mercoledì, maggio 26, 2010

Ascoltare

Saper ascoltare, confrontarsi con persone fuori dal nostro giro, questo è alla base per una consapevole presa di coscienza.
Ieri sera in macchina direzione Milano appena uscito da casa vedo un ragazzo sul marciapiede che fa l'autostop,un modo un pò bizzarro di farlo, non con il classico pollice alzato ma sbacciando come un forsennato, vabbè.
Mi fermo e lo faccio salire, un tipo che nessuno lo avrebbe mai caricato in macchina (infatti era lì da un'ora), però io sono fatto così.
Iniziamo a parlare, cioè lui parla, io ascolto.
In 20 minuti mi racconta la sua vita attuale fatta di lavoro precario, pagamenti in ritardo, figlio piccolo e separazione in corso, il tutto a 25 anni.
Della vita ho capito una cosa, se non ci sei dentro alle cose non le puoi capire davvero, se lavori in banca, sei felicemente sposato e la casa te l'hanno pagata i genitori al massimo la crisi per te è quella di comprarti un telefonino in meno all'anno ma per chi è a terra si tratta di perdere quel poco che aveva.
Se già io faccio fatica a capire certe situazioni figuriamoci un politico che guadagna 30.000 € al mese (il più scarso) che cazzo vuoi che ne sappia di come cazzo vive uno che lavora saltuariamente e viene pagato altrettanto saltuariamente.
Quel ragazzo dall'aspetto poco raccomandabile ma dall'animo sincero stava andando a prendere la paga di due giorni di lavoro, ed io ce l'ho portato.

1 commento:

Romina ha detto...

L'indifferenza è uno dei mali peggiori.