mercoledì, dicembre 24, 2008

Alla fine sono arrivato al giorno prima della partenza, domani mattina l'aereo mi porterà in Africa, un viaggio pensato e voluto da parecchio tempo, c'è agitazione in casa, sembra tutto normale ma non è così, ogni tre pensieri uno è rivolto al viaggio, a quello che ci aspetta...chi lo sà!
Che dire, ora come ora non c'è null'altro che possa essere più importante di domani mattina quando lasceremo il continente europeo per quello africano.
Buon viaggio Cino e Kietta.

sabato, dicembre 06, 2008

Un video molto interessante riguardante la produzione della Misola, una farina molto nutriente che in Mali sta dando ottimi risultati per la lotta alla malnutrizione.

video

lunedì, dicembre 01, 2008

Pronti partenza via, primo giorno di lavoro, sempre abbastanza drammatico, nel senso che sei lì spaesato con persone che ti parlano di cose che non hai la pià pallida idea di cosa siano, che borbottano tra loro, cerchi di studiare la situazione, un poco alla volta però, inutile cercare di capire tutto subito, sarebbe uno spreco di energie.
Stamattina addirittura quando mi sono svegliato pensavo di essere in ritardo per il treno...ci vorrà ancora un pò di tempo prima che passi, tre anni sono tanti da dimenticare...

giovedì, novembre 27, 2008

Stamattina una mia collega imprecava che ieri sera ha tardato ad arrivare a casa perchè avevano chiuso la Metropolitana perchè un tipo s'è buttato sotto, alchè tutti gli altri intorno si sono uniti alle imprecazioni aggiungendone altre contro il suicidante ormai defunto, frasi del tipo "Ma uno che vuole ammazzarsi non lo può fare fuori dall'orario di punta?", oppure "Ma non poteva farlo in casa sua col gas?", che sta a vedere che quel poveraccio magari una casa manco ce l'ha. Boh senza farla troppo lunga io mi sono permesso di dire che nessuno si è chiesto quali ragione potressero avere spinto un uomo a farla finita in quel modo o meglio a farla finita e basta, quale disperazione fosse così grande da farlo privare del bene più importante che abbiamo, la vita. Niente da fare, hanno continuato ad imprecare, forse sono io che non capisco.

martedì, novembre 25, 2008

Siamo ad un mese esatto dalla partenza, iniziano i primi pensieri, le prime emozioni, i primi timori di quelli che come noi stanno per andare in un continente mai visto e sicuramente un pò fuori dai canali comuni.
Ogni tanto ne parliamo, facciamo pensieri di come sarà, di quello che succederà, pur sapendo che è tutto inutile perchè anche sforzandoci non potremmo mai capire come sarà, è troppo lontanto da ogni nostra immaginazione, è l'Africa.
Quindi non ci resta altro che aspettare, vivere questo mese giorno dopo giorno pensando al dono che ci regaleremo a Natale, un dono speciale che rimarrà per sempre nei nostri ricordi.

lunedì, novembre 24, 2008

La verità è che mi sento impotente e non riguarda la sfera sessuale no, quella non centra, mi sento impotente nei confronti di quello che succede fuori dalla sfera della mia vita e talvolta pure dentro quella (raramente fortunatamente).
Quando capita qualche fattacio penso sempre che si sarebbe potuto fare qualcosa per evitare l'accaduto ma alla fine mi rendo conto che materialmente non avrei potuto fare nulla e, peggio ancora, non ci sarebbero state alternative.
Alternativa, una parola che ultimamente mi sta mettendo addosso un'angoscia spaventosa, puoi vivere nel posto peggiore nel peggiore dei modi ma se non hai un'alternativa sei il peggio del peggio, senza una via di uscita.
Oggi come oggi sento che manca un'alternativa e non parlo di un'alternativa personale ma di un'alternativa globale, non c'è non esiste.

mercoledì, novembre 19, 2008

Io per capire se una persona era adatta a me ci stavo insieme, ci uscivo, cercavo di condividere momenti della vita, insomma tutto quello che si è sempre fatto da che mondo è mondo...ma ora...è da tempo che gira una pubblicità che se mandi un sms al 48277 con il tuo nome e quello della persona ti rispondono con una percentuale che indica l'affinità di coppia, insomma se ci devi stare con questa o se la devi mollare perchè non idonea a te.
Ma quanto tempo ho perso nella vita a cercare di capire quando sarebbe bastato un semplice sms ed il gioco era fatto!
Evviva la tecnologia!

lunedì, novembre 10, 2008

Ieri pomeriggio mentre tornavo a casa con mia moglie e mio suocero da una splendida giornata passata nel Monferrato sento alla radio il sindato della Capitale che parla della festa delle Forze Armate e di quanto questi ragazzi coraggiosi si sacrifichino per il bene della comunità.
Dunque, premettendo che non si può e non si DEVE fare di tutta un'erba un fascio (e scusate la parola fascio) riporto per correttezza l'articolo di oggi di Repubblica riguardo i fatti del G8 e della scuola Diaz.
A voi una riflessione sulle parole del Sindaco.



UNO STATO che vessa e maltratta le persone private della libertà non è uno Stato democratico. Una polizia che usa la forza non per impedire reati, ma per commetterne, non può essere considerata "forza dell'ordine". Fatti di questo genere distruggono la credibilità delle istituzioni più di tanti insuccessi dei poteri pubblici". Valerio Onida, giudice emerito della Corte Costituzionale. Sono parole che bisogna tenere a mente ora che il processo per le violenze della polizia nella scuola "Diaz", durante i giorni del G8 di Genova, è prossimo alla sentenza.

* * *

Il 21 luglio del 2001 è il giorno più tragico del G8 di Genova. È morto Carlo Giuliani in piazza Alimonda in una città distrutta dai black bloc ? che riescono inspiegabilmente a colpire indisturbati e a dileguarsi senza patemi. Per tutto il giorno, Genova è insanguinata dai pestaggi della polizia, dei carabinieri, dei "gruppi scelti" della guardia di finanza contro cittadini inermi, donne, ragazzi, anche anziani, spesso con le braccia alzate verso il cielo e sulla bocca un sorriso.

Ora, più o meno, è mezzanotte. Mark Covell, 33 anni, inglese, giornalista di Indymedia.uk, ozia davanti al cancello della scuola Diaz, diventato un dormitorio dopo che i campeggi sono stati abbandonati per la pioggia. Covell si accorge che la polizia sta "chiudendo" la strada. Avverte subito il pericolo. Estrae l'accredito stampa, lo mostra, lo agita. I poliziotti, che lo raggiungono per primi (sono della Celere, del VII nucleo antisommossa del Reparto Mobile di Roma), lo colpiscono con i "tonfa" o "telescopic baton", più che un manganello un'arma tradizionale delle arti marziali: rigido e non di caucciù, a forma di croce: "può uccidere", se ne vanta chi lo usa. Colpiscono Mark senza motivo. Come, senza ragione, un altro poliziotto con lo scudo lo schiaccia ? subito dopo ? contro il cancello mentre un altro, come un indemoniato, lo picchia alle costole. Gli gridano in inglese: "You are black bloc, we kill black bloc" ("Tu sei un black, noi ti uccidiamo").

Covell cade finalmente a terra. E' semisvenuto, in posizione fetale. Potrebbe bastare anche se fosse un incubo, ma per Mark il calvario non è ancora finito. Tutti i "celerini" che corrono verso la scuola lo colpiscono a terra con calci (il pestaggio di Covell è ripreso da una videocamera). Covell rimarrà, esanime, circondato dall'indifferenza, in quell'angolo di via Cesare Battisti, al quartiere di Albaro, per oltre venti minuti. Ha una grave emorragia interna, un polmone perforato, il polso spezzato, otto fratture alle costole, dieci denti in meno. Quando si sveglia in ospedale, viene arrestato per resistenza aggravata a pubblico ufficiale, concorso in detenzione di arma da guerra e associazione a delinquere. (E' ancora aperta l'indagine per individuare i poliziotti che lo hanno quasi ucciso. L'accusa: tentato omicidio).

* * *

Distruggere. Annientare. E' con questo obiettivo che, dopo aver abbattuto con un blindato Magnum il cancello, le prime tre squadre del Reparto Mobile di Roma (trenta uomini) invadono, a testuggine, il pianoterra della scuola. Arnaldo Cestaro, "un vecchietto", è sulla destra dell'ingresso. Viene travolto. Lo gettano contro il muro. Lo picchiano con i "tonfa". Gli spezzano un braccio e una gamba. Ora ci sono urla e baccano. Nella palestra, ai piani superiori ragazzi e ragazze - anche chi si è già infilato nel sacco al pelo per dormire - comprendono che cosa sta accadendo.

Tutti raccolgono le loro cose, il bagaglio leggero che si portano dietro da giorni. Si sistemano con le spalle al muro; chi in ginocchio; chi in piedi; tutti con le braccia alzate in segno di resa; chi ha voglia di un'ultima "provocazione" mostra al più indice e medio a V. Daniel Mc Quillan, quando vede le divise, si alza in piedi e dice: "Noi siamo pacifici, niente violenza". "Come se fossero un branco di cani impazziti, sono su di lui in un istante e lo colpiscono, lo colpiscono, lo colpiscono?", dicono i testimoni. La furia dei celerini si scatena contro chiunque e dovunque, irragionevolmente, con furore (si vede uno che mena colpi con una specie di mazza da baseball).

Melanie Jonach racconterà di essere svenuta subito al primo colpo che la raggiunge alla testa. Gli altri, che vedono la bastonatura inflittale, ricordano i suoi occhi aperti ma incrociati, le contrazioni spastiche del corpo. Anche in queste condizioni, continuano a picchiarla e a prenderla a calci. Un ultimo calcio sbatte la sua testa contro un armadio: ora è "aperta" come un melone. Il comandante del VII nucleo, a quel punto, grida "Basta!". Raggiunge la ragazza. "La tocca con la punta dello stivale. Melanie non dà segni di vita e quello ordina che venga chiamata un'autoambulanza". (Melanie Jonach ci arriverà in codice rosso con una frattura cranica nella regione temporale sinistra).

Nicola Doherty ancora piange in aula mentre racconta: "Hanno cominciato a picchiarci immediatamente. C'era gente che piangeva e implorava i poliziotti di fermarsi. Anch'io piangevo e chiedevo che la smettessero. Uno mi è venuto vicino e con fare dolce mi ha detto "Poverina!" e mi ha colpito ancora. Sembrava che ci odiassero. Ho visto un poliziotto con un coltello in mano, bloccava le ragazze, i ragazzi e tagliava una ciocca di capelli con il coltello". Voleva il suo personale trofeo di guerra. Altri continuano a gridare, dopo aver picchiato duro: "Dì, che sei una merda". Mentre colpiscono gridano: "Frocio!", "Comunista!", "Volevate scherzare con la polizia?", "Nessuno sa che siamo qui e ora vi ammazziamo tutti!".

Lena Zulkhe, colpita alle spalle e alla testa, cade subito. Le danno calci alla schiena, alle gambe, tra le gambe. "Mentre picchiavano, ho avuto la sensazione che si divertissero". La trascinano per le scale afferrandola per i capelli e tenendola a faccia in giù. Continuano a picchiarla mentre cade. La rovesciano quasi di peso verso il pianoterra. "Non vedevo niente, soltanto macchie nere. Credo di essere per un attimo svenuta. Ricordo soltanto - ma quanto tempo era passato? - che sono stata gettata su altre due persone, non si sono mossi e io gli ho chiesto se erano vivi. Non hanno risposto, sono stata sdraiata sopra di loro e non riuscivo a muovermi e mi sono accorta che avevo sangue sulla faccia, il braccio destro era inclinato e non riuscivo a muoverlo mentre il sinistro si muoveva ma non ero più in grado di controllarlo. Avevo tantissima paura e pensavo che sicuramente mi avrebbero ammazzata".

Dei 93 ospiti della "Diaz" arrestati, 82 sono feriti, 63 ricoverati ospedale (tre, le prognosi riservate), 20 subiscono fratture ossee (alle mani e alle costole soprattutto, e poi alla mandibola, agli zigomi, al setto nasale, al cranio).

* * *

Che cosa ha provocato questa violenza rabbiosa e omicida? Come è stata possibile pensarla, organizzarla, realizzarla. Il 22 luglio, il portavoce del capo della polizia convoca una conferenza stampa e distribuisce un breve comunicato che vale la pena di ricordare per intero: "Anche a seguito di violenze commesse contro pattuglie della Polizia di Stato nella serata di ieri in via Cesare Battisti, si è deciso, previa informazione all'autorità giudiziaria, di procedere a perquisizione della scuola Diaz che ospitava numerosi giovani tra i quali quelli che avevano bersagliato le pattuglie con lancio di bottiglie e pietre. Nella scuola Diaz sono stati trovati 92 giovani, in gran parte di nazionalità straniera, dei quali 61 con evidenti e pregresse contusioni e ferite. In vari locali dello stabile sono stati sequestrati armi, oggetti da offesa ed altro materiale che ricollegano il gruppo dei giovani in questione ai disordini e alle violenze scatenate dai Black Bloc a Genova nei giorni 20 e 21. Tutti i 92 giovani sono stati tratti in arresto per associazione a delinquere finalizzata alla devastazione e saccheggio e detenzione di bottiglie molotov. All'atto dell'irruzione uno degli occupanti ha colpito con un coltello un agente di Polizia che non ha riportato lesioni perché protetto da un corpetto. Tutti i feriti sono stati condotti per le cure in ospedali cittadini". Il portavoce mostra anche le due molotov che sarebbero state trovate nell'ingresso della scuola, "nella disponibilità degli occupanti".

* * *

Il processo di Genova ha dimostrato ragionevolmente (e spesso con la qualità della certezza) che nessuna delle circostanze descritte dal portavoce del capo della polizia (capo della polizia era all'epoca Gianni De Gennaro) corrisponde al vero. Quelle accuse sono false, quelle ragioni sono inventate di sana pianta. Si dice che l'assalto (la "perquisizione") fu organizzato dopo che un corteo di auto e blindati della polizia era stato, poco prima della mezzanotte, assalito in via Cesare Battisti con pietre, bottiglie e bastoni. Il processo ha dimostrato che non c'è stata nessuna pattuglia aggredita. Si dice che gli ospiti della Diaz fossero già feriti, quindi coinvolti negli scontri in città.

Nessuno dei 93 arrestati era ferito prima di essere bastonato dai "celerini". Poliziotti, comandanti, dirigenti hanno riferito che, mentre entravano nella scuola, c'è stata contro di loro una sassaiola e addirittura il lancio di un maglio spaccapietre. I filmati hanno dimostrato che non fu lanciata alcun sasso e nessun maglio. Il comandante del Reparto Mobile di Roma ha scritto in un verbale che ci fu una vigorosa resistenza da parte di "alcuni degli occupanti, armati di spranghe, bastoni e quant'altro". Assicura che nella scuola (entra tra i primi) sono stati "abbandonati a terra, numerosi e vari attrezzi atti ad offendere, tipo bastoni, catene e anche un grosso maglio".

Nella scuola non c'è stata alcuna colluttazione, nessuna resistenza, soltanto un pestaggio. Nessuno degli occupanti ha tentato di uccidere con una coltellata il poliziotto Massimo Nucera. Due perizie dei carabinieri del Ris hanno smentito che lo sbrego nel suo corpetto possa essere il frutto di una coltellata. Nella scuola non c'erano molotov. Come ha testimoniato il vicequestore che le ha sequestrate, quelle due molotov furono ritrovate da lui non nella scuola la notte del 22 luglio, ma sul lungomare di Corso Italia nel pomeriggio del giorno precedente. La prova falsa, manipolata, è stata inspiegabilmente distrutta, durante il processo, nella questura di Genova.

* * *

In settimana il tribunale deciderà delle responsabilità personali dei 29 imputati (poliziotti, dirigenti, comandanti, alti funzionari della polizia di Stato) accusati di falso ideologico, abuso di ufficio, arresto illegale e calunnia. Quel che qui conta dire è che la responsabilità non penale, ma tecnico-politica di chi, impotente a fronteggiare i black bloc, si è abbandonato (per vendetta? per frustrazione? con quali ordini e di chi?) a pestaggi ingiustificati e indiscriminati, non può e non deve essere liquidata da questa sentenza. Centinaia di agenti, sottufficiali, ufficiali, dirigenti di polizia, funzionari del Dipartimento di pubblica sicurezza hanno mentito durante le indagini e al processo.

E chi non ha mentito, ha negato, taciuto o dissimulato quel che ha visto e saputo. Dell'assalto alla "Diaz" non inquieta soltanto il massacro di 93 cittadini inermi diventati in una notte "criminali" a cui non si riconosce alcuna garanzia e diritto. Quel che angoscia è anche questo silenzio arrogante, l'omertà indecorosa che manipola prove; costruisce a tavolino colpevoli; nasconde le responsabilità; sfida, senza alcuna lealtà istituzionale, il potere destinato ad accertare i fatti. Le apprensioni di sette anni raddoppiano ora che, decreto dopo decreto, si fa avanti un "diritto di polizia". Il Paese ha bisogno di sapere se il giuramento alla Costituzione delle forze dell'ordine non sia una impudente finzione. Perché quel che è accaduto a Mark Covell e ai suoi 92 occasionali compagni di sventura rende chiaro, più di qualsiasi riflessione, come uno Stato che si presenta nelle vesti di sbirro e carnefice fa assai presto a diventare uno Stato criminale quando il dissidente, il non conforme, l'altro diventa un "nemico" da annientare

lunedì, novembre 03, 2008

Stamattina in stazione due ragazzini parlano, avranno 16 anni, la ragazza dice al ragazzo: "Oh ieri ho fatto una festa a casa mia, ho invitato un pò di gente, una mia amica mi ha chiesto se poteva portare gente, io le ho deto di si però al massimo devono avere 18 anni, e questa si prenta con tre tipi di 21 e 22 anni, alle 23 io volevo andare via ma questi "vecchietti" non ne volevano sapere...".
Ma quanto mi sono sentito vecchio?
Cioè io mi sento alla pari di uno di 22 anni e questa li chiama vecchietti?!?!?
Queste sono le cose che fanno davvero male pergiunta il linedì mattina mentre aspetti il treno per andare a lavorare...

martedì, ottobre 21, 2008

Ignonati e dintorni
















Un altro bel esempio di civiltà tutta made in Italy.
Io direi: "Vietato l'ingresso ai ciccioni e agli ignoranti regolari e non, pregiudicati e non".


venerdì, ottobre 17, 2008

Sto cazzengiando al lavoro, mancano 23 minuti alla partenza, vabbè stavo guardando un pò le offerte di lavoro in giro, beh ho letto un post su un blog di una cerca !Pinguina", dice così:

"...Ciao ragazzi, e si...a 23 anni...laureata con 4 selezioni per banche alle spalle, nessuna mi ha + contattato in seguito...non dico che vorrei già lavorare....ma almeno provare l'ebrezza di fare il secondo step di qualke selezione...nada!!!
sai che vi dico?? mi finisco qsta laurea magistrale e me ne vado dall'italia... qui a 25/26/27 anni gà si è fuori dal mondo del lavoro...non per scelta...ma per costrizione!
Inoltre, vi dico che solo qui in Italia le banche pretendono di selezionare eventuali candidati con i psico-attitudianali; in altri paesi contano le doti personali...chi tiene le palle va avanti!!! Ecco perchè il Paese fa skifo...la meritocrazie non esiste...e purtroppo qualkuno mi dice ti devi adeguare...allora io ho deciso di adeguarmi: cerco qualkuno a cui dare mazzatte per lavorare in banca!!!"

Questa è la gioventù moderna, a 23 anni si sente già fottuta poverina...a questo punto se le cose stanno così che ben venga una bella guerra a sistemare un pò le cose.

martedì, settembre 30, 2008

Più vado avanti e meno riesco a comprendere la Chiesa ed i loro sudditi...ma dico io...ad un battesimo...il prete chiede ai genitori insistentemente se sono convinti e credono nel battesimo...ma a quel ignaro bambino non ci pensa nessuno?
Cioè nessuno si chiede se a lui importa essere battezzato ed essere educato secondo la fede cristiana?
Un genitore è in grado ma soprattutto ha davvero il potere assoluto sul proprio figlio?
Non sarebbe più giusto attendere che il piccolino abbia raggiunto l'età giusta per cui possa decidere da solo a quale religione appartenere (e se appartenere ad una di esse)?
Siccome l'appartenere ad una religione non è così findamentale io credo fermamente che certe decisione vadano lasciate prendere alla persona interessata al tempo che egli meglio crede.
Religione ed ipocrisia passeggiano a braccetto e nessuno si scandalizza.

venerdì, settembre 26, 2008

Mi chiamo Barbara e sono la mamma orgogliosa di un bambino autistico di quattro anni.

Nel Vostro sito, leggo della Vostra missione e soprattutto del Vostro impegno nel sociale.
La nostra capacità di integrarci con il territorio in cui siamo presenti, di comunicare con le istituzioni locali e di sostenere progetti sociali e associazioni umanitarie si riscontra attraverso azioni concrete:

• Finanziamento della ricerca contro alcune malattie del XXI secolo
• Sostegno alla giornata nazionale indetta dal Banco Alimentare per la raccolta di generi alimentari
• Sostegno di iniziative umanitarie di vario tipo”

Lasciatemi dire che oggi nel punto vendita di Assago avete sfiorato la discriminazione punibile per legge.

Era previsto un evento che mio figlio aspettava con ansia: il tour delle auto a grandezza reale del film Cars.

Vestito di tutto punto con la sua maglietta di Cars, comprata DA VOI, oggi l’ho portato, emozionatissimo, ad Assago. Vista la posizione di Saetta, ci siamo avvicinati per fare una foto. Click, click, click, bimbo sorridente a lato della macchina. Avevate previsto un fotografo, sui sessant’anni, sembrava un rassicurante nonno con una digitale da 2000 euro, collegata a un pc dove un quarantacinquenne calvo digitalizzava un volantino carinissimo con le foto dei bimbi di fronte a Saetta, stampate all’interno della griglia di un finto giornale d’auto. Una copertina, insomma, che i bimbi chiedevano a gran voce e avrebbero poi incorniciato in una delle costose cornici in vendita nel Vostro reparto bricolage. Chiaramente, il mio biondino, che purtroppo per la sua malattia non parla (ancora), mi ha fatto capire a gesti che gli sarebbe piaciuto. Per quale ragione non farlo? Semplice, lo avrei capito dopo poco.

Attendo il turno di mio figlio, con estrema pazienza, e senza disturbare nessuno. Ci saranno stati una ventina di bambini, non di più. Non cento, una ventina.

Arriva il turno del mio piccolo, e non appena varca la transenna, resta il tempo di ben DUE SECONDI girato verso il suo idolo a grandezza naturale, invece di fissare l’obiettivo del fotografo. Mi abbasso, senza dar fastidio alcuno, scivolo sotto la corda e da davanti, chiedo a mio figlio di girarsi. Il fotografo comincia ad urlare “Muoviti! Non siamo mica tutti qui ad aspettare te” Mio figlio si gira, ma non abbastanza secondo il “professionista”. Gli chiedo “Per favore, anche se non è proprio dritto, gli faccia lo stesso la foto…” “Ma io non ho mica tempo da perdere sa? Lo porti via! Vattene! Avanti un altro, vattene!” Un bambino a lato urla “Oh, mi sa che quello è scemo” e il vostro Omino del Computer, ridendo “Eh, si! Vattene biondino, non puoi star qui a vita!” Mio figlio, che non è SCEMO, non parla ma capisce tutto, sentendosi urlare dal fotografo, da quello che digitalizzava le immagini e dalla claque che questi due individui hanno sollevato ed aizzato, si mette a piangere, deriso ancora dal fotografo che lo fa scendere dal piedistallo di fortuna che avete improvvisato davanti alla macchina, facendolo pure inciampare. A nulla valgono le imbarazzate scuse della guardia giurata,che poco prima aveva tranquillamente familiarizzato con mio figlio. L’umiliazione che è stata data dai Vostri incaricati, che avrebbero dovuto lavorare con i bambini, a un piccolo di quattro anni che ha la sfortuna di avere una sindrome che poco gli fa avere contatto visivo con il resto del mondo e non lo fa parlare, è stata una cosa lacerante. In lacrime, con il torace scosso dai singhiozzi, umiliato, deriso, leso nella propria dignità di bambino non neurotipico. Una signorina, con la Vostra tshirt, mi si è avvicinata per chiedermi cosa fosse successo. Alla mia spiegazione, dopo averle detto che il piccolo aveva una sindrome autistica, mi ha detto “Ma se non è normale non lo deve portare in mezzo alla gente“.

Son stata talmente male da non riuscire a reagire, ho dovuto uscire all’aria aperta, con il bambino piangente, per prendere fiato dopo tanta umiliazione.

Ho pianto. Dal dolore.

Questo è l’articolo 2 comma 4 della legge 67 del 1 Marzo 2006, a tutela dei soggetti portatori di handicap:

-Sono, altresì, considerati come discriminazioni le molestie ovvero quei comportamenti indesiderati, posti in essere per motivi connessi alla disabilità, che violano la dignità e la libertà di una persona con disabilità, ovvero creano un clima di intimidazione, di umiliazione e di ostilità nei suoi confronti.

Vorrei sapere come intendete agire, se con una scrollata di spalle come i Vostri dipendenti, di fronte a un trauma che avete fatto subire ad un bambino che già dalla vita è messo ogni giorno a dura prova.

Manderò questa mail in copia alla segreteria dell’onorevole Carfagna, e alla redazione di Striscia la Notizia, oltre a pubblicarla sul mio sito personale.

Tacere non ha senso, e ancora minor senso hanno le umiliazione che io e mio figlio abbiamo subito oggi.

lunedì, settembre 22, 2008

Da domani la Terra è in rosso "Le risorse dell'anno esaurite".

Da domani viaggeremo con i conti in rosso, consumeremo più risorse di quelle che la natura fornisce in modo rinnovabile. Ci stiamo mangiando il capitale biologico accumulato in oltre tre miliardi di anni di evoluzione della vita: nemmeno un super intervento come quello del governo degli Stati Uniti per tappare i buchi delle banche americane basterebbe a riequilibrare il nostro rapporto con il pianeta. Il 23 settembre è l'Earth Overshoot Day: l'ora della bancarotta ecologica.

Il giorno in cui il reddito annuale a nostra disposizione finisce e gli esseri umani viventi continuano a sopravvivere chiedendo un prestito al futuro, cioè togliendo ricchezza ai figli e ai nipoti. La data è stata calcolata dal Global Footprint Network, l'associazione che misura l'impronta ecologica, cioè il segno che ognuno di noi lascia sul pianeta prelevando ciò di cui ha bisogno per vivere ed eliminando ciò che non gli serve più, i rifiuti.

Il 23 settembre non è una scadenza fissa. Per millenni l'impatto dell'umanità, a livello globale, è stato trascurabile: un numero irrilevante rispetto all'azione prodotta dagli eventi naturali che hanno modellato il pianeta. Con la crescita della popolazione (il Novecento è cominciato con 1,6 miliardi di esseri umani e si è concluso con 6 miliardi di esseri umani) e con la crescita dei consumi (quelli energetici sono aumentati di 16 volte durante il secolo scorso) il quadro è cambiato in tempi che, dal punto di vista della storia geologica, rappresentano una frazione di secondo.

Nel 1961 metà della Terra era sufficiente per soddisfare le nostre necessità. Il primo anno in cui l'umanità ha utilizzato più risorse di quelle offerte dalla biocapacità del pianeta è stato il 1986, ma quella volta il cartellino rosso si alzò il 31 dicembre: il danno era ancora moderato.

Nel 1995 la fase del sovraconsumo aveva già mangiato più di un mese di calendario: a partire dal 21 novembre la quantità di legname, fibre, animali, verdure divorati andava oltre la capacità degli ecosistemi di rigenerarsi; il prelievo cominciava a divorare il capitale a disposizione, in un circuito vizioso che riduce gli utili a disposizione e costringe ad anticipare sempre più il momento del debito.

Nel 2005 l'Earth Overshoot Day è caduto il 2 ottobre. Quest'anno siamo già al 23 settembre: consumiamo quasi il 40 per cento in più di quello che la natura può offrirci senza impoverirsi. Secondo le proiezioni delle Nazioni Unite, l'anno in cui - se non si prenderanno provvedimenti - il rosso scatterà il primo luglio sarà il 2050. Alla metà del secolo avremo bisogno di un secondo pianeta a disposizione.

E, visto che è difficile ipotizzare per quell'epoca un trasferimento planetario, bisognerà arginare il sovraconsumo agendo su un doppio fronte: tecnologie e stili di vita. Lo sforzo innovativo dell'industria di punta ha prodotto un primo salto tecnologico rilevante: nel campo degli elettrodomestici, dell'illuminazione, del riscaldamento delle case, della fabbricazione di alcune merci i consumi si sono notevolmente ridotti.

Ma anche gli stili di vita giocano un ruolo rilevante. Per convincersene basta confrontare il debito ecologico di paesi in cui i livelli di benessere sono simili. Se il modello degli Stati Uniti venisse esteso a tutto il pianeta ci vorrebbero 5,4 Terre. Con lo stile Regno Unito si scende a 3,1 Terre. Con la Germania a 2,5. Con l'Italia a 2,2.

"Abbiamo un debito ecologico pari a meno della metà di quello degli States anche per il nostro attaccamento alle radici della produzione tradizionale e per la leadership nel campo dell'agricoltura biologica, quella a minor impatto ambientale", spiega Roberto Brambilla, della rete Lilliput che, assieme al Wwf, cura la diffusione dei calcoli dell'impronta ecologica. "Ma anche per noi la strada verso l'obiettivo della sostenibilità è lunga: servono meno opere dannose come il Ponte sullo Stretto e più riforestazione per ridurre le emissioni serra e le frane".

domenica, settembre 14, 2008

Domani mattina mi gioco una carta importante nella mia vita, questa domenica ne ha risentito sono stato teso tutto il giorno e anche a quest'ora la situazione non cambia, meglio che vada a letto e cerchi di dormire per dare una parvenza di lucidità domattina.

venerdì, settembre 12, 2008

YERBA - MATE -HIERBA MATE'

Famiglia delle Aquifoliacee,
chiamato il Tè Argentino, diffuso essenzialmente in America Latina, si chiama matè che è il nome spagnolo della zucca, in quanto originariamente si beveva nelle zucche precedentemente svuotate, è una pianta originaria dell'America Meridionale e del Sud America,

Parti impiegate le foglie

PRINCIPI ATTIVI, caffeina, acido clorogenico, olio volatile, vitamine, teobromina,teofillina, è uno stimolante ricco di vitamina C,vitamina B1 e B2, tannini, sostanze minerali, tracce di olio essenziale, colina, tiamina

ATTIVITA'
Stimolante, tonica, diuretica, utile nelle astenie e nelle diete dimagranti, stimola l'attività cerebrale

YERBA MATE
è una bevanda tonica, stimolante, indicata nelle astenie, stimola la attività cerebrale, utile nelle convalescenze, nelle dispepsie, è diuretica, è un rimedio digestivo, previene lo scorbuto per il suo alto contenuto in vitamina C, aiuta nella sindrome premestruale, nelle diete dimagranti frena il senso di appetito, a grandi quantità è purgativo. Anche a grandi quantità non comporta insonnia e conferisce ai muscoli resistenza alla fatica. Ha essenzialmente attività disintossicante, utile per le sintomatologie devivanti da problemi di metabolismo, agisce sul sistema circolatorio e renale

PREPARAZIONE, si versa dell'acqua calda sulle foglie del Matè ( 1 cucchiaino), si lascia in infusione due minuti si filtra ed è pronta da bere.
Oppure si usa il "matero"( fatto con la zucca, in legno, metallo, o corno) che va riempito per metà del suo volume con la pianta secca, versare acqua bollente sorseggiare con la "cannuccia in acciaio inossidabile" ( bombilla) senza togliere le foglie, una volta finito, riempire di acqua di nuovo e aggiungere se lo si desidera, altre foglie.( l'acqua si conserva calda in un contenitore termico e si aggiunge di volta in volta)

CONTROINDICAZIONI, non usare in gravidanza ed allattamento, non berne più di 3 tazze al giorno.A grandi quantità è purgativa

mercoledì, settembre 10, 2008

In Svizzera spendono miliardi di piccioli per scoprire da dove vieniamo, finalmente hanno scoperto da dove provengo io....
[Da La repubblica]

Ecco Sandrone, l'ultimo abitante dell'Europa tropicale

{B}Ecco Sandrone, l'ultimo abitante dell'Europa tropicale{/B}
Si chiama Sandrone, ed è l'ultimo abitante dell'Europa tropicale. Si tratta di un oreopiteco, un parente stretto dell'orango, che popolava il vecchio continente, otto milioni di anni fa, quando il clima era tropicale. Gli ultimi due esemplari sono stati ritrovati nei pressi di Grosseto e in Sardegna, nei dintorni della centrale di Fiume Santo (Sassari).

lunedì, settembre 08, 2008

Ancora tanti auguri al mio caro amico Jacky, la vita va avanti nell'incertezza più assoluta ma lui per me è sempre un punto di riferimento, ancora tanti auguri al mio unico vero grande amore che ogni giorno riempie la mia vita di gioia, ancora tanti auguri al mio piccolo Cippa, fedele compagno di vita.

giovedì, settembre 04, 2008

Cannabis, sorprendente antibiotico ecco come annienta i superbatteri

di SARA FICOCELLI

ROMA - Al di là dei giochi di parole, la Canapa è senza dubbio una pianta stupefacente. Le sue proprietà continuano a sorprendere la comunità scientifica e, secondo uno studio italo-inglese, da lei non solo possiamo ricavare olii, tessuti e sostanze psicotrope, ma anche alcuni fra i più potenti antibatterici, capace di sconfiggere i cosiddetti "superbugs", microorganismi resistenti agli antibiotici che infestano gli ospedali di tutto il mondo.

L'impiego dei cannabinoidi naturali ridurrebbe la diffusione di alcuni batteri resistenti agli antibiotici, tra cui lo stafilococco aureo penicillino-resistente (MRSA). La ricerca, pubblicata sul Journal of Natural Products, è frutto del menage a trois fra il Cra-Cin di Rovigo, che ha coltivato le piante, l'Università del Piemonte Orientale di Novara, dove sono state isolati i composti e sintetizzati i loro analoghi, e la School of Pharmacy di Londra, che si è occupata dei saggi biologici. Nel giro di tre anni, fra il 2005 e il 2008, gli studiosi sono riusciti a dimostrare che i cannabinoidi di tipo THC, CBD, CBG, CBC, e CBN sono eccezionalmente attivi contro EMERSA-15 e EMERSA-16, due fra i ceppi più virulenti di stafilococco; tra questi più efficaci si sono dimostrati i cannabinoidi CBD e il CBG, entrambi non psicotropi.

Una preziosa base di partenza per la messa a punto di medicine alternative in grado di rivoluzionare le condizioni igieniche delle strutture ospedaliere, dove in genere i batteri, a continuo contatto con sostanze antibiotiche, si scambiano il dna e si fortificano, diventando praticamente invincibili. "Questo scambio di materiale genetico è invece molto difficile tra batteri e piante. La Cannabis sativa è una fonte interessante di composti per combattere questi microorganismi - spiega il professor Giovanni Appendino, docente di Chimica dell'Università del Piemonte Orientale - In Inghilterra il problema è ancora più grave che da noi. C'era bisogno di una sinergia che mettesse a punto qualcosa di nuovo".

L'Italia fino agli anni '30 è stato uno dei maggiori produttori al mondo di Canapa: i suoi semi sono ricchi di proteine e carboidrati e regalano un olio cosmetico che può essere utilizzato anche come combustibile; le fibre fin dall'antichità vengono utilizzate per fabbricare tessili, corde e guarnizioni idrauliche. Fumare o ingerire i fiori femminili e la resina, che hanno effetti psicotropi, è illegale in Italia ma per i seguaci di alcune religioni, come il Rastafarianesimo, rappresenta il presupposto di ogni preghiera. Secondo i fedeli di questa religione di origine ebraico-cristiana, la marijuana è un'erba miracolosa e le sue proprietà medicinali, dalla cura delle allergie a quella della sclerosi multipla, sono note alla scienza ormai da anni.

Tanto che una miscela di cannabinoidi è stata messa in commercio da GW Pharmaceutical per il trattamento di alcune malattie neurologiche gravi. Il prodotto è in commercio nelle farmacie canadesi, e potrebbe
arrivare presto in quelle europee e americane. "Quella antibatterica è solo l'ultima delle innumerevoli funzioni di questa pianta - spiega Giampaolo Grassi, primo ricercatore del Cra-Cin di Rovigo - Noi siamo stati i primi a metterlo in evidenza ma la scienza sottolinea le proprietà terapeutiche della Cannabis da sempre. I campi di applicazione sono fin troppi".

Il professor Appendino mette comunque in guardia da eventuali semplificazioni: "Fumare la Canapa, fra i tanti effetti dannosi che provoca, facilita anche le infezioni, dato che la somministrazione sistematica della pianta provoca immunosoppressione". Secondo una ricerca pubblicata nel 2007 dalla rivista Journal of the American Medical Asociation, ogni anno lo stafilococco provoca oltre 18 mila decessi ospedalieri, più delle morti per Aids. Chissà che questo numero non sia destinato a ridursi drasticamente entro pochi anni, proprio grazie alla Cannabis .

martedì, agosto 26, 2008


Articolo tratto da Dolce Vita.

Omaggio ad Albert Hofmann

di M. Narciso (WipeOut staff)

Omaggio al Sommelier degli Dei, inventore dell LSD. Deceduto a 102 anni, nell aprile 2008.

Aeroplani di Jefferson alla ricerca del Bianconiglio e inviti a irrompere nell'altra dimensione, nebbie purpuree e cieli di marmellata, lati oscuri della luna e autobus magici: ad avere avuto 20 anni nel 1965, l'impressione sarebbe stata quella di una partenza imminente, destinazione altrove e un biglietto in mano imbevuto di LSD pronto a farti decollare. Ci avresti potuto credere, a guardarti intorno. Ma il grande viaggio era cominciato molto prima.

Il 19 aprile del 1943 esplode l'insurrezione nel ghetto di Varsavia. E' il giorno in cui si onora la Pasqua ebraica, festa della libertà e di un mondo nuovo, in mezzo a macerie e orrori e follie e totalitarismi di cui si inizia a intravedere la fine.
Lo stesso giorno, nei laboratori svizzeri della Sandoz, un giovane chimico scopre la connessione tra il mondo materiale e il mondo spirituale: un collegamento racchiuso in un'essenza, in cui incappa mentre studia l'ergot e i suoi alcaloidi, il fungo parassita della segale cornuta.

L'ergot è un mistero che dall'antica Grecia a oggi non ha perso fascino e potenza. Se ne trovano tracce nei riti di Eleusi, nelle visioni mistiche medioevali, nelle persecuzioni contro le streghe e i poteri delle erbe quando il trentasettenne Albert Hofmann assorbe involontariamente una goccia della variante B025, è come se sollevasse la coperta sotto la quale è nascosta la storia esoterica degli esseri umani, fatta di essenze e saperi. La conferma la ottiene qualche giorno dopo, "il giorno della bicicletta", quando assume una dose irrisoria della sostanza, 25 milionesimi di grammo per un viaggio nella mente del pianeta: aggrappato alle visioni indotte dall'alcaloide principale dell'ergot, la dietilamide dell'acido lisergico o LSD, il chimico svizzero si riconnette con la memoria trascendentale dell'umanità, si riappropria di canali non utilizzati da secoli per comunicare con Madre Natura e, tramite lei, con se stesso e l'universo.
Si rende conto di avere tra le mani uno strumento formidabile, in grado di modificare in modo profondo gli stati di coscienza, una sostanza-microscopio le cui lenti sono puntate al cuore dello spirito, una sonda emozionale capace di sprofondare negli abissi dell'estasi e dello stupore, una volta davanti alla verità.
Una sostanza così potente da destrutturare le nostre certezze coatte e il nostro "io" per farci assaporare ciò che abbiamo perso, quando abbiamo deciso di interrompere il rapporto di mistero e devozione che ci legava alle essenze più intime del pianeta. Saperi e conoscenze gettati nel dimenticatoio, culture e tradizioni e segreti bollati come frottole, in una folle corsa al progresso costellato di divieti e proibizioni.
L'acido lisergico è il diritto di esplorare nuovi concetti, nuovi significati, di compenetrare la coscienza e di oltrepassarla, di sperimentare se stessi e le proprie capacità, di ricongiungerci al sacro per rinascere individui nuovi, rinnovati e modificati, il diritto alla conoscenza. Una farmacologia dell'estasi.

Racconta Era*****o: "ho bevuto il ciceone/ ho indagato me stesso"‚ dall'ergot all'ergot, dalla Grecia del 1500 a.C: all'Europa del XX° secolo, passando di necessità e meraviglia attraverso bisogni spirituali, nuovi umanesimi, sostanze: la scoperta dell'acido lisergico travolge e suggerisce nuove ipotesi, nuove curiosità, nuove esplorazioni.
Hofmann da chimico e scienziato diventa alchimista e etnobotanico, e parte alla ricerca di segni, tracce, passaggi, testimonianze, e durante il suo lungo viaggio incontra le personalità più svariate, da Robert Evan Schultes a Roger Heim, emissari spaziali al posto giusto nel momento giusto: uno per tutti, Gordon Wasson. Se Albert Hofmann è il sommelier degli dei, Wasson è l'assaggiatore.

Con lui intraprenderà il cammino per arrivare a definire l'essenza dei miti Eleusini, uno dei momenti spirituali e misterici più importanti del mondo classico, riti durante i quali veniva somministrata una bevanda psicoattiva molto potente, capace di alterare gli stati di coscienza delle persone coinvolte, e i nomi più importanti sono Socrate, Platone, Era*****o, Pericle, il sacro kykeon o ciceone, contenitore della pozione magica, in cui verranno trovate tracce di segale cornuta.
Un ciclo che si chiude congiungendo partenza e arrivo, dove la partenza è l'arrivo e viceversa, come in una magica spirale che trova capo e coda, e nel suo vortice passano girano e si inseguono l'ergot, l'acido lisergico, il teonanacatl, la salvia divinorum, e altre decine di piante e essenze enteogene, ognuna interpretata e conosciuta per arrivare in fine a una Eleusi qui-e-ora: "l'istituzione base da cambiare è il cuore dell'individuo", e a questo tendono gli studi di Albert Hofmann, alla nascita di un nuovo umanesimo, basato sul pacifismo, l'ecologia, il rispetto dell'uomo.
Con Wasson diventa uno dei più importanti emissari del mondo occidentale presso culti e riti antichissimi, e dopo la sintesi chimica della psilocibina, confermata in persona da Maria Sabina, arrivano a incontrare la "hierba Maria", la "ska Pastora", la "ska Maria Pastora": la salvia divinorum, che nell'etimologia popolare mazateca mantiene i riferimenti con la figura di Maria della tradizione cristiana.
"Maria Pastora ti può portare fino a Dio, e questo può spaventare. E' l'esperienza più simile alla morte che si possa fare". Il 12 luglio 1961 Gordon wasson sperimenta, primo occidentale do*****entato, coppie di foglie in un infuso. L'anno successivo lo sciamano Natividad Rosa consegna a Hofmann e Wasson una pianta da portare in Europa. L'alone magico e misterico che circonda i due ricade anche sulla storia botanica della salvia: e ancora oggi sono in molti a pensare che gli esemplari giunti fino ai nostri giorni siano cloni o talee di quella prima pianta.

Mentre l'avanguardia artistica e medica studia e ricerca, e discute di allucinogeni o psichedelici o enteogeni, in discreti salotti ovattati personalità e intellettuali come Aldous Huxley, Humphrey Osmond, Robert Graves, Ernst Junger sperimentano le essenze degli dei in modi esoterici, dalla mescalina ai funghi psilocibinici all'acido lisergico, ricalcando le iniziazioni del passato, moderni alchimisti al riparo da occhi indagatori, carbonari delle essenze e insieme tutori di un sapere da non divulgare a tutti: una setta segreta di psiconauti colti e massoni.
Ma l'impatto devastante dell'LSD non poteva rimanere al chiuso di laboratori e luoghi protetti, e le strade del mondo occidentale vengono invase da cartoncini, zollette, liquidi, cristalli, micropunte, tutti a base di LSD, e al loro seguito si lanciano migliaia di giovani, hippies, freaks, artisti e camionisti, meccanici e intellettuali, psicanalisti hollywoodiani e docenti universitari.

La rivoluzione psichedelica ha vita breve e intensa e non sarebbe potuto essere diversamente: in pochissimo tempo crea e consegna eroi e miti alla storia, personaggi bizzarri e strampalati e geniali e cazzoni, da Ken Kesey e il suo "magic bus" con acid test annesso, a Stanley Owsley III, il miglior fabbricatore di acidi degli Stati Uniti a detta dello stesso Hofmann, nani e buffoni, artisti e inventori, e segna in qualche modo il tentativo di cambiare il mondo partendo da se stessi, mettendosi a nudo di fronte all'universo e i suoi significati.
E se i numi tutelari del segreto sono Albert Hofmann e i circoli esoterico-intellettuali europei, a capo della rivoluzione psichedelica planetaria c'è la trimurti di Harvard, i "mad doctors" Timothy Leary, Ralph Metzner e Richard Alpert, e dietro di loro Allen Ginsberg, Jerry Garcia, i Beatles e Terence McKenna: e lo sfondo che unisce cielo e terra sono i cinquecentomila di Woodstock.
"Tune in, turn on, drop out": un'epopea selvaggia e passionale di autosperimentazioni, con la cultura della droga in primo piano, attenta come non mai a trovare e appropriarsi di nuovi serpenti da cavalcare, perché una volta introdotto l'acido, niente sarà più come prima. Allargare l'area della propria coscienza diventa l'obiettivo più importante di un'intera generazione.

Un'esplosione di colori, suoni, viaggi, visioni, curiosità, arte e rivolta, con tutti i sensi sollecitati e coinvolti, come se le antenne e l'energia dei giovani avessero trovato la presa giusta in cui infilarsi per connettersi con le vibrazioni del pianeta.
"La rivoluzione non è un pranzo di gala", lo abbiamo imparato, ma questa avrebbe potuto esserlo. Dopo i fasti e le stravaganze e gli eccessi, lascia anche sul terreno disarcionamenti micidiali, cervelli bruciati, processioni in India nel tentativo di ricomporre anima e neuroni e voli planetari interrotti bruscamente. Gli hippies sono stati i bianchi privi di avidità delle profezie indiane, "la reincarnazioni degli indiani caduti", e come gli Hopi sono stati sterminati ma non sconfitti: armati di sogni, amore e LSD hanno assaltato il cielo e qualcuno è rimasto tra le nuvole, agganciato per sempre a visioni ineffabili.

Tra viaggi e terapie psichiatriche, in mezzo a lotte furenti e magnifiche esperienze, incomprensioni e sostenitori accaniti, a 70 anni dalla sua scoperta l'acido lisergico è più vivo che mai, e la rinascita psichedelica di fine secolo non fa che dimostrarlo. Una rinascita e non una rivoluzione, dai toni più morbidi e liquidi, che tenta di recuperare storia e errori per non ripeterli, dai teknival ai trance-party fino agli psiconauti domestici e alla riscoperta di sostanze come il DMT o la mescalina e l'ayahuasca e i funghi psilocibinici, tutti tesi alla ricerca dell'enteogeno perfetto. Un "bambino difficile" che continua a dare fastidio nel suo tentativo di diventare un "bambino di speranza", e un papà ancora vivo e vegeto: l'augurio migliore che possiamo portare al compleanno appena passato, il centesimo, del gentile alchimista svizzero.
Per festeggiare degnamente questa lunga avventura, la Gaia Media Foundation, con sede a Basilea, città di liberi pensatori e illuminati cervelli, ha organizzato un simposio dal titolo "LSD: tre lettere che cambiarono il mondo", dal 13 al 15 gennaio 2006. Tre giorni di riflessioni, i cui temi principali sono stati: "From the plants of the Gods to LSD", "The Ecstatic Adventure" e "New dimensions of consciousness".
Una panoramica sulle questioni e le soluzioni che sono discusse da anni, tutte legate in qualche modo alla scoperta di Albert Hofmann, e i cui relatori, tanto per fare dei nomi, sono personaggi quali Ralph Metzner, Stanislav Grof, Jonathan Ott, Alex Grey, Alexander T. Shulgin, Carl P: Ruck, John Dunbar e Eric Burdon, oltre a Albert Hofmann, naturalmente.

"La realtà è magica quanto la magia è reale": happy birthday, mister Hofmann, messaggero di una nuova speranza che dimora in noi fin dalla nascita che la risposta alla vita è l'uomo, con i suoi bisogni spirituali, le sue potenzialità, i suoi desideri, i suoi sogni.
Grazie per avercelo ricordato.

lunedì, agosto 25, 2008

Vacanze finite, per sdrammatizzare direi meglio che ci sia una fine perchè vuol dire che c'è stato un inizio, però la malinconia c'è lo stesso, non potrebbe non esserci.
Airole è sempre Airole, anche se non scopri nulla di nuovo ci stai sempre bene e tene rendi conto quando torni in città di cosa hai lasciato davvero.
Torno al lavoro, sempre le solite storie, qui non cambia mai nulla nè in negativo nè in positivo, non si muove una foglia, non sò cosa sia meglio.
Ora si riparte, debbo cercare il nuovo entusiasmo per iniziare una nuova stagione, nuovi progetti, portare a termine i vecchi, andare avanti, sempre doni doni, sarà questo il mio nuovo segreto...

giovedì, agosto 07, 2008

In questo periodo si parla tanto di protesta e boicottaggio delle Olimpiadi a Pechino, si parla di diritti umani...ma dei diritti degli animali?
Troppo spesso pensiamo solo a difendere l'umanità dimenticandoci le atrocità che proprio l'umanità opera ai danni degli animali per futili scopi (e anche per quelli meno futili).
Se l'uomo ha qualche possibilità di difesa loro non ne hanno nessuna, se questi sono gli uomini preferisco difendere i diritti degli animali.
Sono disgustato.

video

martedì, agosto 05, 2008

Di ritorno dal Mamafrica, cinque giorni passati immerso nella natura accompagnata dal suono incessante dell'Africa con spazi serali anche per altri generi musicali, tra alti e bassi me la sono cavata, ho avuto momenti di sconforto e di esaltazione, dormito pochissimo ma davvero poco e pure male (materassino bucato accidenti) ma nonostante questo non mi sono perso nulla.
Sono stati cinque giorni senza tempo, grazie davvero a chi ha organizzato l'evento e a chi vi ha partecipato, l'anno prossimo ci vorrei tornare e farmi tutta la settimana ma...a dormire in qualche agriturismo!
Un saluto alla pizzeria "Manhattan" e ai suoi simpaticissimi e genitilissimi collaboratori!
Un saluto ai miei compagni di viaggio.
Un saluto ai maestri Lancei e Seydou.
A presto.

lunedì, luglio 28, 2008

Solitamente guardo la televisione quando litigo con Romina, quindi praticamente mai, ieri sera però abbiamo litigato e quindi mi son messo a vedere un telegiornale su Canale Italia, uno dei pochi che ancora presenta notizie e non gossip vari...hanno dato un servizio alla fine di un tizio che attraversa il deserto a piedi...beh ha detto una frase alla fine che racchiude il mio pensiero dell'ultimo periodo della mia vita che più o meno dice questo: "Non pensare a cercare il tempo per fare, non fare e basta".
E' una frase in controtendenza netta al sistema di vita che la società cerca di impormi, cercare di fare più cose possibili all'interno delle 24 ore disponibili, portandoti a fare tutto male e a stressarti, io invece sto cercando di fare le cose con calma, poco alla volta distribuite nel tempo, anche se a volte vado a scontrarmi con il resto che mi circonda, ma non importa.

venerdì, luglio 18, 2008

Ecco la mia nipotina Sara al sesto mese di permanenza su questo Pianeta, con ben due dentini all'attivo (non ancora attestati dallo zio)
si propone come Miss Picinella 2008 e ditemi di no, è troppo bella non perchè è mia nipote ma perchè è proprio bella e poi ha un carattere splendido (per ora), questo we spero di vederla anche solo 10 minuti visto che da fare ne ho ma mi metterò di impegno al massimo recupero settimana prossima.
Le prospettive per il fine settimana sono buone, stasera ultima lezione con gli altri poi domani pomeriggio completo con un seminario
di Moumouni Bambarà, il maestro del mio maestro, poi domenica forse grigliata...
Che dire, sono giorni di metà Luglio, la testa è piena e pure qualcosaltro, si aspettano le vacanze...

martedì, luglio 15, 2008

Guardiamo la realtà, andare in giro al giorno d'oggi è uno schifo,gente incazzata sempre, si girovaga sempre pronti a beccarsi con qualcuno,sia che si vada al lavoro o che si vada in gita al lago, il pretesto per incazzarsi c'è sempre, siamo troppi e gli spazi sono quelli che sono,
mi sento soffocare in questa città, il mio unico angolo di paradiso è diventato il letto quando mi corico e mi metto i tappi (sennò manco quello lo sarebbe) e chiudo gli occhi, quando posso andarmene da qui vado al mio paese, lì sto bene ho tutto lo spazio che mi serve, non andarei mai via da lì, mi chiudere dentro e lascerei l'incazzatura fuori, ma non si può, prima o poi ci devo ritornare in questa città che mi soffoca.
Continuo a chiedermi se è sempre stato così o prima le cose andavano diversamente.

giovedì, maggio 15, 2008

Eccomi qua come promesso con la mia scheda della 3 collegato da casa, per il momento funziona che è una meraviglia, fa il suo lavoro, non è di certo una supermegaconnessione ma per quello che ci devo fare io va più che bene...
Fortuna che domani è venerdì, questa è stata una settimana brutta, attanagliato da una debolezza tagliagambe e da un nervosismo infimo che non mi ha mollato un attimo, vabbè capita non c'è niente da preoccuparsi, sù e giù è così che andava la vita un tempo ed è così che va ancora adesso, un giorno poi si vedrà.

mercoledì, maggio 07, 2008

Tra poco tornerò ufficialmente sul web, ho ordinato la scheda della 3 per collegarmi così potro navigare in santa pace senza dovermi preoccupare di chi passa a vedere dietro o cazzate del genere.
Che dire, è un periodo così, strano direi, nè bello nè brutto, umore altalenante ma comunque positivo, si muovono i primi passi verso la vendita della casa, iniziano ad uscire dalla cassa valangate di euri, ma si sà che va così quando si vuole cambiare casa, ma va bene così.
Ieri ho ufficialmente dato il via alla stagione sportiva e stavolta sono determinato ad andare fino in fondo, più che altro perchè non voglio morire a 40 anni di infarto e comunque sia si sta davvero troppo bene dopo aver fatto un pò di attività fisica.

mercoledì, aprile 16, 2008

Nella vita mi sono sbagliato su tantissime persone, cose ed anche animali perchè no, ma su una cosa non mi sono mai sbagliato e mai mi sbaglierò, sul valore dell'amicizia che nella mia vita gioca un ruolo fondamentale ed insostituibile.
Debbo ringraziare il destino che ha messo al mio fianco delle persone splendide sulle quali sò di poter contare sempre e non solo per situazioni problematiche ma anche solo per bersi una birra e sparare cazzate.

martedì, aprile 15, 2008

Oggi è il 15 Aprile 2008, ho compiuto da poco 34 anni, sono contento, ci sono arrivato sano e salvo, va bene così, oggi Berlusconi e la sua cordata sono tornati al potere, non che ci fossero valide alternative, però uno finchè non succede non ci pensa, poi quando arriva son mazzate, ci si sente male.
Il fatto è che siamo tutti così presi dalla nostra vita che potrebbero eleggere anche il fratello di Hithler che nessuno batterebbe ciglio, siamo troppo presi da noi stessi e dalla ristretta cerchia di persone che ci circonda che non abbiamo il tempo di fermarci a riflettere e forse non è neanche una grande colpa questa, è la vita moderna e funziona così.

giovedì, aprile 03, 2008

Come ogni periodo pre-elezioni è in corso il solito cinema real-tv dei nostri politici e di chi gli sta intorno, chi ti promette a destra, chi a sinistra, chi un pò dell'uno e chi un pò dell'altro, ed io?
Io vado avanti a vivere cercando di mantenere alta l'ironia che mi sta accompagnando da qualche settimana a sta parte.

lunedì, marzo 17, 2008

Eccomi reduce dal we percussivo...devo dire che è stata un'esperienza molto positiva sia dal punto di vista didattico che da quello umano, il maestro Dramè è davvero una bella persona, un artista completo e molto particolare nel suo genere.
Ho condiviso due giorni con persone mai conosciute, c'è stato il tempo per divertirsi e per parlare, mi sono trovato davvero bene in un luogo fantastico nel ispetto delle regole della natura.
Trovo sia essenziale rapportarsi con persone nuove, ci aiuta ad ampliare le nostre conoscenze, a conoscere modi e stili di vita diversi dai nostri, esperienze di vita, questo mi è utile anche per cercare di migliorare alcuni aspetti della mia vita o almeno a pensarci sopra.
Esperienza assolutamente da ripetersi.

martedì, marzo 04, 2008

Sei fermo alla stazione che aspetti il treno delle 7:34, c'hai sonno, non ti muovi, stai lì da 10 minuti immobile, ti si piazzano di fianco due tizi, un uomo e una donna, accendono la sigaretta entrambi, sei controvento, non fumi, il fumo ti annebbia la vista, ti sposti qualche metro più in là, che fà qualche metro più in là, niente, non è niente, meglio che fare inutili discussioni e perdere del tempo che potresti impiegare per pensare ad altro.

martedì, febbraio 12, 2008

Oggi scrivo per dare l'addio a Paletta, la nostra tartaruga che non è riuscita a passare questo inverno gelido e ci ha lasciato nonostante i nostri tentativi di salvarla.
Riposa in pace.

lunedì, febbraio 11, 2008

Eccomi qui di lunedì, come sempre, abbastanza tranquillo dopo essere riuscito ad espellere dal mio corpo un tappo di 3 giorni che proprio non ne voleva sapere di uscire...
Sabato sono stato allo spettacolo di Babara Bangoura e Bemankan ad Alessandria, davvero un'esperienza emozionante, sia lo spettacolo che comunque la serata è andata davvero bene ci siamo divertiti, c'è sempre bisogno di giornate così, per uscire dalla quotidianità che ogni tanto davvero è pesante.
Boh prendi stamattina, mi alzo 7:30, faccio la mia colazione tranquillo, ancora tranquillo scherzo un pò con la mia piccolina, poi il solito cafone che ti bestemmia davanti alla porta e giù lì ad incazzarmi, poi esco, cerco di rilassarmi, prendo la bici faccio 100 metri e ti vedo una ragazza con una bimba piccola che litiga con uno in macchina, magari è suo marito, e pensare che ancora devo iniziare la giornata.

giovedì, febbraio 07, 2008

Ciao, mi sto convincendo che passare la propria vita a pensare come migliorarla sia uno spreco di tempo, meglio viverla un pò così come viene cercando di cogliere le occasioni che si presentano e...si ma se non se ne presentano che si fa?

mercoledì, gennaio 16, 2008

Mi son preso la solita influenza-noninfluenza del cazzo che mi accompagnerà per il resto del mese porcamiseria stomale-nonstomale porcamiseria eppure mi sono coperto ho seguito a regola tutti i conzigli per non ammalarsi porcamiseria.

martedì, gennaio 08, 2008

Benvenuta Sara, benvenuta in questo casino chiamato Mondo, che l'amore che ti verrà dato da chi ti starà vicino possa aiutarti nel difficile ed entusiasmante cammino che tutti chiamano VITA.