni, la ragazza dice al ragazzo: "Oh ieri ho fatto una festa a casa mia, ho invitato un pò di gente, una mia amica mi ha chiesto se poteva portare gente, io le ho deto di si però al massimo devono avere 18 anni, e questa si prenta con tre tipi di 21 e 22 anni, alle 23 io volevo andare via ma questi "vecchietti" non ne volevano sapere...".
Ma quanto mi sono sentito vecchio?
Cioè io mi sento alla pari di uno di 22 anni e questa li chiama vecchietti?!?!?
Queste sono le cose che fanno davvero male pergiunta il linedì mattina mentre aspetti il treno per andare a lavorare...

martedì, ottobre 21, 2008

Ignonati e dintorni
















Un altro bel esempio di civiltà tutta made in Italy.
Io direi: "Vietato l'ingresso ai ciccioni e agli ignoranti regolari e non, pregiudicati e non".


venerdì, ottobre 17, 2008

Sto cazzengiando al lavoro, mancano 23 minuti alla partenza, vabbè stavo guardando un pò le offerte di lavoro in giro, beh ho letto un post su un blog di una cerca !Pinguina", dice così:

"...Ciao ragazzi, e si...a 23 anni...laureata con 4 selezioni per banche alle spalle, nessuna mi ha + contattato in seguito...non dico che vorrei già lavorare....ma almeno provare l'ebrezza di fare il secondo step di qualke selezione...nada!!!
sai che vi dico?? mi finisco qsta laurea magistrale e me ne vado dall'italia... qui a 25/26/27 anni gà si è fuori dal mondo del lavoro...non per scelta...ma per costrizione!
Inoltre, vi dico che solo qui in Italia le banche pretendono di selezionare eventuali candidati con i psico-attitudianali; in altri paesi contano le doti personali...chi tiene le palle va avanti!!! Ecco perchè il Paese fa skifo...la meritocrazie non esiste...e purtroppo qualkuno mi dice ti devi adeguare...allora io ho deciso di adeguarmi: cerco qualkuno a cui dare mazzatte per lavorare in banca!!!"

Questa è la gioventù moderna, a 23 anni si sente già fottuta poverina...a questo punto se le cose stanno così che ben venga una bella guerra a sistemare un pò le cose.